Dalle mie parti

lunedì 9 agosto 2010

stricarm

Sembrano uccelli / la gente in bicicletta. / Appena il piede / tocca ancora la terra / torna in mente quello che avevamo voluto scordare. // Di quel fiore trasparente / chiamato “supiòn” / prati e prati ce ne sono. / Basta attraversi una lucertola / e si sfanno. / Ci sono stati? // Alzi la mano chi non si gratta mai i coglioni. / A me capita in primavera / se m’inoco a guardare / i maggiolini sbattere contro i lampioni. // Portano ancora il tabarro / dalle mie parti. / C’è un vecchio del Ricovero Buris-Lodigiani / che vi s’involta dentro fino agli occhi / come volesse dire / non voglio più vedere nessuno. // Frasi che ascoltavo da ragazzo / stanno succedendo proprio sulla mia pelle. / Mettiamo: questo pioppo / ci sarà che non ci sarò più io. // Se è grande il Po. / Chi s’incontra là / abbassa senza accorgersene la voce / e riconosce, / con un’ombra di malinconia / che siamo davvero uguali. […]

[Cesare Zavattini, Stricarm’ in d’na parola, cit., p. 5]