Condizione

Nel libro Fuori orario dentro l’anima, di Franco Bassi, c’è un passo in cui si racconta di quando i soci del Fuori orario, all’inizio, dovevano riempire il circolo di roba:
Cominciarono anche i giorni in cui si viaggiava per strada guardandoci intorno come se non avessimo mai visto ciò che ci circondava. E forse era vero. Tutto poteva fare al caso nostro: a parte una casa diroccata, per i mattoni, o una vecchia stalla, anche un pezzo di ferro particolare, un segnale stradale, un vagone…
A leggerlo viene in mente che quella condizione lì, che guardi le cose che ti son familiari come se non le avessi mai viste, è quella auspicata da Viktor Šklvoskij in un articolo del 1917, L’arte come procedimento, e secondo Šklovskij è, non so come dire, la condizione che se tu ti ci metti poi magari scrivi delle cose che valgon la pena.


Ho sempre amato quell’articolo.
Viene in mente anche un po’ Raffaello Baldini.
“La fondazione” intendevo.