La differenza

martedì 29 dicembre 2015

dovlatov

– Tolja, – ho chiamato Najman, – andiamo a trovare Lev Druskin.
– Non vengo, – ha detto lui, – è filosovietico.
– Come filosovietico? Si sbaglia.
– Be’, antisovietico. È la stessa cosa.

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 154]

Cosa mi resta

domenica 20 dicembre 2015

dovlatov

Ero uscito dall’ospedale. Sembrava che mi fossi ripreso. Ma il medico mi aveva proibito di Bere e di fumare. E si era anche seriamente raccomandato di limitarmi nel cibo. Me ne ero lamentato con un mio conoscente. Alla fine avevo detto:
– Cosa mi resta, nella vita? Legger dei libri e basta?
Il mio conoscente aveva riposto:
– Be’, finché ha la vista buona

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 236]

È successo in America

martedì 22 settembre 2015

dovlatov

 

 

 

 

 

 

 

La cosa è successa tra noi russi emigrati. Io e mia moglie siamo entrati in ascensore. Dietro di noi è entrata una famiglia americana: una mamma, un babbo, un bambino sui sei anni. Per ultimo è entrato un emigrato non più giovane. Ha detto al bambino:
– Schiaccia il quarto piano.
Il bambino non ha capito.
– Schiaccia il quarto piano!
Mia moglie si è intromessa.
– Non capisce. È americano.
L’emigrato non è che si sia arrabbiato. Più che altro si è stupito.
– Non capisce il russo? Non capisce davvero? Non capisce neanche Quarto piano? Che bambino limitato.

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 208]

Incredibile

lunedì 17 agosto 2015

dovlatov

 

 

 

 

 

 

 

È incredibile che anche tra i fiammiferi ci sono i buoni e i cattivi.

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 216]

La mia notorietà letteraria

venerdì 14 agosto 2015

dovlatov

 

 

 

 

 

 

 

La mia notorietà letteraria è a questo livello: quando mi riconoscono, mi stupisco. E quando non mi riconoscono, mi stupisco uguale.
Son sempre stupito.

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, pp. 207]

Solženicyn

venerdì 12 giugno 2015

Sergej Dovlatov, Regime speciale

Ovviamente io non sono Solženicyn. Ma questo mi priva forse del diritto di esistere?

[Sergej Dovlatov, Regime speciale, traduzione di Laura Salmon, Palermo, Sellerio 2002, p. 11]

Delle domande

lunedì 24 febbraio 2014

gilbert becaud

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questa cosa è successa all’accademia d’arte drammatica di Leningrado. Si era esibito davanti agli studenti il noto chansonnier francese Gilbert Becaud. Alla fine l’esibizione era finita. Il conduttore si era rivolto agli studenti.
– Fate delle domande.
Tutti avevan taciuto.
– Fate delle domande all’artista.
Silenzio.
E allora il poeta Eremin, che si trovava in sala, aveva detto, ad alta voce:
– Chèl òr ètìl? (Che ore sono?)
Gilbert Becaud aveva guardato l’orologio e aveva risposto, gentilmente:
– Le cinque e mezza.
E non si era offeso.

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 146]

Ascoltatemi

sabato 11 gennaio 2014

dovlatov

 

 

 

 

 

 

 

 

Chissà perché, una volta Bitov aveva picchiato Andrej Voznesenskij. Bitov l’avevan portato alla commissione disciplinare. Era in cattive acque.
«Ascoltatemi – aveva detto Bitov, – e capirete. Vi racconto come sono andate le cose. Bisogna solo che vi racconti, e vi convincerete che mi son comportato bene. E allora, subito, mi perdonerete. Lasciate che vi racconti. Ecco com’è successo. Sono entrato al ristorante. All’ingresso c’era Andrej Voznesenskij. E adesso ditemi: potevo non dargli un pugno in faccia?»

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 3, pp. 44-45]

Non era sicuro

sabato 4 gennaio 2014

dovlatov

 

 

 

 

 

 

 

 

In confronto con Brodskij, gli altri giovani anticonformisti sembrava che facessero un altro mestiere.
Brodskij aveva creato un modello di comportamento inaudito. Non viveva in uno stato proletario, viveva nel monastero del proprio spirito.
Non si opponeva al regime. Non lo considerava. E non era nemmeno sicuro della sua esistenza. /…/ Non conosceva i membri del Politburo. Quando sulla facciata del suo palazzo avevan montato un ritratto di sei metri di Mčavanadze, Brodskij aveva detto:
– Chi è? Sembra William Blake…

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 3, pp. 26]

Rispetto

venerdì 27 dicembre 2013

dovlatov

 

 

 

 

 

 

 

Volkov ha cominciato come violinista. Dirigeva perfino un quartetto d’archi. Una volta si è rivolto all’Unione degli scrittori:
– Vorremmo accompagnare Anna Achmatova. Come dobbiamo fare?
Il funzionario si è meravigliato:
– Perché proprio l’Achmatova? Ci sono degli scrittori più importanti: Mirošničenko, Salanov, la Ketlinskaja…
Volkov ha deciso di fare da solo. È andato, coi suoi compagni, a trovare l’Achmatova in dača. Hanno eseguito un nuovo quartetto di Šostakovič.
L’Achmatova ha ascoltato e ha detto:
– Non mi è piaciuto il fatto che doveva finire, prima o poi…
Erano passati alcuni mesi. L’Achmatova era andata in occidente. Le avevano dato un dottorato, in Inghilterra. Si era incontrata con gli intellettuali del luogo.
Gli inglesi le avevano fatto varie domande: letteratura, pittura, musica.
L’Achmatova aveva detto:
– Recentemente ho sentito un pezzo di Šostakovič stupefacente. È venuto un ensemble strumentale in dača da me apposta per farmelo sentire.
Gli inglesi eran rimasti colpiti:
– Possibile che in Unione Sovietica rispettino così tanto gli scrittori?
L’Achmatova ci aveva pensato e aveva detto:
– In generale, sì…

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, pp. 236-237]