Crea sito

Come li facciamo

venerdì 25 ottobre 2013

dovlatov 2
 

 

 

 

 

 

– Come li facciamo, i capelli?
– In silenzio.

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 135]

Purtroppo

mercoledì 11 settembre 2013

dovlatov 2
 

 

 

 

 

 

Purtroppo non ci sono dati statistici certi su quali siano, in russo, le parole più o meno usate. Cioè tutti sanno, chiaramente, che la parola «merluzzo», per esempio, è significativamente più usata della parola, per dire, «sterletto», e la parola «vodka», diciamo, è più usuale di parole come «nettare» o «ambrosia». Ma di dati certi, ripeto, a questo proposito, non ne esistono. E è un peccato.
Se dati di questo genere esistessero, ci accorgeremmo che, per esempio, l’espressione «è un lavoro fatto coi piedi» è una delle espressioni più usate, in Unione Sovietica.

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 319]

Sergej Dovlatov

lunedì 9 settembre 2013

dovlatov 2
 

 

 

 

 

 

Nabokov stava per avere un posto da professore all’università di Harvard. Tutti i membri del comitato scientifico erano a favore. Solo Jakobson era contro. Ma era il presidente del comitato. Il suo parere era vincolante.
Alla fine i colleghi gli avevano detto:
– Dobbiamo assumere Nabokov. È pur sempre un grande scrittore.
– Be’, e allora? – si era stupito Jakobson. – Anche l’elefante è un grande animale. Ma non lo proponiamo come direttore della cattedra di zoologia.

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 214-215]

Sergej Dovlatov

domenica 8 settembre 2013

dovlatov 2
 

 

 

 

 

 

Il livello della mia fama letteraria è tale che, quando mi riconoscono, mi stupisco. E quando non mi riconoscono, mi stupisco anche allora. E, a guardarmi in faccia, sono sempre stupito.

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 207]

I kazachi

martedì 3 settembre 2013

dovlatov 2
 

 

 

 

 

 

Rubin una vota ha detto:
– Eravam seduti in redazione, chiacchieravamo. Si parlava di ebrei. E Vorob’ev d’un tratto dice: «Ebrei, ebrei… Quanto può durare questo antisemitismo?! Io, tra l’altro, ho vissuto in Kazachistan. E i kazachi son cento volte peggio».

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 216]

Trentadue zero otto

martedì 20 agosto 2013

dovlatov 2
 

 

 

 

 

 

Charms diceva:
– Il mio numero di telefono è facile: 32 – 08. Si fa presto a ricordarselo. Trentadue denti e otto dita.

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 137]

Correzione

domenica 11 agosto 2013

dovlatov 2
 

 

 

 

 

 

C’era da pubblicare un saggio scientifico. Al redattore era sembrata strana la seguente frase: «Dai tempi di Aristotele, il cervello umano non è cambiato». Il redattore, forse, si era vergognato per l’uomo contemporaneo. O forse l’aveva colpito l’eccessiva categoricità. Sia quel che sia, il redattore aveva apportato una correzione. Alla fine, la frase suonava così: «Dai tempi di Aristotele, il cervello umano non è cambiato, QUASI».

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, pp. 164-165]

Due compositori

lunedì 5 agosto 2013

dovlatov 2
 

 

 

 

 

 

Un cugino del compositore sovietico Pokrass era il compositore americano Temkin. Pokrass scriveva marce militari. Per la cavalleria. Temkin, musica per i film di Hollywood.
A Stalin, come si sa, piaceva molto il cinema. E una volta c’era stato un ricevimento, al Cremlino. E Stalin si era rivolto a Dmitrij Pokrass:
– È vero che un suo cugino sta all’estero?
Pokrass si era spaventato, ma, onestamente, aveva risposto:
– È vero.
– È lui che ha scritto le canzoni dei Tre moschettieri?
– È lui.
– Cioè, è sua la canzone: «Var-var-var-var-var…»?
– È sua.
Stalin aveva taciuto un attimo poi aveva detto:
– Sarebbe meglio che lui fosse qui. E lei, là.

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 241-242]

Senza Dostoevskij

domenica 4 agosto 2013

dovlatov 2
 

 

 

 

 

 

Parlavamo, una volta, tra emigranti, dei nostri figli. Qualcuno aveva detto:
– I nostri figli diventeranno americani. Non leggono in russo. Una cosa orribile. Non leggono Dostoevskij. Come faranno a vivere senza Dostoevskij?
E tutti si erano messi a gridare:
– Come faranno a vivere senza Dostoevski?
Al che il pittore Bachčanjan aveva detto:
– Puškin l’ha fatto. Se l’è cavata.

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 225-226]

Contabilità

domenica 7 luglio 2013

dovlatov 2
 

 

 

 

 

 

In URSS ci sono, circa, duemila scrittori russi. Tra loro, ci sono dei farabutti intemerati. A tutti, tra il terzo e il quarto bicchiere di vodka, piace ripetere:
– Io, sono uno scrittore russo.
Lo confesso, è successo anche a me di esclamare qualcosa del genere. Tra il tredicesimo e il quattordicesimo.

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 277]