Ottemperanze

mercoledì 25 agosto 2010

Quest’anno, la redazione della parte scritta del catalogo del gruppo Fiori per Ecomondo è stata affidata agli ex allievi della scuola media inferiore di scrittura emiliana. La scuola media inferiore di scrittura emiliana è un’emanazione della scuola elementare di scrittura emiliana; è il grado successivo, e ultimo, di un corso di scrittura che si chiama così, Scuola elementare di scrittura emiliana, e che è cominciato cinque anni fa, nel 2005, a Reggio Emilia, quando i maestri erano tre, Daniele Benati, Ugo Cornia e io, che mi chiamo Paolo Nori. Dal 2008 il corso si è trasferito a Bologna e siamo passati, in ottemperanza alle direttive impartite dal ministero attualmente retto da una signora che si chiama Gelmini, al maestro unico, che sono poi sempre io.

[Dalla bozza della postfazione al catologo del Gruppo Fiori per Ecomondo, che per il momento si intitola, la postfazione, Come è successo che è stato scritto quello che è scritto in questo catalogo, che per il momento si intitola, il catalogo, Io desidero un autobus blu e altre dodici storie con tredici facce]

Ugo

lunedì 31 maggio 2010

ugo

Questa è la cronaca abbastanza fedele di alcuni anni molto faticosi ma belli che a un certo punto mi sono capitati. L’unica cosa che si può dire è che le cose capitano e noi dobbiamo lasciarle capitare. Ma queste cose che capitano hanno la virtù principale di sfracellarci la testa.
Adesso, con un inevitabile sfacelo sulle spalle, portandomelo dietro tutti i giorni, dopo aver preso nota di tante cose sono tornato a vivere il mondo come prima.
Un po’ mi dispiace.

[Ugo Cornia, Sulla felicità a oltranza, Palermo, Sellerio 1999, p. 11]

L’ultimo Pignagnoli ballabile al mondo

giovedì 17 dicembre 2009

pignagnoli-ballab

Learco Pignagnoli è l’autore di una serie di singolarissime opere in prosa, comparse per la prima volta sul finire del secolo scorso sulla rivista «Il semplice» e poi raccolte in volume da Daniele Benati nel 2006 (Opere Complete di Learco Pignagnoli, Reggio Emilia, Aliberti editore, pp. 172, € 13).
Da questo volume, e in particolare dal risvolto di copertina, si ricavano le uniche indicazioni biografiche certe sul Pignagnoli, che sono le seguenti: «Learco Pignagnoli è nato a Campogalliano e a San Giovanni in Persiceto. Lavora presso la ditta Scoppiabigi e Figli, dove tiene dietro al loro lupo». Continua a leggere »

Piccolissima

domenica 13 dicembre 2009

[Francesco Borgonovo, di Libero, mi ha chiesto di scrivere un pezzetto su un libro che regalerò per Natale: dovrebbe uscire oggi, lo copio qua sotto]

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«Ogni tanto con due miei amici entravamo in duomo tanto per passare il tempo e pian piano ce lo guardavamo, e mi ricordo che una volta Giovanni Pecchino, uno di questi miei amici, davanti al presepio, ammirandolo stupefatto ha detto “Zio canta, se è bello”, e anche se le sue parole erano in totale buona fede, per ridere gli avevamo detto “guarda che non si dicono in chiesa certe parole”, allora lui, sempre in totale buona fede aveva detto “Porca Madosca, c’avete ragione”, e in quel momento c’è scappato così da ridere a tutti e tre che siamo dovuti scappar via dal duomo in fretta e furia». «Via Carteria. Chiesa di San Barnaba. Qui incastonata nel muro c’è una lapide che dice: qui sono sepolti i morti di peste dell’anno milleseicentotrenta. Mi piace l’idea che sotto a dove cammini sia pieno di morti, che sotto i nostri piedi dovunque ci siano centinaia di migliaia di morti che stanno lì a tenersi la città sulle spalle». «I campi da bocce /…/ visti da fuori sembrano delle fabbriche, ma quando ci sei dentro respiri un’aria da celebrazione religiosa, e mentre la boccia sta andando tutti stanno silenziosissimi che ti sembra di sentire il rumorino dell’attrito della boccia sui granini della sabbia finissima del campo». «Allora il signore le ha detto “lei mi prenderà per matto, ma è appena morta mia moglie e io non so più dove sbattere la testa, l’altro giorno mi sono seduto su questa panchina e questo piccione è venuto qui vicino e poi ha iniziato a darmi dei becchi nella camicia. Io lo so che non può essere lei perché è morta da troppo poco, ma fanno proprio gli stessi gesti”. E ogni tanto, mentre diceva queste cose a mia sorella, gli veniva un po’ da piangere».
Sono delle frasi prese dal libro che regalerò per Natale, Modena è piccolissima, scritto da Ugo Cornia e illustrato da Giuliano Della Casa (Torino, EDT 2009, pp. 72, € 35,00).
Le illustrazioni di Giuliano Della Casa non si possono trascrivere, ma son così belle che vien da pensare a com’era contento Della Casa intanto che le dipingeva.

