sabato 21 agosto 2010

Chlebnikov ha compiuto nella poesia russa un’impresa abissale che non trova paragone in nessun’altra poesia europea. Se consideriamo la poesia come l’atto di nominare il senza nome, di misurare il senza misura, di vedere il senza volto, Chlebnikov è il poeta per eccellenza, poiché, come un Adamo selvaggio e sapiente, ha ridato nome alle cose, ha offerto proporzioni allo smisurato, ha volto lo sguardo sull’inafferrabile sembiante del linguaggio, quasi a esorcizzarne l’energia infinita e padroneggiarne la sempre rinnovata dinamicità.
[da La poesia vertiginosa del futurista Chlebnikov, articolo di Vittorio Strada uscito su non si sa che giornale venerdì 1 novembre 1985 - me l'ha mandato il gentilssimo Davide Ferranti]
mercoledì 2 giugno 2010

Dove gli elefanti hanno dimenticato le proprie grida di tromba e emettono grida come se si lamentassero di un’indisposizione di stomaco. Forse, vedendoci troppo insignificanti, cominciano a pensare sia segno di buon gusto l’emetter suoni meschini? Non lo so. Oh, rugose grigie montagne! Coperte di licheni, e erbe nelle gole!
[Velimir Chlebnikov, 47 poesie facili e una difficile, cit., pp. 10-11]
domenica 10 gennaio 2010
Mercoledì 17 febbraio
a Bologna,
alla libreria Mel,
in via Rizzoli,
alle 18 e 30,
presentazione e lettura da
47 poesie facili e una difficile,
di Velimir Chlebnikov
sabato 28 novembre 2009
Domenica 6 dicembre,
a Roma,
nella libreria Giufà,
in via degli Aurunci,
se non ricordo male,
intorno alle 21,
letture dal libro
47 poesie facili e una difficile
di Velimir Chlebnikov
giovedì 22 ottobre 2009

Ho, nello scrivere queste righe, un imbarazzo che mi sembra uguale e contrario a quello che avevo quando facevo l’università, dopo che avevo deciso di scrivere la tesi su Chlebnikov e dopo che avevo cominciato, un po’, a studiarlo, e dopo che mi ero sentito, in un certo senso, un esperto, di Chlebnikov.
Io, allora, quindici anni fa, non tanto tempo fa, io se sentivo qualcun altro che parlava di Chlebnikov, non lo stavo a sentire. Cercavo di interromperlo subito, e se continuava mi veniva proprio l’istinto fisico di andare via e intanto pensavo «Come si permette, questo, di parlare di Chlebnikov, che l’esperto di Chlebnikov sono io?».
Cioè a me, dopo che avevo letto un po’ di cose di Chlebnikov e su Chlebnikov, eran cresciuti come dei paraurti retrattili davanti e didietro che saltavano fuori ogni volta che veniva fuori l’argomento Chlebnikov e che mi impedivano di avvicinarmi e di imparare di più, ero talmente convinto di saperne, su Chlebnikov, che su questo argomento ero diventato cieco, e sordo, non muto, ne parlavo continuamente anche a della gente che, poveretti, la poesia d’avanguardia dei primi anni del novecento nella Russia presovietica e sovietica non era stranamente un argomento che li appassionava.
Adesso, quindici anni dopo, al contrario, per un meccanismo che non mi è chiarissimo, io di Chlebnikov ne parlo il meno possibile.
Forse perché, per quanto se ne possa dire, Chlebnikov, mi sembra, è molto di più di quello che si riesce a dire.
Šklovskij diceva che era un campione, Jakobson diceva il più grande poeta del novecento, Tynjanov diceva una direzione, Markov diceva il Lenin del futurismo russo, Ripellino diceva il poeta del futuro, e avevan ragione, secondo me, tutti, però avevano torto, anche, secondo me, e avevano torto perché, secondo me, Chlebnikov è molto di più.
[Inizio della postfazione a Velimir Chlebnikov, 47 poesie facili e una difficile, Macerata, Quodlibet 2009]
venerdì 25 settembre 2009
Copertina:

Bandella di destra:
Velimir Chlebnikov è nato il 28 ottobre 1885 a Chanskaja stavka, nel governatorato di Astrachan, e è morto il 28 giugno 1922 a Santalovo, nella regione di Novgorod.
Bandella di sinistra:
«Šklovskij diceva che era un campione, Jakobson diceva il più grande poeta del novecento, Tynjanov diceva una direzione, Markov diceva il Lenin del futurismo russo, Ripellino diceva il poeta del futuro, e avevan ragione, secondo me, tutti, però avevano torto, anche, secondo me, e avevano torto perché, secondo me, Chlebnikov è molto di più».
P. N.
Quarta di copertina:

[Esce il 28 ottobre]
domenica 20 settembre 2009
Giovedì 17 giugno,
ad Ancona,
nel cortile del fortino Napoleonico
(Portonovo),
alle ore 21 e 45,
discorso su Velmir Chlebnikov