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Venedikt Erofeev

lunedì 7 maggio 2018

La controrivoluzione non si fa coi guanti bianchi.

[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, Moskva, Vagrius 2001, p. 63]

Il compagno Longo

venerdì 4 maggio 2018

[Mi è arrivata a casa la nuova edizione della guida del Touring di Mosca e San Pietroburgo, con dei miei contributi, se così si può dire, su alcuni luoghi letterari nelle due città, e sulla letteratura russa in generale, tra i quali questo pezzettino su Mosca–Petuški]

In questo romanzo il protagonista dice di essere stato in Italia, ospite del segretario del Partito Comunista Italiano, il compagno Longo, e che gli italiani sono stranissimi, non fanno altro che cantare e dipingere. «Uno, per dire, sta in piedi e canta. E un altro, lì vicino, sta seduto e fa il ritratto a quello che canta. E un terzo, a una certa distanza, canta di quello che fa il ritratto. Ti vien su una tristezza. E loro la nostra tristezza non la capiscono…».

8 luglio – Milano

sabato 28 aprile 2018

Domenica 8 luglio,
a Milano,
al Paolo Pini,
in Via Ippocrate, 45,
alle 21 e 45
Mosca–Petuški
di Venedikt Erofeev
(ingresso libero, necessaria prenotazione
02.66200646 olinda@olinda.org)

Venedikt Erofeev

martedì 24 aprile 2018

A guardarmi, mi si drizzano i capelli.

[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, Moskva, Vagrius 2001, p. 147]

Venedikt Erofeev

mercoledì 18 aprile 2018

Ostrovskij (Non è sempre domenica): «A noi, da piccoli, l’eroismo non ce l’han mica insegnato».

[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, Moskva, Vagrius 2001, p. 152]

Venedikt Erofeev

sabato 7 aprile 2018

Corta come un circuito.

[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, Moskva, Vagrius 2001, p. 115]

Venedikt Erofeev

domenica 4 febbraio 2018

Apprezzare, nell’uomo, la sua disponibilità alla vigliaccheria.

[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, Moskva, Vagrius 2001, p. 96]

Venedikt Erofeev

mercoledì 31 gennaio 2018

Il corano raccomanda: «Glorifica il momento in cui spuntano le stelle».

[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, Moskva, Vagrius 2001, p. 9]

La Sorbona

martedì 30 gennaio 2018

Comunque poi indietro non ci son tornato. E passando dal Tirolo sono andato in direzione della Sorbona. Sono arrivato alla Sorbona e ho detto: voglio studiare al baccalauréat. E mi chiedono: «Se vuoi studiare al baccalauréat, devi avere qualcosa di caratteristico come fenomeno. E cos’hai, come fenomeno, di caratteristico?». Io, cosa potevo rispondergli? Gli ho detto: «Be’, cosa posso avere, come fenomeno, di caratteristico? Sono un orfano». «Dalla Siberia?» mi chiedono. Io dico: «Dalla Siberia». «Be’, se vieni dalla Siberia, in questo caso, almeno nella tua psiche dovrà pur esserci qualcosa di caratteristico. Cosa c’è di caratteristico nella tua psiche?». Ci ho pensato: non eravamo mica a Chrapunovo, eravamo alla Sorbona, bisognava dir qualcosa di intelligente. Ci ho pensato e ho detto «A me, come fenomeno, è caratteristico il logos autocrescente». E il rettore della Sorbona, intanto che pensavo a qualcosa di intelligente, mi si è avvicinato furtivamente da dietro e mi ha dato una pacca sul collo: «Un coglione, sei tu, – ha detto – e non hai nessun logos. Fuori! – ha gridato – Fuori Erofeev dalla nostra Sorbona!». Quella è stata la prima volta che ho rimpianto di non esser rimasto a vivere nell’appartamento del compagno Luigi Longo…
Cosa potevo fare, se non andare a Parigi? Vado. Sto camminando dalla parti di Notre-Dame, cammino e son stupefatto: da tutte le parti non ci sono altro che dei bordelli. In piedi c’è solo la torre Eiffel, e su di lei il generale De Gaulle che mangia delle castagne e guarda col binocolo da tutte e quattro le parti. Ma che senso aveva guardare, visto che da tutte le parti non c’erano altro che dei bordelli?

[Venedikt Erofeev, Mosca Petusški. Poema ferroviario, Macerata, Quodlibet 2014, pp. 138-139]

Venedikt Erofeev

martedì 26 dicembre 2017

Che gli alleluia si dividono in alleluia e basta e alleluia particolari.

[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, Moskva, Vagrius 2001, p. 82]