Brunch

giovedì 16 ottobre 2008

Ieri, con Alessandro Bonino, a un certo punto parlavamo di brunch, non so perché è saltato fuori il brunch.
E ci è venuto in mente che il brunch è una di quelle cose che non fan parte dell’impero austroungarico, son venute dopo, però son già finite, è come se fossero già scadute.
Come i tamagotchi (se si scrive così) che non sono oggetti da impero austroungarico, son venuti dopo, ma adesso chi è che ci ha più un tamagotchi?
O come gli orologi con le fasi lunari.
O come la vodka al melone, anche se lì, è una questione anche un po’ regionale, perché lui, Alessandro, dice che dalle sue parti la vodka al melone non è mai stata di moda, io invece mi ricordo che c’era un periodo che nei bar emiliani la gente prendeva delle gran ciotole di vodka al melone che è una bevanda, per me, adesso è questione di gusti, ma io la trovo un po’ disgustosa, così liquorosa, e dolce, a me sembra una specie di estratto di mal di testa.



27 commenti to “Brunch”

  1. Ho trovato un’altra cosa austroungarica a Bologna, quartiere Mazzini. Ci sono ancora i negozi di sarti di quartiere dove le signore vanno a farsi fare o aggiustare i vestiti. E uno di questi negozi ha tappezzato il quartiere con una pubblicità a mio avviso bellissima, anche lei austroungarica, sembra una poesia che dice:

    Ogni bigonza
    ha
    la sua fanga

  2. Altre cose post austroungariche:
    Gli sms, gli mms, le mail, i blog.

  3. .. e le chat. E Sky.
    E il Bimby.

  4. Post, ma già finita: il cubo di Rubik.

  5. Niente, tu avevi scritto briefing, io ho capito male ho letto brunch, avevo paura che mi avessi invitato a un brunch. Invece era un briefing, anche perché era di sera, e tu avevi detto che bisognava esser matti, fare il brunch di sera.

    Poi dicevamo anche che in realtà, di persone che facevano il brunch, non ne conoscevamo mica, e io dicevo che quelli della cascina vicino a casa, che adesso son morti tutti, forse loro lo facevano, il brunch. Facevano colazione, poi andavano a mungere le vacche, e poi facevano una seconda colazione. Secondo me era un brunch.

  6. Poveretti che son morti tutti.

  7. e poi ci sono le cose che arrivano a diverse ondate in paesi diversi. A metà anni 70, mio padre che era stato in america, ci parlava di pubblicità che interrompevano i film, di alzafinestrini elettrici, di telecomandi, del big Mac, arriveranno anche da noi , diceva – A me e a mia fratello ci portò quegli orologi a led rossi che per vedere l’ora bisognava pigiare un pulsante- In america te li tirano dietro , ci diceva mio padre, ma in italia non li aveva ancora nessuno. Per molte di queste cose, ci sono voluti degli anni a arrivare in italia.
    Poi questo fenomeno l’ho visto anch’io coi miei occhi, vivevo in canada nell’88, si faceva la raccolta differenziata…

  8. vero paolo. io son arrivato negli states nel 95 e tutti andavan in giro col ricercapersona in evidenza appeso sul berretto o sulla collana per farlo vedere bene che nelle aule del college era tutto un bib bib. poi però qui tornavo per natale e non l’ho mai visto appeso in evidenza su nessuno che dopo 2 o 3 anni c’eran già i telefonini

  9. Come quelle sveglie che proiettano al buio sul soffitto l’ora esatta. Me l’hanno regalata. Solo che senza occhiali, non la vedo mai, l’ora. Vado a dormire, e non vedo l’ora…

  10. e la rucola degli anni 80? il mateus rosé?

  11. Pero’ io non son tanto d’accordo sul fatto che il brunch sia finito. Qua a Parigi mi pare sia piuttosto vivo e lotti insieme a noi. Se vai nel Marais ad esempio la dimenica mattina, la gente è tutta là a fare dei brunch. Una volta ho fatto un brunch marocchino con degli altri, abbiam iniziato alle dodici abbiam finito alle sedici e trenta, credo si trattasse di un enduring brunch, tecnicamente.

  12. quella è una merenda sinoira, da noi (solo che avete cominciato un po’ presto)

  13. emanuele, infatti quello che dici è in linea con quello che dicevo prima, delle ondate e dei paesi. Il brunch potrebbe essere finito qui (in italia) ma non a Parigi, cosi’ come non è finito a Seattle e non è mai iniziato a Barcelona. Potrebbe un giorno iniziare a Barcelona, e finire a Parigi, avere una pausa di qualche anno a Seattle, e riniziare in italia…

  14. Il Mateus Rosé. E i bronzi di Riace, anche.

  15. Pizzaballa. Portiere di riserva del Verona (credo). Figurina Panini introvabile.

  16. Volpi e Poggi, altre figurine introvabili, appartenenti alla serie inserita nelle gomme da masticare rosa, durissime

  17. Pizzaballa però io lo vedo austroungarico (mi rendo conto che sono punti di vista).

  18. Hai ragione, Pizzaballa è austroungarico (Piszabalaton?) – li’ per li’ ho confuso le ere.

  19. Da Wikipedia, enciclopedia aperta gestita da editori volontari, rigorosamente non austroungarici:

    Pizzaballa… il suo nome è divenuto particolarmente popolare tra gli appassionati di calcio poiché nei primi anni in cui la Panini pubblicò le sue collezioni di figurine dei calciatori, essendo Pizzaballa il portiere dell’Atalanta, cioè la prima squadra in ordine alfabetico della Serie A, la figurina del portiere orobico risultò più volte la numero uno dell’album: per questo motivo si sosteneva, a torto, che questa fosse più rara delle altre e la frase: “Ce l’hai Pizzaballa?” diventò un tormentone ricorrente tra i collezionisti.

  20. Però è più bello immaginarselo così: Pizzatanzen, war ein Fußballtorhüter.

  21. ma noi pizzaballa non lo trovavamo davvero! Non è una (pizza) balla! Anzi guarda, se ce l’hai, mandamelo, che mi manca ancora!

  22. Ciao, Paolo. Sei a casa domani sera? Potrei essere da te alle 7.

  23. Pier Luigi!!! Qual buon vento! Alle sette saro’ in viaggio per reggio, (non per viareggio), ma potrei venire io da te, ce l’hai ancora la maglia dell’atalanta, cosi’ posso fare una foto per il mio album?

  24. Il cubo di rubik è tornato.Occhio,eh?

  25. Porterò la maglia dell’Atalanta, ma tu, mi raccomando, non dimenticarti di portare la tua, quella degli allievi del Montebello.
    Che bello! A settant’anni suonati, soltanto due cose mi possono fare tornare ragazzo: uno scambio di maglie e uno scambio di moglie.
    M’aiuti?

  26. Piergigi, non e’ che stiamo andando un po’ fuori tema? Si parlava di brunch, siam finiti alla pizza…prima o poi ci sbattono fuori dal blog…comunque per la moglie, e le maglie, non sarebbe meglio un po’ di miglio, giusto per un brunch?

  27. Hai ragione, Paolo. Torno nella testa di Francesco e lì resto. Addio.