Una quarta

lunedì 26 ottobre 2009

modena-e-piccolissima

Io nella mia vita sono sempre stato così a Modena che delle volte mi dicevo che mi sarebbe piaciuto andare via per trent’anni, e magari tornare per vedere che effetto mi faceva. Per vari motivi sono dovuto andare a lavorare a Roma e ci sono rimasto per sei mesi e però tutti i venerdì pomeriggio alle cinque saltavo sull’Eurostar, che allora era una novità, e verso le nove di sera ero giù qua a Modena e soltanto una volta, un sabato e domenica, ero rimasto a Roma senza tornare a Modena, e lì a Roma, mi ricordo il pomeriggio al parco di villa Doria Pamphili, io mi chiedevo che cosa ci facevo lì. Se invece fossi tornato a Modena, e alla stessa ora del pomeriggio fossi stato la parco Amendola, probabilmente mi sarei chiesto ugualmente che cosa ci facevo lì, con lo stesso tono di voce interiore, ma anche con tutto un altro significato.

[Ugo Cornia, Giuliano Della Casa, Modena è piccolissima, Torinio, EDT 2009]

2 giugno - Lido Adriano (RA)

martedì 6 ottobre 2009

Mercoledì 2 giugno,
a Lido Adriano (RA),
al Cisim,
in via Parini, 48,
alle ore 17,
Paolo Nori legge Daniil Charms,
Ugo Cornia legge Patrik Ourednik,
Eraldo Baldini legge John Steinbeck
Lidija Dimkovska e Fiorenza Menni
leggono Lidija Dimkovska
(dentro la festa della non scuola
di Ravenna teatri)

Sulla razza

martedì 27 gennaio 2009

Un mio amico, gli ho telefonato per avere dei consigli su come scrivere il discorso sulla razza, lui è un gran lettore di filosofia e un gran fumatore, e mi ha detto una cosa che mi dice sempre quando parliamo di questi argomenti, che I nazisti sono stati i primi a vietare il fumo nei locali pubblici.

Ieri pomeriggio

martedì 9 dicembre 2008

Ieri pomeriggio, tornavo a casa in bicicletta, avevo appena sentito per radio che la novità, nella narrativa italiana del 2008, era l’autofiction, i romanzi autobiografici, se così si può dire, io direi pseudo, autobiografici.
A un certo punto, all’altezza di via Battindarno, ho pensato che 10 anni fa, non so, Generation of Love, di Matteo B. Bianchi, o Sulla felicità a oltranza, di Ugo Cornia, erano già romanzi pseudoautobiografici già 10 anni fa.
Poi mi è venuto in mente che, all’inizio del secolo scorso, La coscienza di Zeno, per dire, era già un romanzo pseudoautobiografico già all’inizio del secolo scorso.
Poi mi sono mosso l’obiezione che Svevo però cambia i nomi. È vero, mi sono detto. Allora Dante. La divina commedia. Lì i nomi sono uguali.

Il fratello

lunedì 17 novembre 2008

In un quaderno di un corso che abbiamo fatto qualche anno fa con Ugo Cornia in una scuola media della provincia di Modena, ho trovato una pagina che comincia così:
Documentario sulle specie sconosciute: IL FRATELLO.
Vivono in casa e sono piccolissimi.