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Dei maglioni

mercoledì 2 novembre 2016

E stasera pensavo che ci son dei maglioni che si piegano così bene che sembra che son fatti per essere piegati. Come i tortelli d’erbetta che fanno a Parma che sembra che son fatti per esser mangiati.

Poi

mercoledì 2 novembre 2016

Oggi è il sesto giorno consecutivo che mi sveglio e mi dico che oggi finisco di scrivere il romanzo che sto scrivendo Undici treni, si intitola.

Poi

martedì 1 novembre 2016

Oggi è il quinto giorno consecutivo che mi sveglio e mi dico che oggi finisco di scrivere il romanzo che sto scrivendo Undici treni, si intitola.

Un’altra scheda

lunedì 31 ottobre 2016

[In gennaio esce il quarto romanzo che ho scritto io che dentro c’è un personaggio che si chiama Ermanno Baistrocchi che questa volta però non è il protagonista del romanzo, come nei tre precedenti, questa volta il protagonista è un suo vicino di casa. L’altro giorno mi hanno chiesto una scheda del libro, che si intitola Undici treni, e a me è venuto da scrivere quello che segue]

Al protagonista di questo romanzo gli era successa una cosa che, dopo che gli era successa, lui era poi sempre lui, che discorsi, e quando gli veniva da scherzare scherzava, ma poi c’era una voce, nella sua testa, che gli diceva «Ma come fai a scherzare, dopo quello che ti è successo?».
E quando gli veniva da dire delle cose serie diceva delle cose serie, ma poi c’era una voce, nella sua testa, che gli diceva «Ma come fai a dire delle cose serie, dopo quello che ti è successo?».
Altro, per il momento, è meglio non dirlo, forse.

Sempre Baistrocchi

domenica 30 ottobre 2016

Baistrocchi non lo concepiva neanche, il fatto che tu non fossi d’accordo con lui, con Ermanno Baistrocchi, che era un blogger, perché aveva un blog, era uno youtuber, perché aveva un account su YouTube, era stato un twitterer, perché aveva avuto un account su Twitter, era stato, molto tempo prima, un facebooker, perché aveva avuto, molto tempo prima, un profilo Facebook, non era mai stato un instagrammer, perché non aveva mai avuto un account su Instagram però era un traduttorer, perché faceva delle traduzioni, e un romanzer, perché scriveva dei romanzi, cioè in parole povere, era un comico, se così si può dire.

Napoleone

sabato 29 ottobre 2016

Io, a Lidia, le stagnavo così tante balle perché, per tutto il tempo che eravam stati insieme, avevo l’impressione che mi avesse preso per un altro.
Allora io, non so come dire, cercavo di non essere io, di essere l’altro che sapeva lei, e, devo dire, una delle cose belle, di stare con Lidia, era quella lì, non so se si capisce.

Una volta Baistrocchi mi aveva detto che c’era uno psichiatra che diceva che oggi, nel moderno occidente, il matto non è più, come una volta, uno che si metteva lo scolapasta in testa ed era convinto di essere Napoleone, no, adesso, il matto, era Napoleone che era convinto di essere Napoleone.

Ecco io, tutto il tempo che son stato con Lidia, era come se fossi Napoleone che sapeva di non essere Napoleone, chissà se si capisce.

Una proposta di un’intervista

martedì 18 ottobre 2016

Un quotidiano italiano mi ha proposto un’intervista sul menù ospedaliero dell’ospedale Cristo Re di Roma. Non tanto lunga, trenta righe, milleottocento caratteri, telefonica. Io ci ho pensato un po’ poi li ho ringraziati per la proposta ma gli ho risposto che, inspiegabilmente, m’ero accorto che non avrei saputo cosa dire, del menu ospedaliero dell’ospedale Cristo Re di Roma.

Piccolissimo

mercoledì 12 ottobre 2016

A Bologna ci sono dei camion che lavan la strada, di quelli con gli spazzoloni sotto, che dietro hanno una scritta, «Cooperativa Brodolini», che a me sembra un piccolissimo capolavoro.

La cucina

lunedì 10 ottobre 2016

Ci son delle cose che mi comandano, cose che devo fare anche se non lo so e non me ne accorgo, per esempio ogni volta che finisco un romanzo o una traduzione, devo scopare e passare lo straccio in bagno e in cucina, che è il posto dove lavoro, la cucina.

Sempre matti

domenica 9 ottobre 2016

E allora avevo fatto una gran pulizia in casa, quella sera lì, come se aspettassi l’idraulico il giorno dopo solo che io, il giorno dopo, l’idraulico, non lo aspettavo mica. Cosa stavo facendo? Pulivo che non doveva neanche venire l’idraulico, ma ero diventato matto, zio campanaro?