Dei morti

domenica 7 20 Luglio19

Alla fine allora avere dei morti è una cosa che non è indifferente, quello che fai, avere dei morti è già dare un senso alla vita. Quelli che cercano il senso della loro vita, per dire, è perché non hanno ancora capito che hanno dei morti, secondo me.
Per esempio i parenti dei morti di Reggio Emilia, che son passati settant’anni, nonostante tutte le porcherie che hanno subìto le ingiustizie che han visto nonostante il dramma di quel che è successo lì in piazza dei Teatri, loro non si son mica dati per vinti, e il fatto che non si siano dati per vinti che abbiano ancora presente benissimo a settant’anni di distanza il senso di quello che devono fare, secondo me, non so se poi in generale dai fatti del mondo si possono trarre delle conclusioni, ma se si potessero trarre io concluderei che è della gente che hanno dei morti che son molto forti. Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Marino Serri, Afro Tondelli e Emilio Reverberi sono dei morti che son molto forti, secondo me. Solo sentire il suono dei loro nomi, Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Marino Serri, Afro Tondelli e Emilio Reverberi, uno ha l’impressione di aver detto una cosa forte, una cosa che ha del senso, una cosa commovente. Ecco sarebbe una cosa bella se noi, quando moriremo, che, adesso mi dispiace dar delle brutte notizie, ma moriremo, tutti quelli che siamo qua, sarebbe bello se noi, quando moriremo, i nostri nomi, pronunciati ad alta voce, producessero almeno una frazione del senso che producono i nomi di quelli che sono morti 59 anni fa sulla piazza dei teatri di Reggio Emilia.