(e di altri parenti)

È uscito oggi Le storie di mia zia (e di altri parenti) di Ugo (Cornia).
Ugo ne parla qui.

È uscito oggi Le storie di mia zia (e di altri parenti) di Ugo (Cornia).
Ugo ne parla qui.

Un mio amico mi aveva consigliato di mettere qui il video di una lettura integrale della Vergogna delle scarpe nuove che avevamo registrato (con Simone Cireddu) a Seneghe, in Sardegna, e che poi Simone aveva messo su youtube. Allora sono andato su youtube a cercarla. Ho digitato il mio nome, e è venuta fuori una schermata dentro la quale quella lettura non c’era. C’era però una cosa con la quale io non c’entro niente, un saggio su Learco Pignagnoli letto da Ugo Cornia su un’immagine di due sedie, o di due panchine. Si intitola L’assenzialismo e si dovrebbe riuscire a vederlo cliccando qui

Quando c’era il Semplice, che è una rivsita che c’era un po’ di anni fa, un almanacco delle prose pubblicato da Feltrinelli, i redattori del Semplice facevano delle riunioni e leggevano i racconti che arrivavano alla redazione e poi ne parlavano.
Io ho partecipato a una sola di queste riunioni, poi non ci sono più andato perché c’era una certa aria ospedaliera, la rivista stava per finire e un po’ si vedeva. Però ho continuato a frequentare alcuni di questi redattori, in particolare Daniele Benati e Ugo Cornia, che erano tutt’altro che ospedalieri, nel loro modo di fare e nelle cose che dicevano. E da questa frequentazione mi sono fatto un’idea di quello che succedeva nelle riunioni del Semplice, nelle prime, quelle quando la rivista era ancora viva e vegeta e era bellissima.
Secondo me, lì al Semplice, usavano un gergo particolare. Se di una cosa si diceva che era ben scritta, voleva dire che non andava bene. Voleva dire che era solo ben scritta, e non aveva nessun’altra qualità. Impossibile da pubblicare.
Se di una cosa si diceva che era strampalata, voleva dire che andava bene. Voleva dire che era strampalata, e dir strampalato, per quelli che facevano il Semplice, secondo me equivaleva a dir Bello molto.
L’altra sera, alla scuola elementare di scrittura emiliana, mi son trovato a dire che un racconto che è stato letto era sobrio, e poi ho subito detto che sobrio, secondo me, va molto bene, e poi ho fatto un lungo discorso su Beckett che ultimamente io Beckett lo cito ogni volta che ne ho l’occasione.
Stamattina poi, davanti alla biblioteca sala borsa, poco prima che perdessi la mia tessera della sala borsa numero 54, che non trovo più, e mi dispiace, ho incontrato una mia amica che si è iscritta alla scuola elementare di scrittura emiliana e che mi ha detto che ha visto questo sito e che secondo lei era sobrio. E io un po’ ero contento ma un po’ anche no.

Martedì 7 ottobre,
a Piacenza,
al caffè letterario Baciccia,
in via Padre Dionigi Carli 7,
alle 21 e 15,
letture dal numero 2
dell’Accalappiacani
(con Paolo Colagrande,
Ugo Cornia,
Paolo Nori,
Stefano Campagnolo,
Mauro Orletti
e Giovanni Previdi)

Domenica 26 ottobre
a Sassuolo
al palazzo Ducale
alle ore 16
in occasione della premiazione
del 5° premio letterario Città di Sassuolo
(mi sembra)
Ugo Cornia e Paolo Nori
parleranno un po’ tra loro
