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Che non valgo niente

venerdì 11 maggio 2018

«Io, come senz’altro potete veder dal mio aspetto, sono una persona che non valgo niente, son solo un paesano che l’educazione che ho ricevuto, in sostanza, me l’han data in campagna. Non sono di qui, vengo da lontano, di mestiere faccio il muratore e sono stato educato all’antica fede russa. Siccome ero orfano, fin da quando ero piccolo sono andato a lavorar fuori coi miei paesani, sempre con lo stesso artel’, quello di Lukà Kirìlov, un contadino delle mie parti. Questo Lukà Kirìlov è ancora vivo; è il miglior capomastro che si possa immaginare. La sua impresa era antica, l’aveva ereditata dai suoi avi e non l’ha mandata in rovina, ma l’ha ingrandita e si è fatto un granaio grande e abbondante ma era e è rimasto una brava persona e non è mica geloso».

[L’angelo suggellato, dai Tre giusti di Leskov, ne parliamo oggi a Torino]