Komintern

martedì 22 20 Ottobre19

Uno, che si chiamava Iosif Brodskij, pensava che Komnitern fosse il nome di un gruppo musicale.

[Repertorio dei matti della letteratura russa, redazione di Milano, da Sergej Dovlatov, Taccuini, a cura di Laura Salmon, Sellerio (questo matto è di Andrea Grossi)]

Un operaio

sabato 12 20 Ottobre19

Uno faceva l’operaio in una fabbrica dove costruivano giocattoli. Orsacchiotti meccanici, carri armati, scavatrici mobili. Orsacchiotti meccanici, carri armati e scavatrici mobili a un certo punto avevano cominciato a sparire in gran quantità. Si trattava di furto ai danni dello stato. Erano iniziate le indagini. Dopo un anno si era scoperto che questo operaio aveva scavato un piccolo tunnel dalla fabbrica in via Kotovskij. Ma non era lui a trasportare i giocattoli fuori dalla fabbrica. Se ne andavano da soli. Lui li caricava, li posava a terra all’imboccatura, e orsacchiotti meccanici, carri armati, scavatrici mobili, in lunghe file interminabili, arrivavano da soli in fondo al tunnel.

[Dalla Valigia, di Sergej Dovlatov, per il Repertorio dei matti della letteratura russa, questo matto è di Anteo Radovan]

32 – 08

domenica 4 20 Agosto19

Diceva Charms che il suo numero di telefono, trentadue zero otto, era facilissimo da ricordare.
Trentadue denti, e otto dita, diceva.

Sergej Dovlatov

[Daniil Charms, Disastri]

Una statua di Lenin

giovedì 11 20 Luglio19

[Nei Russi sono matti, che esce in settembre, c’è un pezzetto di Dovlatov, dalla Valigia, che racconta di uno strano monumento a Lenin. Stasera, cercando un’altra cosa, ho trovato una foto di quel monumento, è quella qua sopra. Il pezzetto è qua sotto]

A Čeljabinsk, ad esempio, era successa una cosa interessante.
Nel giardino pubblico del centro, davanti all’edificio del Soviet cittadino, doveva essere collocato un monumento a Lenin. Era stata organizzata una cerimonia solenne. Si erano riunite circa millecinquecento persone.
Suonava una musica patetica, gli oratori pronunciavano i loro discorsi. Il monumento era coperto da un telo grigio.
Ed ecco che era arrivato il momento fatale. Accompagnati dal rullio dei tamburi, i funzionari locali avevano scoperto la statua.
Lenin era raffigurato nella sua nota posa di turista che fa l’autostop. La sua mano destra indicava la via verso il futuro, la sinistra la teneva nella tasca del cappotto sbottonato.
La musica si era fermata. Nel silenzio si era udito qualcuno che era scoppiato a ridere. Dopo un minuto rideva tutta la piazza.
Solo una persona non rideva. Era lo scultore leningradese Viktor Dryžakov. L’espressione di terrore del suo viso si trasformava gradualmente nella maschera dell’indifferenza e dell’irreparabilità.
Cos’era successo? Lo sventurato scultore aveva scolpito due berretti. Uno copriva la fronte del condottiero. Un altro Lenin lo teneva in mano.
I funzionari si erano affrettati a ricoprire con il telo grigio il fallimentare monumento.

Sergej Dovlatov

giovedì 4 20 Luglio19

dovlatov

Brodskij:
– Per molto tempo ho creduto che, in inglese, non fosse possibile dire delle sciocchezze…

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p.225]

Dei selvaggi

mercoledì 5 20 Giugno19

dovlatov

Una volta mia mamma è uscita. Piovigginava. L’ombrello l’aveva lasciato a casa. Vagava tra le pozzanghere. D’un tratto le va incontro un alcolizzato, senza ombrello anche lui. Le grida:
«Signora! Signora! Perché van tutti in giro con l’ombrello aperto, come dei selvaggi?»

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p.133]

Io e te

domenica 19 20 Maggio19

In quel film, Sergej Dovlatov. I libri invisibili, Dovlatov confida a un suo amico, un contrabbandiere, che, per entrare nell’Unione degli scrittori, lui, Dovlatov, dovrebbe parlare del mondo che lo circonda con un tono entusiastico, encomiastico, senza la minima ironia, e lui non ce la fa, e il suo amico lo guarda e gli dice: «Ma andiamo, io e te, a rubare una macchina, è una cosa più onesta».

[Da I russi sono matti, in preparazione]

Dovlatov

domenica 14 20 Aprile19

dovlatov

Ho incontrato Fel’dman, l’economista. Dice:
– Sua moglie si chiama Sof’ja?
– No, – dico io, – Lena.
– Lo so, scherzavo. Lei non ha il senso dell’umorismo. È lettone, forse?
– Perché lettone?
– Ma scherzavo. Lei proprio non ha nessun senso dell’umorismo. Sta andando per caso dal logopedista?
– Perché dal logopedista?
– Scherzo, scherzo. Ma che fine ha fatto il suo senso dell’umorismo?

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 196]

Sergej Dovlatov

lunedì 25 20 Febbraio19

dovlatov

Iosif Brodskij ripeteva spesso:
– La vita è breve, e triste. Hai fatto caso a come, in genere, va a finire?

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 224]

Sergej Dovlatov

mercoledì 6 20 Febbraio19

dovlatov

Mia zia ha incontrato lo scrittore Koscinskij. Era ubriaco e con la barba lunga. Mia zia ha detto:
– Kirill! Non ti vergogni?
Koscinskij si è impettito tutto e ha detto:
– Il potere sovietico non se lo merita, che io mi faccia la barba!

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 137]