L’atteggiamento di Tolstoj verso i matrimoni

venerdì 28 dicembre 2018

Viktor Šklovskij, L’energia dell’errore

L’atteggiamento di Tolstoj verso i matrimoni era negativo, e pianse le nozze della figlia. Diceva che, in generale, ai matrimoni bisogna piangere.

[Viktor Šklovskij, L’energia dell’errore, traduzione di Maria Di Salvo, Roma, Editori Riuniti 1984, p. 213]

Il mondo reale

mercoledì 26 dicembre 2018

Osip Mandel’štam ha scritto un libro: Viaggio in Armenia. In questo libro racconta di essere entrato in un museo. Nel museo c’erano dei quadri di pittori francesi, fatti come di piccoli puntini. Questi puntini, se ci si avvicinava ad essi, davano l’impressione di un mosaico, ma se ci si allontanava un po’ dovevano dare l’impressione del colore vivo. Quando Mandel’štam è uscito dalla stanza con i quadri, ha visto il mondo reale diviso in puntini, come se lo vedesse attraverso una rete da tennis.

[Viktor Šklovskij, Sul formalismo, in Sobranie sočinenij. Tom I. Revoljucija, Moskva, NLO 2018, p.879]

Verso una teoria del comico

venerdì 21 dicembre 2018

Ho sentito quel riso molte volte nel 1919/20 nei teatri di Pietroburgo. Ridevano nei punti più tragici. Per esempio, quando Otello strozzava Desdemona. E però andavano a teatro, gli piaceva il teatro, parlavan di teatro in caserma.
La percezione del tragico e del comico sono più vicine, tra loro, di quanto si possa immaginare.
Una cosa può essere pensata come tragica e percepita come comica, e viceversa.
Anton Čechov ha scritto a un suo amico: «Sto scrivendo una farsa». Era «Le tre sorelle».
A veder «Le tre sorelle», di solito, piangono.

[Viktor Šklovskij, Verso una teoria del comico, in Sobranie sočinenij. Tom I. Revoljucija, Moskva, NLO 2018, p. 396-397]

Un altro fiume

domenica 16 dicembre 2018

Viktor Šklovskij, L’energia dell’errore

Per Tolstoj questo aspetto ha un’importanza di principio: egli diceva che gli uomini non sono intelligenti, stupidi, coraggiosi, codardi, no: gli uomini sono come un fiume, che attraversa valli ora strette, ora ampie, ora incontrando un banco di sabbia, ora una cascata.

[Viktor Šklovskij, L’energia dell’errore, traduzione di Maria Di Salvo, Roma, Editori Riuniti 1984, p. 353]

Un fiume

venerdì 14 dicembre 2018

Viktor Šklovskij, L’energia dell’errore

Il termine «scritto» è sbagliato se riferito ai romanzi. I romanzi non si scrivono, anche se Mark Twain, rispondendo alla domanda su come si dovesse scrivere un romanzo, rispose: «stando seduti». I romanzi vengono costruiti. Il romanzo non è un lago, ma un fiume, e si potrebbero scegliere come epigrafe per i romani le parole del Canto della schiera di Igor:
«O Dnepr Slavutič! Ti sei fatto strada tra i monti di pietra…»

[Viktor Šklovskij, L’energia dell’errore, traduzione di Maria Di Salvo, Roma, Editori Riuniti 1984, p. 236]

Solo italiani

lunedì 26 novembre 2018

Poco più tardi un fiorentino dalla barba rossiccia, Dante, descriverà l’inferno in un poema.
L’inferno di Dante è costruito ad anfiteatro e scende a cerchi, sempre più in basso. L’inferno di Dante è affollato esclusivamente di italiani.
Oltre a questi vi sono alcuni antichi romani. Non bastava il posto per altri popoli.
Questo inferno raffigura la litigiosa Italia. Le città sono disposte in cerchio, i cittadini leticano e nell’eterna oscurità si fanno gesti osceni.

[Viktor Šklovskij, Marco Polo, traduzione di Maria Olsufieva, Quodlibet, Macerata 2015, p. 209]

La natura

lunedì 19 novembre 2018

Viktor Šklovskij, L’energia dell’errore

Čechov scriveva novelle senza inizio né fine.
Al fratello Alessandro, uomo di talento, padre del geniale attore Michail Čechov, e uomo saturo di futuro, scriveva che, una volta scritto un racconto, bisognava strappare le prime cinque pagine senza leggerle. Eliminava esordi e scioglimenti.
Čechov diceva che il vecchio dramma sapeva una cosa sola: il protagonista moriva o si sposava.
La vecchia prosa non era morta.
Ma Čechov aveva imboccato una via nuova, inesplorata, non battuta; addirittura rimasta inavvertita.
Cominciò col vedere la natura.
La natura siamo noi stessi.
A cominciare dai bambini piccolissimi, che sono essi stessi natura, e per questo non la vedono.
Se in ciò vedete una contraddizione, sono lieto per voi.

[Viktor Šklovskij, L’energia dell’errore, traduzione di Maria Di Salvo, Roma, Editori Riuniti 1984, p. 172]

Quella di sempre

venerdì 2 novembre 2018

Viktor Šklovskij, L’energia dell’errore

Ma Tolstoj non vuole stupire mostrando cose strane.
Egli vuole mostrare la stranezza del quotidiano, nei dettagli.
Ivan Il’ič è morto, eppure tutti sono contenti.
È lui il morto, non io.
E Ivan Il’ič giace là dove «devono» giacere tutti i morti.
La vita vissuta da Ivan Il’ič è stata delle più semplici e delle più terribili.
Tolstoj temeva non solo la morte, ma anche la vita, se era quella di sempre.

[Viktor Šklovskij, L’energia dell’errore, traduzione di Maria Di Salvo, Roma, Editori Riuniti 1984, p. 172]

Comunque

martedì 9 ottobre 2018

Viktor Šklovskij, L’energia dell’errore

Nelle penultime parole del Decameron, Boccaccio dice che il vento agita solo gli alberi grandi.

[e]

Alla fine dell’Uva spina [di Čechov] il protagonista è contento di sé; e questo è il dramma più terribile, che un uomo sia contento della propria esistenza.

[Viktor Šklovskij, L’energia dell’errore, traduzione di Maria Di Salvo, Roma, Editori Riuniti 1984, pp. 364, 366]

Un travestimento

venerdì 5 ottobre 2018

Šklovskij, Viaggio sentimentale

Arrivato a Mosca, poiché le notizie sugli arresti risultarono esatte, decisi di andarmene in Ucraina. A Mosca mi rubarono il denaro e i documenti mentre stavo comprendo la tintura per i capelli. Per tingermi andai a in casa d’un amico che non si occupava di politica e venni fuori color lilla. Ridevano tutti, dovetti raparmi. Non potevo pernottare dall’amico, andai da un altro che mi chiuse a chiave nell’archivio dicendo: «Se stanotte vengono a perquisire, fruscia e di’ che sei carta».

[Viktor Šklovskij, Viaggio sentimentale, traduzione di Maria Olsoufieva, Milano, SE 1991, p. 182]