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Il rumore

giovedì 10 marzo 2016

dovlatov

C’è una famiglia se indovini dal rumore chi sta facendo la doccia.

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 192]

Complessi

martedì 23 febbraio 2016

dovlatov

Mia moglie mi ha detto:
– I complessi ce li abbiamo tutti. Anche tu. Tu hai il complesso della mia inferiorità.

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 136]

In fin dei conti non muoiono

giovedì 4 febbraio 2016

Iosif Brodskij, O Sereže Dovlatove, in Sergej Dovlatov, Poslednjaja kniga

Gli scrittori, soprattutto quelli notevoli, in fin dei conti non muoiono; si dimenticano, passano di moda, si ristampano. Fin tanto che esistono i suoi libri, uno scrittore è, per il lettore, sempre presente. Nel momento della lettura il lettore diventa quello che legge e, in linea di principio, gli è indifferente dove sia l’autore e di cosa si occupi. Gli fa piacere sapere, naturalmente, che l’autore è un suo contemporaneo, ma non si addolora particolarmente, nel caso che non lo sia. Di scrittori, anche di quelli notevoli, nel cuore della gente ce ne sono parecchi. Più, in ogni caso, delle persone che vi sono care davvero. Gli uomini, però, loro muoiono.

[Iosif Brodskij, O Sereže Dovlatove, in Sergej Dovlatov, Poslednjaja kniga, Azbuka, Spb 2012, pp. 295-296]

La differenza

martedì 29 dicembre 2015

dovlatov

– Tolja, – ho chiamato Najman, – andiamo a trovare Lev Druskin.
– Non vengo, – ha detto lui, – è filosovietico.
– Come filosovietico? Si sbaglia.
– Be’, antisovietico. È la stessa cosa.

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 154]

Cosa mi resta

domenica 20 dicembre 2015

dovlatov

Ero uscito dall’ospedale. Sembrava che mi fossi ripreso. Ma il medico mi aveva proibito di Bere e di fumare. E si era anche seriamente raccomandato di limitarmi nel cibo. Me ne ero lamentato con un mio conoscente. Alla fine avevo detto:
– Cosa mi resta, nella vita? Legger dei libri e basta?
Il mio conoscente aveva riposto:
– Be’, finché ha la vista buona

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 236]

È successo in America

martedì 22 settembre 2015

dovlatov

 

 

 

 

 

 

 

La cosa è successa tra noi russi emigrati. Io e mia moglie siamo entrati in ascensore. Dietro di noi è entrata una famiglia americana: una mamma, un babbo, un bambino sui sei anni. Per ultimo è entrato un emigrato non più giovane. Ha detto al bambino:
– Schiaccia il quarto piano.
Il bambino non ha capito.
– Schiaccia il quarto piano!
Mia moglie si è intromessa.
– Non capisce. È americano.
L’emigrato non è che si sia arrabbiato. Più che altro si è stupito.
– Non capisce il russo? Non capisce davvero? Non capisce neanche Quarto piano? Che bambino limitato.

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 208]

Incredibile

lunedì 17 agosto 2015

dovlatov

 

 

 

 

 

 

 

È incredibile che anche tra i fiammiferi ci sono i buoni e i cattivi.

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 216]

La mia notorietà letteraria

venerdì 14 agosto 2015

dovlatov

 

 

 

 

 

 

 

La mia notorietà letteraria è a questo livello: quando mi riconoscono, mi stupisco. E quando non mi riconoscono, mi stupisco uguale.
Son sempre stupito.

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, pp. 207]

Solženicyn

venerdì 12 giugno 2015

Sergej Dovlatov, Regime speciale

Ovviamente io non sono Solženicyn. Ma questo mi priva forse del diritto di esistere?

[Sergej Dovlatov, Regime speciale, traduzione di Laura Salmon, Palermo, Sellerio 2002, p. 11]

Delle domande

lunedì 24 febbraio 2014

gilbert becaud

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questa cosa è successa all’accademia d’arte drammatica di Leningrado. Si era esibito davanti agli studenti il noto chansonnier francese Gilbert Becaud. Alla fine l’esibizione era finita. Il conduttore si era rivolto agli studenti.
– Fate delle domande.
Tutti avevan taciuto.
– Fate delle domande all’artista.
Silenzio.
E allora il poeta Eremin, che si trovava in sala, aveva detto, ad alta voce:
– Chèl òr ètìl? (Che ore sono?)
Gilbert Becaud aveva guardato l’orologio e aveva risposto, gentilmente:
– Le cinque e mezza.
E non si era offeso.

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 146]