Quella di sempre

venerdì 2 novembre 2018

Viktor Šklovskij, L’energia dell’errore

Ma Tolstoj non vuole stupire mostrando cose strane.
Egli vuole mostrare la stranezza del quotidiano, nei dettagli.
Ivan Il’ič è morto, eppure tutti sono contenti.
È lui il morto, non io.
E Ivan Il’ič giace là dove «devono» giacere tutti i morti.
La vita vissuta da Ivan Il’ič è stata delle più semplici e delle più terribili.
Tolstoj temeva non solo la morte, ma anche la vita, se era quella di sempre.

[Viktor Šklovskij, L’energia dell’errore, traduzione di Maria Di Salvo, Roma, Editori Riuniti 1984, p. 172]

Comunque

martedì 9 ottobre 2018

Viktor Šklovskij, L’energia dell’errore

Nelle penultime parole del Decameron, Boccaccio dice che il vento agita solo gli alberi grandi.

[e]

Alla fine dell’Uva spina [di Čechov] il protagonista è contento di sé; e questo è il dramma più terribile, che un uomo sia contento della propria esistenza.

[Viktor Šklovskij, L’energia dell’errore, traduzione di Maria Di Salvo, Roma, Editori Riuniti 1984, pp. 364, 366]

Un travestimento

venerdì 5 ottobre 2018

Šklovskij, Viaggio sentimentale

Arrivato a Mosca, poiché le notizie sugli arresti risultarono esatte, decisi di andarmene in Ucraina. A Mosca mi rubarono il denaro e i documenti mentre stavo comprendo la tintura per i capelli. Per tingermi andai a in casa d’un amico che non si occupava di politica e venni fuori color lilla. Ridevano tutti, dovetti raparmi. Non potevo pernottare dall’amico, andai da un altro che mi chiuse a chiave nell’archivio dicendo: «Se stanotte vengono a perquisire, fruscia e di’ che sei carta».

[Viktor Šklovskij, Viaggio sentimentale, traduzione di Maria Olsoufieva, Milano, SE 1991, p. 182]

Non è pertinente

giovedì 27 settembre 2018

Šklovskij, Viaggio sentimentale

Mi si dirà che questo non è pertinente. Che me ne importa! Devo tenermi tutto dentro, io?

[Viktor Šklovskij, Viaggio sentimentale, traduzione di Maria Olsoufieva, Milano, SE 1991, p. 190]

Bisogna che scriva qualcosa

domenica 23 settembre 2018

Viktor Šklovskij, Zoo o lettere non d'amore

Sto seduto qui, innamorato come un telegrafista.
Sarebbe bello procurarsi una chitarra e cantare.

O, parla almeno tu con me,
amica dalle sette corde.
L’anima è piena di tanta angoscia
e nella notte c’è tanto chiaro di luna.

Bisogna che scriva qualcosa per fare un po’ di soldi.

[Viktor Šklovskij, Zoo o lettere non d’amore, traduzione di Maria Zalambani, Palermo, Sellerio 2002, p. 71]

Qualcosa di diverso

mercoledì 19 settembre 2018

Viktor Šklovskij, L’energia dell’errore

In un grande scrittore il carattere del personaggio è come fotografato da diversi punti di vista; il dubbio di Puškin su chi sia Onegin, assieme con la proposta di tutta una serie di nomi, termina col pensiero: pare che questo sia lui.
Per Tolstoj questo aspetto ha un’importanza di principio: egli diceva che gli uomini non sono intelligenti, stupidi, coraggiosi, codardi, no: gli uomini sono come un fiume, che attraversa valli ora strette, ora ampie, ora incontrando un banco di sabbia, ora una cascata.
«L’uomo scorre e in lui ci sono tutte le possibilità: era stupido, è diventato intelligente, era malvagio, è diventato buono, e viceversa. In ciò consiste la grandezza dell’uomo. E perciò non si può giudicare un uomo. Giudicare quale uomo? Tu l’hai condannato, ed egli è già un altro. Non si può neppure dire: non mi piace. L’hai appena detto, ed è qualcosa di diverso».

[Viktor Šklovskij, L’energia dell’errore, traduzione di Maria Di Salvo, Roma, Editori Riuniti 1984, p. 353]

È bella

lunedì 3 settembre 2018

Šklovskij, Viaggio sentimentale

È bella, un’esplosione. Accendi la miccia, scappi via, ti corichi e guardi. La terra si gonfia sotto i tuoi occhi. La vescica cresce per una frazione di secondo, si stacca da terra. Sale una colonna scura, forte, grande. Poi s’ammorbidisce, assume la forma d’un albero. e crolla, grandine nera.
È bello come il nitrito di un cavallo.

[Viktor Šklovskij, Viaggio sentimentale, traduzione di Maria Olsoufieva, Milano, SE 1991, pp. 244-245]

Come si scrivono i romanzi

sabato 25 agosto 2018

Viktor Šklovskij, L’energia dell’errore

Mark Twain, rispondendo alla domanda su come si dovesse scrivere un romanzo, rispose: «Stando seduti».

[Viktor Šklovskij, L’energia dell’errore, traduzione di Maria Di Salvo, Roma, Editori Riuniti 1984, p. 236]

Al mattino

sabato 18 agosto 2018

In Teffi c’è la storia di un inventore sfortunato che tutto il tempo cerca qualcosa da inventare.
Una volta, al mattino, si sveglia, va a prendere il tè e dice: «… sarebbe bello inventare una macchinetta; che le potessi dire quando svegliarti, e lei ti svegliasse…», ma sua figlia lo interrompe e gli dice: «Papà, ma è la sveglia!».

[Viktor Šklovskij, Sobranie sočinenij. Tom I. Revoljucija, Moskva, NLO 2018, p. 315]

I crociati

domenica 12 agosto 2018

Durante la prima crociata, tutte le città che trovavano le scambiavano per Gerusalemme. Poi guardavano meglio, e si accorgevano che non era, Gerusalemme. Allora facevano un pogrom.
Perché erano offesi.
Comunque, Gerusalemme esiste.

[Viktor Šklovskij, Sobranie sočinenij. Tom I. Revoljucija, Moskva, NLO 2018, p, 471]