venerdì 3 luglio 2009

1. che si scriva e si guardi in un batter d’occhi! (canto sciacquio danza, dispersione di goffe costruzioni, dimenticare, disimparare).
2. che si scriva difficilmente e si legga difficilmente, più scomodamente di come si infilano stivali appena unti o di come si muove un autocarro in un salotto.
[Aleksandr Kručenych, Velimir Chlebnikov, La parola come tale, ora in Le poetiche russe del Novecento, cit., p. 101]
lunedì 20 aprile 2009

Ma se siete cattivi, o Stati, chi di noi muoverà un solo passo per impedire la vostra rovina?
[Velimir Chlebnikov, Appello dei Presidenti del globo terrestre, ora in Giorgio Kraiski, Le poetiche russe del Novecento, Bari, Laterza 1968, p. 154]
lunedì 12 gennaio 2009

Io guardavo, una tigre sedeva in un boschetto
E con un sorriso soffiava dentro un flauto.
Giravano, come onde, forze bestiali
E gli sguardi brillavan di sogghigno.
E chinando il capo grazioso
Le parlava una fanciulla graziosa.
Diceva, lei: o tigri, e leoni!
Vi manca una cultura musicale.
[Velimir Chlebnikov, Cobr. Coč. v trech tomach, cit., tom I p. 259]
lunedì 12 gennaio 2009
Era quello un periodo, l’inizio del secolo scorso, che un po’ in tutto il mondo, e anche in Russia, la gente aveva perso la bussola, se così si può dire.
Con la scoperta delle geometrie non euclidee, era stata messa in discussione un’opera sulla quale, in occidente, si fondava la cosmografia, il disegno del mondo, Gli elementi di Euclide, e pochi anni dopo, con i lavori di Minkovksij e di Einstein, era stata messa in discussione anche l’idea newtoniana di tempo; non si sapeva più niente, non si era più sicuri di niente, e una delle conseguenze era il fatto che la gente si immaginava di tutto, si inventava di tutto, e la cosa era evidente anche in poesia.
Simbolisti, acmeisti, chiaristi, adamisti, imaginisti, gilejani, futuristi, egofuturisti, cubofuturisti, poeti contandini, mezzaninisti, raggisti, realisti, centrifughisti, costruttivisti, serapionisti, espressionsti, impressionisti, biocosmici, luministi, form-libristi, neoclassicisti, emozionalsiti, fuisti, quarantunisti, nullisti, tuttisti, c’era di tutto e tutti, a guardare, avevano delle poetiche, se così si può dire, che a guardarle oggi hanno un che di originale e sorprendente, anche i gruppi più piccoli, come i nullisti, che era un gruppo di Rostov sul Don che nel 1920 avevano pubblicato un manifesto che suonava così: Continua a leggere »
venerdì 9 gennaio 2009

È piacevole vedere
Una piccola rusalka ansante,
Arrivata dal bosco strisciando,
Che cancella diligentemente,
Con mollica di pane bianco,
La legge della gravitazione universale.
[La rusalka è come una sirena, solo è russa. La poesia viene da: Velimir Chlebnikov, Sobr. soč. v trech tomach, tom I, p. 445]
giovedì 8 gennaio 2009
Poi, dopo, per dire, di tutte le poesie di Chlebnikov che ho letto, quella che, forse, mi è tornata in mente più spesso, da quando l’ho letta, è questa qua:
La legge delle altalene prescrive
Che si abbiano scarpe ora larghe, ora strette.
Che sia ora notte, ora giorno.
E che signori della terra siano ora il rinoceronte, ora l’uomo.
martedì 6 gennaio 2009
Ne avevo fatto un altro, che aveva immagini migliori ma un sonoro peggiore. Adesso rifarlo è un problema, bisogna svegliarsi al mattino prestissimo, allora ho messo su questo.