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21 gennaio – Andria

sabato 21 gennaio 2017

Sabato 21 gennaio,
a Andria,
al circolo dei Lettori di Andria,
in Via Flavio De Excelsis 22/24,
alle 19 e 30,
Undici treni

19 gennaio – Radio Città del Capo

giovedì 19 gennaio 2017

Giovedì 19 gennaio,
alle 11 e 30,
a Radio Città del Capo,
parliamo,
con Sergio Rotino,
di Undici treni.

Su Undici treni

giovedì 19 gennaio 2017

Dopo stamattina per radio, con Sergio Rotino, parlavamo per radio della reazione dei lettori quando esce un nuovo romanzo, io gli ho detto che ultimamente, io, quando uscivano i primi libri una critica brutta era una cosa che mi feriva, e una critica positiva mi faceva piacere ma mi sembrava, in un certo senso, una cosa dovuta, eran così belli, i miei libri, secondo me; ecco, adesso, da qualche anno, quando esce un mio libro che qualcuno mi fa un complimento che mi sembra che abbia capito il significato di quel libro lì è una cosa che mi commuove, che mi fa piangere, quando esce una recensione che stronca il libro è una cosa che mi mette di buon umore che mi fa ridere dev’essere l’arteriosclerosi, ho detto stamattina a Sergio Rotino.

La faccia vera

mercoledì 18 gennaio 2017

undici treni

Oppure mi ricordo una volta, ero a Reggio Emilia, sui viali, avevo visto un bambino che, stava passando un autobus, aveva preso una castagna per terra l’aveva tirata contro l’autobus e io, mentre stava tirando la sua castagna io lo guardavo in faccia e aveva una faccia, quel bambino lì, che a me era venuto da pensare che aveva la faccia nel mondo non come me, che io, invece, di solito, quando andavo in giro per strada avevo la faccia nella mia faccia tranne i momenti che sembravo stupido che quelli probabilmente erano i momenti che avevo la mia faccia vera, la mia faccia da stupido, quando ero ferito, la mia faccia mi sembrava che fosse la mia faccia quando ero ferito.

16 gennaio – Bologna

lunedì 16 gennaio 2017

Lunedì 16 gennaio,
a Bologna,
alla libreria Ambasciatori,
in via degli Orefici, 19,
alle 18 e 30,
Undici treni

I tempi

domenica 15 gennaio 2017

undici treni

Il giorno dopo il servizio l’avevo fatto sulla presentazione di un libro che c’era a Bologna, era il libro di un comico che si chiamava Baricco che era un libro che raccoglieva gli articoli che lui aveva scritto negli ultimi vent’anni, aveva detto lui, poi aveva taciuto un attimo poi aveva detto: «Tutti tranne quelli brutti».
Nessuna reazione del pubblico.
Era in biblioteca, a Bologna, e sembrava un po’ di essere in una scuola, quell’aria che hanno le biblioteche e le scuole, non so come dire, quell’odore, anche, di lavaggi industriali, dev’essere quello.
Io nella mia testa, non so come mai, avevo una cosa che ci era entrata anni prima, di una signora che era nata a Reggio Emilia negli anni trenta e che l’avevan chiamata Avvenire, che era una cosa che avevo visto in un documentario anni prima mi era tornata su dalla pancia era tutta mattina che mi girava in testa il pensiero del coraggio che ci vuole a chiamare una figlia Avvenire.
C’era molta gente, e la prima cosa che aveva detto, il comico Baricco, era stata «Gli ultimi saranno i primi».
E dopo: silenzio.
Come a preannunciare un discorso memorabile.
Dopo aveva parlato di cose, il comico Baricco, non so, di zio Paperone, e aveva detto che lui, quando leggeva i fumetti, leggeva sempre «i cartelli che sono fuori dal Deposito».
Silenzio.
Che «una volta ce n’era uno che diceva: Cosa fai qui? E un altro, bello, recitava: Pensaci bene. Il migliore resta» aveva detto Baricco «il classicissimo, sintetico e perfetto: Sciò».
Qui il pubblico aveva riso.
Ma la cosa più interessante, per me, del discorso di Baricco, era stato il fatto che lui aveva detto che ogni tanto si vedeva con Renzo Piano, il celebre architetto, che si trovavano loro due e parlavano «della vita, dei matrimoni».
Silenzio.
Il comico Baricco stava molto attento ai silenzi (i celebri tempi comici).

A Genova

venerdì 13 gennaio 2017

Diamo lavoro ai compagni imbianchini

[A Genova, in via Balbi, ci son sempre delle scritte interessanti, secondo me (cliccare sull’immagine per ingrandire)]

La giornata

giovedì 12 gennaio 2017

undici treni

Il mattino dopo, ero uscito di casa, in quei giorni lì, quando uscivo di casa, mi aspettavo sempre che spuntassero dei detective sardi che mi seguivano, e quel mattino, sotto casa nostra c’era un piccolo parcheggio e quel mattino c’era un uomo che aveva appena parcheggiato la macchina e si era allontanato in direzione della clinica privata ma aveva il dubbio di non aver parcheggiato bene ogni due secondi si voltava a guardare la macchina come se con la forza dello sguardo avesse potuto spostarla o come se quella macchina lì, messa un po’ male, fosse per lui un mostro dietro le spalle, una specie di buco nero che poteva allungare verso di lui dei tentacoli di antimateria in forma di multa.

L’avevo guardato per qualche secondo poi mi ero voltato, avevo visto Pietramellara in divisa ginnica che usciva dal nostro portone.
Allora, forse perché mi ero immaginato che fosse morto, mi ero sentito come in dovere di risarcirlo gli avevo detto «Buongiorno, va a correre?», una bella domanda, proprio un bel risarcimento.
«Sì» mi aveva detto lui.
«Che giro fa?» gli avevo chiesto io.
«Arrivo fino al cimitero, poi torno indietro, poi vado ancora fino al cimitero, poi torno ancora indietro son dieci chilometri, in tutto» mi aveva detto, e io gli avevo detto «Dieci chilometri, un bel giro, buona corsa» gli avevo detto, e intanto che lo guardavo che partiva avevo pensato che lui, Pietramellara, correva da davanti al Tristobar, cioè praticamente dall’agenzia di pompe funebri, quella vicino all’ospizio Villa Fiorita, fino al cimitero, poi dal cimitero, fino all’agenzia di pompe funebri (quella vicino all’ospizio Villa Fiorita), poi dall’agenzia di pompe funebri (quella vicino all’ospizio Villa Fiorita), fino al cimitero, poi dal cimitero fino all’agenzia di pompe funebri (quella vicino all’ospizio Villa Fiorita), proprio un bel modo di cominciar la giornata, avevo pensato.

Una storia nuova

giovedì 12 gennaio 2017

Ieri mi hanno fatto un’intervista per la presentazione a Milano di Undici treni, che esce oggi, e mi hanno chiesto, tra le altre cose, se è un romanzo autobiografico, e io ho pensato che, il primo romanzo che ho pubblicato è uscito nel marzo del 1999, 17 anni e 10 mesi fa, e io ho pensato che sono 17 anni e 10 mesi che mi fanno questa domanda e che io, dopo 17 anni e 10 mesi, non so ancora bene come rispondere.

Avviso

martedì 10 gennaio 2017

Stamattina, alle 11 e 40, cioè tra 40 minuti, sono su Radio popolare a parlare di Undici treni, che esce dopodomani.