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Oh Dio!

venerdì 4 novembre 2011

Oh Dio, Dio!
Fammi accendere.

[Velimir Chlebnikov, Perquisizione notturna, in Jean-Claude Lanne, Velimir Khlebnikov poète futurien, Paris, Institut d’études slaves 1983, p. 101]

Oggi

domenica 14 agosto 2011

Noi invitiamo a venire nel paese dove gli alberi parlano, dove le associazioni scientifiche somigliano alle onde, dove sono dislocate le truppe primaverili dell’amore, dove il tempo fiorisce come un ciliegio selvatico e spinge come uno stantuffo, dove l’oltreuomo in grembiule da muratore sega le epoche in tante assi e maneggia il proprio domani come un tornitore (Oh, equazioni dei baci – voi! Oh raggio della morte, ucciso dal raggio della morte, posto sul pavimento dell’onda). Noi ci dirigiamo là, giovani, e a un tratto qualcuno che è morto, che è ossuto, ci afferra e ci impedisce di mutar pelle, di uscire dalle penne di uno stupido oggi. È forse bello?

[Velimir Chlebnikov, La tromba dei marziani, in Giorgio Kraiski, Le poetiche russe del Novecento, Bari, Laterza 1968, p. 151]

20 dicembre – Ravenna

lunedì 20 dicembre 2010

Lunedì 20 dicembre,
a Ravenna,
al Palazzo dei Congressi
in Largo Firenze,
alle 20 e 30,
Solidi,
discorso su Velimir Chlebnikov
(a cura di Ravenna Teatro / Nobodaddy
in collaborazione con Fondazione Flaminia di Ravenna)

Basta, cavallo

venerdì 17 dicembre 2010

Basta, cavallo, senti, col dovere
Via l’aratro. Sferza e spacca l’acquazzone.
Senti, ci aspettano, fino al mattino,
Sono stalla e ammirazione.

[A gennaio quodlibet ristampa 47 poesie facili e una difficile, di Velimir Chlebnikov. Invece Majakovskij non lo ristampa nessuno]

Stavka

sabato 11 settembre 2010

firma

C’è un poeta che si chiama Velimir Chlebnikov (Chanskaja stavka 1885, Santalovo 1922) che ha scritto una volta che occuparsi di favole è una cosa dalla quale si può trarre un grande vantaggio.

Proporzioni

sabato 21 agosto 2010

firma
Chlebnikov ha compiuto nella poesia russa un’impresa abissale che non trova paragone in nessun’altra poesia europea. Se consideriamo la poesia come l’atto di nominare il senza nome, di misurare il senza misura, di vedere il senza volto, Chlebnikov è il poeta per eccellenza, poiché, come un Adamo selvaggio e sapiente, ha ridato nome alle cose, ha offerto proporzioni allo smisurato, ha volto lo sguardo sull’inafferrabile sembiante del linguaggio, quasi a esorcizzarne l’energia infinita e padroneggiarne la sempre rinnovata dinamicità.

[da La poesia vertiginosa del futurista Chlebnikov, articolo di Vittorio Strada uscito su non si sa che giornale venerdì 1 novembre 1985 – me l’ha mandato il gentilssimo Davide Ferranti]

Chlebnikov

mercoledì 2 giugno 2010

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Dove gli elefanti hanno dimenticato le proprie grida di tromba e emettono grida come se si lamentassero di un’indisposizione di stomaco. Forse, vedendoci troppo insignificanti, cominciano a pensare sia segno di buon gusto l’emetter suoni meschini? Non lo so. Oh, rugose grigie montagne! Coperte di licheni, e erbe nelle gole!

[Velimir Chlebnikov, 47 poesie facili e una difficile, cit., pp. 10-11]

Bobeòbi

sabato 13 marzo 2010

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17 febbraio – Bologna

domenica 10 gennaio 2010

Mercoledì 17 febbraio
a Bologna,
alla libreria Mel,
in via Rizzoli,
alle 18 e 30,
presentazione e lettura da
47 poesie facili e una difficile,
di Velimir Chlebnikov

6 dicembre – Roma

sabato 28 novembre 2009

Domenica 6 dicembre,
a Roma,
nella libreria Giufà,
in via degli Aurunci,
se non ricordo male,
intorno alle 21,
letture dal libro
47 poesie facili e una difficile
di Velimir Chlebnikov