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Ascoltatemi

sabato 11 gennaio 2014

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Chissà perché, una volta Bitov aveva picchiato Andrej Voznesenskij. Bitov l’avevan portato alla commissione disciplinare. Era in cattive acque.
«Ascoltatemi – aveva detto Bitov, – e capirete. Vi racconto come sono andate le cose. Bisogna solo che vi racconti, e vi convincerete che mi son comportato bene. E allora, subito, mi perdonerete. Lasciate che vi racconti. Ecco com’è successo. Sono entrato al ristorante. All’ingresso c’era Andrej Voznesenskij. E adesso ditemi: potevo non dargli un pugno in faccia?»

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 3, pp. 44-45]

Non era sicuro

sabato 4 gennaio 2014

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In confronto con Brodskij, gli altri giovani anticonformisti sembrava che facessero un altro mestiere.
Brodskij aveva creato un modello di comportamento inaudito. Non viveva in uno stato proletario, viveva nel monastero del proprio spirito.
Non si opponeva al regime. Non lo considerava. E non era nemmeno sicuro della sua esistenza. /…/ Non conosceva i membri del Politburo. Quando sulla facciata del suo palazzo avevan montato un ritratto di sei metri di Mčavanadze, Brodskij aveva detto:
– Chi è? Sembra William Blake…

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 3, pp. 26]

Rispetto

venerdì 27 dicembre 2013

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Volkov ha cominciato come violinista. Dirigeva perfino un quartetto d’archi. Una volta si è rivolto all’Unione degli scrittori:
– Vorremmo accompagnare Anna Achmatova. Come dobbiamo fare?
Il funzionario si è meravigliato:
– Perché proprio l’Achmatova? Ci sono degli scrittori più importanti: Mirošničenko, Salanov, la Ketlinskaja…
Volkov ha deciso di fare da solo. È andato, coi suoi compagni, a trovare l’Achmatova in dača. Hanno eseguito un nuovo quartetto di Šostakovič.
L’Achmatova ha ascoltato e ha detto:
– Non mi è piaciuto il fatto che doveva finire, prima o poi…
Erano passati alcuni mesi. L’Achmatova era andata in occidente. Le avevano dato un dottorato, in Inghilterra. Si era incontrata con gli intellettuali del luogo.
Gli inglesi le avevano fatto varie domande: letteratura, pittura, musica.
L’Achmatova aveva detto:
– Recentemente ho sentito un pezzo di Šostakovič stupefacente. È venuto un ensemble strumentale in dača da me apposta per farmelo sentire.
Gli inglesi eran rimasti colpiti:
– Possibile che in Unione Sovietica rispettino così tanto gli scrittori?
L’Achmatova ci aveva pensato e aveva detto:
– In generale, sì…

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, pp. 236-237]

L’economista Fel’dman

sabato 21 dicembre 2013

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Ho incontrato l’economista Fel’dman. Mi ha detto:
– Sua moglie si chiama Sofija?
– No, – ho detto io, – Lena.
– Lo so. Scherzavo. Lei non ha il senso dell’umorismo. È lettone, forse?
– Perché lettone?
– Massì, ma scherzavo. A lei proprio manca il senso dell’umorismo. Si occupa forse di logopedia?
– Perché di logopedia?
– Scherzo, scherzo. Ma dov’è il suo senso dell’umorismo?

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 196]

Un numero facile

venerdì 13 dicembre 2013

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Charms diceva:
– Il mio numero di telefono è facile: 32-08. Si fa presto a ricordarselo. Trentadue denti, e otto dita.

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 137]

Cose che restano

mercoledì 11 dicembre 2013

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Ero uscito dall’ospedale. Sembrava che mi fossi rimesso. Ma i medici mi avevan proibito di bere e di fumare. E mi avevano caldamente raccomandato di limitarmi nel mangiare. Me ne ero lamentato con un conoscente. Alla fine avevo detto:
– Cosa mi resta, nella vita? Solo legger dei libri?
– Finché la vista è buona, – aveva detto lui.

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, pp. 236]

Per Brodskij

giovedì 5 dicembre 2013

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Per Brodskij Evtušenko è uno che fa un altro mestiere.

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, pp. 223]

Un giovane poeta e Anna Achmatova

martedì 3 dicembre 2013

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Avevano portato il giovane Evtušenko da Anna Achmatova. Evtušenko aveva un maglione alla moda e una giacca d’importazione. Nel taschino della giacca, brillava una penna a sfera.
L’Achmatova ha chiesto:
– E lo spazzolino da denti, dove ce l’ha?

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, pp. 176-177]

Dovlatov

domenica 24 novembre 2013

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Dopo i comunisti, quelli che sopporto meno sono gli anticomunisti.

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 191]

 

Quando ti chiamo

martedì 19 novembre 2013

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Valerij Grubin a Tanja Judinaja:
– Tutte le volte che ti chiamo, ti arrabbi sempre. Dici sempre che son già le due e mezza di notte.

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 158]