Lui

venerdì 16 Agosto 2019

«Un incrocio tra un aristocratico russo e un alcolizzato di produzione sovietica – così caratterizza l’aspetto esteriore di Erofeev il suo medico curante, la psichiatra Irina Dmitrenko, e aggiunge: – Credo che l’alcol non l’abbia deformato, e questo non succedeva, di solito. Era un genio, non un malato, e un uomo straordinario. Lavorando in vari ospedali, ho visto molti alcolizzati e so cos’è un alcolista. Sono persone disperate e del tutto irresponsabili. Che hanno perso l’uso della parola. Hanno perso il proprio io, il senso di quel che fanno. Venja, no. Era maestoso. Questa era la cosa interessante. Io mi son resa conto che avevo di fronte una persona che sapeva come doveva vivere. Lo sapeva lui. E poteva, lui, trovare una giusta relazione con l’alcol».

[Oleg Lekmanov, Michail Sverdlov, Il’ja Simanovskij, Benedikt Erofeev: postoronnij (Venedikt Erofeev: l’estraneo), Mosca, Ast 2018, p. 43]

Venedikt Erofeev

mercoledì 14 Agosto 2019

Una tenerezza seria, senza smorfie, senza affettazione, senza lamenti, perfino senza troppo affetto.

[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, Moskva, Vagrius 2001, p. 64]

I russi e gli italiani

martedì 9 Luglio 2019

Ho visto la terza stagione di Stranger Things, e ci son dei russi, nella storia, che a me sembra siano come in occidente ci si immaginava fossero i russi cinquanta anni fa. E mi è venuto in mente il protagonista del poema ferroviario Mosca–Petuški, di Venedikt Erofeev, che sul treno fa finta di essere stato in Italia e al suo dirimpettaio, che gli chiede cosa pensano gli italiani dei russi, lui dice che gli italiani, ai russi, non ci pensano: che gli italiani «cantano, dipingono, e basta. Uno, per dire, sta in piedi e canta. E un altro, lì vicino, sta seduto e fa il ritratto a quello che canta. E un terzo, a una certa distanza, canta di quello che fa il ritratto. Ti vien su una tristezza. E la nostra tristezza loro non la capiscono…». «Son poi italiani. – gli dice il suo dirimpettaio, – Capiscono forse qualcosa, gli italiani?».

Venedikt Erofeev

venerdì 21 Giugno 2019

Se un uomo al mattino è cattivo, e la sera è pieno di forza e di speranze, è un uomo malvagio, è un segno sicuro. E il caso contrario, è segno di un uomo mediocre. E di buoni, non ce n’è, come si sa.

[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, Moskva, Vagrius 2001, p. 7]

Venedikt Erofeev

domenica 12 Maggio 2019

A me, prima di arrestarmi, devono disseppellirmi.

[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, Moskva, Vagrius 2001, p. 79]

Venedikt Erofeev

venerdì 5 Aprile 2019

Oppure cominciare così: «Mi piacciono molto le fighe, sono divertenti e intelligenti».

[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, Moskva, Vagrius 2001, p. 63]

Venedikt Erofeev

martedì 26 Febbraio 2019

E a cosa servono, alla gente, i Garibaldi?

[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, Moskva, Vagrius 2001, p. 113]

Venedikt Erofeev

sabato 16 Febbraio 2019

Tre gattini chiamarli: Seduxen, Demidrolum e Luminale.

[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, Moskva, Vagrius 2001, p. 126]

Stasera

giovedì 14 Febbraio 2019

Bere vodka schietta, magari a collo, in questo non c’è niente tranne languore di spirito e fretta. Mischiare la vodka con l’eau de cologne, ecco in questo c’è un certa dose di capriccio, ma non c’è nessun patos. E invece nel bere un bicchiere di Balsamo di Caanan, in questo c’è sia del capriccio che un’idea che del pathos e per di più c’è anche un’allusione metafisica.
Qual è l’ingrediente del «Balsamo di Caanan» che apprezziamo più di tutti? Be’, naturalmente il denaturato. Anche se il denaturato, essendo solo oggetto d’ispirazione, il denaturato di per se stesso di ispirazione è assolutamente privo. Che cosa, dunque, apprezziamo più di ogni altra cosa, nel denaturato? Ma certamente, la nuda sensazione gustativa. E ancora di più il miasma che emana. Per attenuare questo miasma serve almeno un pizzico di profumo. Per questo motivo, nel denaturato si versa – nella proporzione di 1:2:1 – della birra vellutata, meglio se Ostankino, o Senator, e della vernice per mobili depurata.

[Stasera, all’Atelier sì, Mosca–Petuški]

14 febbraio – Bologna

giovedì 14 Febbraio 2019

Giovedì 14 febbraio,
a Bologna,
all’Ateliersi,
in via San Vitale 69,
alle 21,
Mosca – Petuški,
di Venedikt Erofeev
(ingresso 5 euro con un bicchiere di vino
o un analcolico)