Cose che diceva mia nonna
mercoledì 10 dicembre 2008
Ho il lavoro che cava gli occhi.
Ma la tua intelligenza?
Hai parlato bene.
Sei sempre dietro a tramagliare.
Fai del vento.
Bisogna sciffrare la faccenda.
Basta, con questa musica da morti.
Non so cosa fare.
Il mio Paolo.
Il mio Giulio.
Il mio Emilio.


Una nonna:
- Se continuate così i vostri genitori vi manderanno a badare le pecore.
- C’è la burda arriva la burda.
L’altra nonna:
- Da vecchi bisogna tenersi più che da giovani.
- Han t’ò mega fat col man, non ti ho fatto con le mani.
Quest’ultima a una zia che era solita lagnarsi incessantemente dei suoi difetti fisici(naso lungo, gambe storte, forte miopia) e del fatto che la madre li avesse destinati tutti a lei, preservandone invece i suoi fratelli e sorelle.
mi sento sua nonna,
anche io certe volte parlando di lei, dico “Il mio Paolo”
la nonna mi perdonerà e anche lei, spero.
Non ti ho fatto con le mani è molto bello.
C’è anche Ti ho fatto io, ma lo diceva (e lo pensa, ancora, forse, qualche volta) mia mamma, non mia nonna. Invece mia nonna, una volta che le ho fatto una foto di sorpresa, quando l’ha vista si è stupita moltissimo che assomigliava a sua figlia, in quella foto lì.
La perdono, Samanta.
Cose aggiunte alle cose che diceva tua nonna Carmela:
Cosa tramballi?
Senz’altro saresti andato al Parlamento.
Eh, le sirene? Ti ricordi delle sirene?
(e il nonno Gaspare? la minestrina e il Miracolo a Milano?)
Anche “Cosa tramballi?” non è mica male
a Livorno dicono “come ti ho fatto, ti sfò”
Però son piuttosto le mamme che lo dicono, non le nonne, non so se va bene lo stesso
Un mio zio buonanima diceva “C’a-t gnéssa un culèra” (“che ti venisse UN colera”).
mio zio, di lavoro, fa i monumenti del cimitero e di fronte alle mie pene d’amore e alle mie periodiche solitudini sentimentali, ha per anni sfoderato (nell’ilarità generale del parentado) la famosa frase: “t’al fu de marm !” ovvero “te lo faccio di marmo” .
a leggerlo mi è venuto in mente di mia nonna, che mi diceva spesso “inteligen’sa acùta”.
La fase acuta dev’essere passata.
Mia nonna, quando facevo un po’ troppo baccano, mi urlava dietro “malcaghe’!”…
Un’altra cosa che diceva la mia, di nonne, era: Cos’hai strologato?
o anche: mo cò vét a strolghér?
Mio padre ci ripeteva spesso, a noi fratelli (6) e sorelle (4): E’ necessario?
Dopo gli 80 anni mia nonna ha iniziato a parlare con persone che vedeva solo lei, e non si confondeva mai tra noi e loro. Una volte le ho chiesto se c’era qualcuno che non vedevo in giro per la stanza e lei mi ha detto veramente ti ci sei seduta sopra.
mio nonno diceva, la domenica in tempi di crisi, “le macchine le domeniche restano nei garage” come se avessimo varie macchine e vari garage.
sulle cose che dicevan le nostre nonne, c’è un tumblr, ne ha raccolte cento, di cose che dicevan le nostre nonne
Mia zia Cetta dice, per dimostrare disappunto:
Sei un animale con la coda.
E mio fratello, quello più grande:
Sei come una via persa.
O anche:
Sei venuto meno, come il fumo dell’ultimo treno.
Mia nonna mi diceva
- Cena prima di andare, così ti trovi già mangiata.
- Si è rotto un fusillo della lavatrice.
- Quale lampione si è rotto stanotte? (me lo diceva il giorno seguente a una notte in cui l’avevo data a uno sconosciuto. gli altri neanche lo immaginavo cosa ero capace di fare, invece lei lo capì il giorno dopo le mie prime mesturazioni che sarei finita a ballare con un palo nelle tette; nella sua giovinezza sotto i lampioni c’erano le troie, questo me l’ha detto prima di morire)
- Tu sei una buciarda.
- Stai sempre con un mazzo di carte in mano.
Mia sorella Anna:
Gli uomini sono tutti una massa!
mia madre (a volte) diceva a mio fratello: Malatt’te e c’t'ha fatt, ca sum astà me (maledetto te e chi ti ha fatto, che poi sono stata io)
Mia nonna:
Non uscire in capeli! (= senza cappello)
Hai giocato al tenis?
(Guardando in tv il salotto della Bonaccorti): Ma dove la mettiamo a dormire tutta questa gente?