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Comunque proviamo

sabato 9 gennaio 2016

Questa settimana son stato così contento di cominciare l’anno nuovo, con tutte le cose che devi fare nei giorni normali, appena svegliato, lavarti, farti la barba, vestiti, metterti le scarpe, allacciarle.
Quando si ricomincia, i primi di gennaio, non so se succede a tutti, ma per me è come se questi gesti abituali riprendessero senso, e mi è tornata in mente una cosa che mi hanno detto l’anno scorso a proposito delle cose che scrivo, che parlano della vita quotidiana, mi han detto, e quando mi han detto così a me era venuto da pensare che io conoscevo solo la vita quotidiana e che la vita settimanale, la vita quindicinale, la vita mensile, la vita bimestrale non le frequentavo, e quest’anno, davanti allo specchio del mio bagno, il sei di gennaio, intanto che mi facevo la barba, mi è venuto da pensare che mi auguravo che quest’anno, il 2016, fosse pieno di vita quotidiana e che fosse un anno dove sarei riuscito a lavorare tutti i giorni, che è una cosa difficile perché tutti i giorni son tutti i giorni comunque proviamo, ho pensato.
E questo entusiasmo, se così si può dire, per l’anno nuovo, secondo me dipendeva anche dal fatto che l’anno scorso, il 2015, forse mi aveva un po’ stancato, e quando eravamo arrivati alla fine io mi ricordo che avevo pensato che, siccome quest’anno è un anno bisestile, io mi ero chiesto se non era magari possibile fare l’anno bisestile ogni due anni e ogni quattro anni saltare l’ultimo dell’anno. Cioè fare un anno senza l’ultimo dell’anno, che è così impegnativo, l’ultimo dell’anno, con tutte quelle cene speciali, quelle pettinature speciali, quelle toilette, quelle bottiglie messe da parte per l’occasione che io, forse son io che sono così, ma a me non mi piacciono, le occasioni, a me piacciono i supermercati e le librerie e quest’anno, i primi giorni dell’anno, ero in fila alla cassa del supermercato mi è venuta voglia di prender dei fiori, di mettere sul mio tavolo da lavoro un mazzo di fiori e ho preso dei fiori gialli, i primi che mi son capitati, e quando son stato a casa mi sono accorto di due cose strane, la prima, che non avevo un vaso dove metterli, li ho messi dentro un termo, per il caffè, la seconda, che erano dei crisantemi, ho cominciato l’anno con dei crisantemi gialli sopra il mio tavolo da lavoro che sono ancora qui che mi guardano, questo a proposito di supermercati. A proposito delle librerie, invece, la prima libreria dove son stato quest’anno è stato una libreria di Milano che si chiama Feltrinelli RED che è una libreria, ho scoperto, che non è una libreria, è praticamente un bar dove i libri è come se servissero per fare atmosfera, sono sparsi un po’ qua e là e dove c’è una libreria, sulla parete là in fondo, sopra c’è scritto, in un maiuscolo grosso: LIBRI, così se uno non li ha mai visti sa cosa sono, quei bagagli lì colorati.
Era molto colorato anche quel bar lì, il bar Feltrinelli che si chiamava RED, c’erano anche delle scritte sui muri, c’era anche una barzelletta su Dante, scritta sui muri, diceva che si racconta che Dante avesse una memoria eccezionale. Che un giorno avesse incontrato uno che gli aveva chiesto qual era il cibo più buono del mondo, e che Dante aveva risposto L’uovo. E che poi l’aveva incontrato ancora un anno dopo e aveva aggiunto Col sale. Molto divertente. Una delle cose fondamentali, di Dante. L’uovo. Col sale. Bellissima libreria. La prima dell’anno.

[uscito ieri su Libero]