Boh

lunedì 3 novembre 2008

Comincio a dubitare della mia bilancia.
Stamattina Vita di Moravia pesa ancora 860 grammi.



5 commenti to “Boh”

  1. Attenzione Paolo, non divulgare troppo questa informazione, Roberto Giacobbo potrebbe sfruttarla per una puntata di Voyager: cosa ti fa pensare che quel libro non sia stato consegnato dai Marziani agli abitanti di Atlantide che prima di sparire l’hanno dato in consegna ai Templari che poi l’hanno tramandato fino a te? Non si sa mai, ma Moravia potrebbe essere il Sacro Graal.

  2. Più o meno quanto un litro d’alcol.

  3. Io nella terra del Boh ci abita da quando Gutenberg scoprì-inventò la scrittura che si stampava. Prima di allora la scrittura si scriveva a mano e i libri, per esempio una turatura di dieci cento mille libri, era una situazione manesca di cazzi di vatecaro, che detto, cioè cazzi di vatecaro lo so neanche io che cazzo vuol dire, ma il significato si, perchè il significato dice E’ dura. Insomma questi amanuensi che più che sbracciarsi e chiamarsi a gran voce o con moderazione, usavano molto le mani e le dita che parecchi amanuensi stavan sempre a lamentarsi di questo mestiere di scrivere che loro però non potevano definirsi scrittori per il semplice fatto che lo scrittore non solo scrive il suo malloppo libresco, ma prima di scriverlo o insiemesticamente lo scrive e la professoressa si stupisce se uno ha copiato e dice Questa non è farina del tuo sacco. Quando la professoressa e il critico letterario viene scavalcato sono i posteri presenti e quelli futuri che sfogliando il libro vedono dentro la farina che ci sta e dicono Bravo.
    E immediatamente, anche se passano cent’anni, tipo Cent’anni di solutudine o Cent’anni di affollatezza e trambusto, quelli pesanoi il libro, in questa terra del boh e dicono: Ieri l’altro, ieri e oggi il libro vita di Moravia pesa uguale, 860 grammi. Il punto però, dicono sempre questi qui della terra del Boh, può il libro Vita di Moravia di grammi 860 pesare uguale a quelli di Hermann Hesse, Ferenczy Stratos(inventato di sana pianta)Ugo Cornia e Paolo Nori. Sono preoccupato, on so se è solo una questione di bilancia che pesa o di bilancia in generale che pesa anche l’inpesabile.

  4. fai bene paolo: chi ama i libri non li conta, li pesa, e come con la vita di moravia il loro peso varia di continuo, glielo conferisce il loro effettivo valore, e più valgono e meno pesano (l’insostenibile leggerezza del leggere). anch’io ho una copia della stessa opera di elkann, ‘azzo è un macigno, pesa una tonnellata! invece quelli che contano i libri letti, che ti dicono col petto gonfio: “c’ho una libreria di 4000 volumi!”), non gli vogliono mica bene, ai libri. lo capisci da come spuntano le letture: alé, fuori dai coglioni, avanti un altro. per volerli leggere tutti bisogna averci chiaro il sentimento della natura ostile e inimichevole del libro, bisogna sapercelo che i libri sono una minaccia per la nazione per la morale per l’economia per tutto, e allora sbarazzarsene. leggerli tutti, via, soluzione finale. son nazisti, quelli.

  5. Questa cosa del libro che cambia peso mi sta appassionando.
    Possibile prima parte di un protocollo per provare a capirci qualcosa (ammesso che lo si voglia)
    1) verificare se il cambio di peso si riscontra anche con altri libri (prenderne almeno tre libri, ad occhio molto differenti tra loro per peso, eseguire le misurazioni in momenti differenti della giornata. Se non si ha molta memoria segnare su un foglio i risultati)
    1a il peso varia anche con altri libri
    2) potrebbe essere realmente un problema di bilancia. Verificare l’affidabilità della bilancia. Se è una bilancia da alimenti: pesare 840 (o 860 o 820) gr di spaghetti e vedere se cambiano peso o no (anche in questo caso le misurazioni vanno ripetute e tra una e l’altra non bisogna cucinarli né farci giocare il gatto che poi li caccia sotto i mobili, in entrambi i casi la riproducibilità ne risentirebbe). Se è una bilancia da umani è molto probabile che non sia affidabile per pesi così bassi: pesarsi, segnare il peso, prendere in mano il libro rimanendo sulla bilancia e segnare il nuovo peso, fare la differenza e segarsi anche quella. Ripetere l’operazione con più libri e più volte in modo da avere un quadro un po’ ampio; l’errore nelle misurazioni è dietro l’angolo.
    1b il peso varia solamente con quel libro
    2) la bilancia, qualsiasi sia, è probabilmente fuori dalla storia, è il libro che va analizzato. Potrebbe essere un libro girovago, magari scala librerie e perde peso o se ne va in cucina mangia qualcosa e ne acquista. Munirsi di telecamera, lasciandola accesa dopo aver inquadrato il libro uscire di casa. Tornati controllare se il libro si è spostato: se è rimasto fermo ripesarlo, se si è mosso la cosa diventa molto interessante.