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Tre titoli

lunedì 20 febbraio 2017

Šklovskij, Guerra e pace di Tolstoj

Mentre l’autore lavorava alla sua opera senza tregua, essa mutava, attraversando numerose fasi e ricevendo ben due titoli, inizialmente fu scelto Tre stagioni, poi Tutto è bene quel che finisce bene, per approdare finalmente a Guerra e pace.

[Viktor Šklovskij, Guerra e pace di Tolstoj, traduzione di Salvatore Celestini, Roma, Eliot 2014, p. 15]

La rivoluzione

domenica 5 febbraio 2017

Šklovskij, Viaggio sentimentale

È difficile scrivere in che cosa l’anno 1921 differisce dal 1919 e dal 1918. Nei primi anni della rivoluzione non ci furono giorni feriali, o meglio lo furono le bufere. Non esiste uomo di una certa levatura che non abbia vissuto un periodo di fede nella rivoluzione. In certi momenti veniva fatto di credere ai bolscevichi. La Germania, l’Inghilterra sarebbero crollate, l’aratro avrebbe spazzato via i confini, inutili per tutti, il cielo si sarebbe arrotolato come una pergamena.

[Viktor Šklovskij, Viaggio sentimentale, traduzione di Maria Olsoufieva, Milano, SE 1991, p. 270]

Come la scimmia

giovedì 26 gennaio 2017

Šklovskij, Viaggio sentimentale

Osip Maldel’štam pascolava per la casa come una pecora, errava per le stanze come Omero. Nella conversazione era straordinariamente intelligente. Il defunto Chlebnikov lo chiamava «mosca di marmo». La Achmatova dice che è un poeta grandissimo. Madel’štam amava istericamente i dolciumi, pur vivendo in condizioni estremamente difficili, senza scarpe, nel gelo, riuscì a restare un bambino viziato. La sua estrosità da donna e la sua superficialità da uccellino non erano privi di logica. La sua era la vera natura da artista, e un artista mente per rimanere libero nella sua unica attività; è come la scimmia che, a detto degli indiani, non parla unicamente per paura di essere costretta a lavorare.

[Viktor Šklovskij, Viaggio sentimentale, traduzione di Maria Olsoufieva, Milano, SE 1991, p. 267]

Un tipo così

mercoledì 25 gennaio 2017

Šklovskij, Viaggio sentimentale

È insomma un tipo ottuso, tagliato per la politica.

[Viktor Šklovskij, Viaggio sentimentale, traduzione di Maria Olsoufieva, Milano, SE 1991, p. 162]

Cosa diceva Nikolàj Ivànovič

giovedì 5 gennaio 2017

C'era una volta

Nikolàj Ivànovič mi diceva: l’uomo per la struttura dei labirinti delle orecchie è adatto a camminare su una corda e a fare su una corda tutto quello che fa a terra, ma di questo non è informato, bisogna renderlo edotto.

[Viktor Šklovskij, C’era una volta, traduzione di Sergio Leone, Milano, Il Saggiatore 1968, p. 132]

Nelle penultime parole

martedì 27 dicembre 2016

Viktor Šklovskij, L’energia dell’errore

Nelle penultime parole del Decameron, Boccaccio dice che il vento agita solo gli alberi grandi.

[Viktor Šklovskij, L’energia dell’errore, traduzione di Maria Di Salvo, Roma, Editori Riuniti 1984, p. 131]

Esiste

martedì 27 dicembre 2016

Viktor Šklovskijб Gamburgskij sčët

I crociati, durante la prima crociata scambiavano per Gerusalemme ogni città che incontravano. Appena si avvicinavano si accorgevano di essersi sbagliati. Allora facevano un pogrom.
Per dispetto.
Intanto, Gerusalemme esiste.

[Viktor ŠKlovskij, Il punteggio di Amburgo, traduzione di Maria Olsoufieva, Bari, De Donato 1969, p. 30]

Qualsiasi cosa

domenica 25 dicembre 2016

Viktor Šklovskij, L’energia dell’errore

Dostoevskij diceva del Don Chisciotte che il giorno del giudizio universale l’umanità avrebbe posto davanti a Dio il libro di Cervantes e avrebbe detto: questo è un uomo.
Di don Chisciotte diceva che era buono, puro, e incapace di far qualsiasi cosa.

[Viktor Šklovskij, L’energia dell’errore, traduzione di Maria Di Salvo, Roma, Editori Riuniti 1984, p. 131]

Quello che esiste

giovedì 22 dicembre 2016

Viktor Šklovskij, L’energia dell’errore

E a questo punto Tolstoj rinvia a Michelet:
«La vocazione principale della donna consiste nel generare, educare e nutrire i figli. Dice benissimo Michelet: “Esistono solo donne, gli uomini sono i maschi delle donne».
Tutto ciò è scritto in una lettera pubblicata nel volume sessantunesimo.

[Viktor Šklovskij, L’energia dell’errore, traduzione di Maria Di Salvo, Roma, Editori Riuniti 1984, p. 212]

Dicevano

sabato 5 novembre 2016

Šklovskij, Viaggio sentimentale

Dicevano – e chi lo diceva non era malato di mente – che gli inglesi avevano già sbarcato a Bakù un branco di scimmie, istruite in tutte le regole militari. Dicevano che su queste scimmie la propaganda bolscevica non aveva alcun effetto, andavano all’attacco senza la minima paura e avrebbero sconfitto i bolscevichi. Indicavano la statura delle scimmie tenendo la mano a un metro da terra e dicevano che quando la scimmia era stata uccisa, durante la presa di Bakù, era stata seppellita a suon di marce militari scozzesi, e gli scozzesi piangevano, perché erano loro gli istruttori della legione di scimmie.

[Viktor Šklovskij, Viaggio sentimentale, traduzione di Maria Olosufieva, Milano, SE 1991, p. 181]