Cosa rispondere
Mi si chiede quali siano le mie intenzioni artistiche in rapporto all’immagine dell’uomo. Davvero non so cosa rispondere.
Scultura, pittura, disegno son sempre stati per me dei mezzi attraverso cui prendere coscienza della mia visione del mondo esterno e soprattutto del volto e dell’essere umano nel suo insieme, o, più semplicemente, dei miei simili e in particolar modo di coloro che mi sono più vicini per un motivo o per l’altro.
La realtà per me non è mai stata un pretesto per fare opere d’arte, bensì l’arte un mezzo indispensabile per capire un po’ di più ciò che vedo. Ho dunque una posizione del tutto tradizionale nella mia concezione dell’arte.
Detto questo, io so che mi è assolutamente impossibile poter modellare, dipingere o disegnare una testa, ad esempio, così come la vedo, e tuttavia questa è la sola cosa che cerco di fare.
[Alberto Giacometti, Scritti, traduzione di Elio Grazioli e Chiara Negri, Milano, Abscondita 2001, p. 116]


