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Un giovane poeta e Anna Achmatova

martedì 3 dicembre 2013

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Avevano portato il giovane Evtušenko da Anna Achmatova. Evtušenko aveva un maglione alla moda e una giacca d’importazione. Nel taschino della giacca, brillava una penna a sfera.
L’Achmatova ha chiesto:
– E lo spazzolino da denti, dove ce l’ha?

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, pp. 176-177]

Dovlatov

domenica 24 novembre 2013

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Dopo i comunisti, quelli che sopporto meno sono gli anticomunisti.

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 191]

 

Quando ti chiamo

martedì 19 novembre 2013

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Valerij Grubin a Tanja Judinaja:
– Tutte le volte che ti chiamo, ti arrabbi sempre. Dici sempre che son già le due e mezza di notte.

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 158]

Come li facciamo

venerdì 25 ottobre 2013

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– Come li facciamo, i capelli?
– In silenzio.

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 135]

Purtroppo

mercoledì 11 settembre 2013

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Purtroppo non ci sono dati statistici certi su quali siano, in russo, le parole più o meno usate. Cioè tutti sanno, chiaramente, che la parola «merluzzo», per esempio, è significativamente più usata della parola, per dire, «sterletto», e la parola «vodka», diciamo, è più usuale di parole come «nettare» o «ambrosia». Ma di dati certi, ripeto, a questo proposito, non ne esistono. E è un peccato.
Se dati di questo genere esistessero, ci accorgeremmo che, per esempio, l’espressione «è un lavoro fatto coi piedi» è una delle espressioni più usate, in Unione Sovietica.

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 319]

Sergej Dovlatov

lunedì 9 settembre 2013

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Nabokov stava per avere un posto da professore all’università di Harvard. Tutti i membri del comitato scientifico erano a favore. Solo Jakobson era contro. Ma era il presidente del comitato. Il suo parere era vincolante.
Alla fine i colleghi gli avevano detto:
– Dobbiamo assumere Nabokov. È pur sempre un grande scrittore.
– Be’, e allora? – si era stupito Jakobson. – Anche l’elefante è un grande animale. Ma non lo proponiamo come direttore della cattedra di zoologia.

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 214-215]

Sergej Dovlatov

domenica 8 settembre 2013

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Il livello della mia fama letteraria è tale che, quando mi riconoscono, mi stupisco. E quando non mi riconoscono, mi stupisco anche allora. E, a guardarmi in faccia, sono sempre stupito.

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 207]

I kazachi

martedì 3 settembre 2013

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Rubin una vota ha detto:
– Eravam seduti in redazione, chiacchieravamo. Si parlava di ebrei. E Vorob’ev d’un tratto dice: «Ebrei, ebrei… Quanto può durare questo antisemitismo?! Io, tra l’altro, ho vissuto in Kazachistan. E i kazachi son cento volte peggio».

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 216]

Trentadue zero otto

martedì 20 agosto 2013

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Charms diceva:
– Il mio numero di telefono è facile: 32 – 08. Si fa presto a ricordarselo. Trentadue denti e otto dita.

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 137]

Correzione

domenica 11 agosto 2013

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C’era da pubblicare un saggio scientifico. Al redattore era sembrata strana la seguente frase: «Dai tempi di Aristotele, il cervello umano non è cambiato». Il redattore, forse, si era vergognato per l’uomo contemporaneo. O forse l’aveva colpito l’eccessiva categoricità. Sia quel che sia, il redattore aveva apportato una correzione. Alla fine, la frase suonava così: «Dai tempi di Aristotele, il cervello umano non è cambiato, QUASI».

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, pp. 164-165]