Degli incurabili

giovedì 10 gennaio 2019

Allora, appesa alle stampelle, lei aveva aperto un pacchetto e ne aveva fatto cadere un lungo asciugamano bianco con, ricamato, un semplice gallo rosso. Ecco cosa nascondeva sotto il cuscino durante le visite. Già, già, c’eran dei fili, mi ero ricordato, sul tavolino.
«Non lo prendo», avevo detto severo e avevo anche scrollato la testa. Ma lei aveva fatto una faccia, degli occhi, che l’avevo preso…
E per molti anni era stato nella mia camera, a Mur’e, poi aveva viaggiato con me. Alla fine si era sciupato, si era logorato, si era bucato e era scomparso, come si logorano e scompaiono i ricordi.

[Memorie di un giovane medico, di Michail Bulgakov, oggi alla farmacia degli Incurabili, a Napoli, alle 17]