Crea sito

Marx in particolare

giovedì 23 giugno 2016

Dovlatov

Quando andavo a scuola mi piaceva disegnare i condottieri del proletariato internazionale, Marx in particolare. Buttavo giù uno scarabocchio qualsiasi e già somigliava…

[Sergej Dovlatov, La valigia, traduzione di Laura Salmon, Palermo, Sellerio 1999, p. 14]

Taccuini

venerdì 17 giugno 2016

dovlatov, taccuini

Dopo averlo letto, ho messo Taccuini, di Sergej Dovlatov, nella mia libreria, e mi sono accorto che di libri di Dovlatov in italiano ne ho ammucchiati, in questi anni, undici. Sono tutti pubblicati da Sellerio e tutti tradotti e curati da Laura Salmon, che credo vada ringraziata per essersi dedicata per così tanto tempo e con tanta cura all’introduzione e alla diffusione, in Italia, di un autore così popolare in Russia e così apparentemente semplice e così piacevolmente complicato; anche se questa volta, devo dire, con Taccuini, se si considera che il testo è di 185 pagine, e la nota del traduttore e la postfazione della Salmon ne prendono, di pagine, 124 (con un carattere più piccolo, e quindi il paratesto, in questo caso, coincide praticamente col testo), ho avuto l’impressione che abbia un po’ esagerato, con la cura, la Salmon, in questo caso, ma è questione di gusti, probabilmente, e io sono uno che, probabilmente, ho il difetto opposto, cioè che si cura pochissimo dei paratesti, o, meglio, se ne cura, ma li preferisce ridotti all’essenziale (quando scrivo dei libri, per esempio, la mia nota bio-bibliografica è quasi sempre così: «Paolo Nori, nato a Parma nel 1963, abita a Casalecchio di Reno e scrive dei libri»). Ma non stiamo parlando di me, né di Casalecchio di Reno, stiamo parlando di Sergej Dovlatov e dei suoi libri e di questo Taccuini, in particolare, che è una raccolta degli appunti di Dovlatov a Leningrado tra il 1967 e il 1978 e a New York tra il 1979 e il 1990. Sono dei microracconti, numerati dall’1 al 496, per esempio (nella parte di Leningrado) il numero 25: «Charms diceva: “Il mio numero di telefono è semplice: 32.08. È facile da ricordare: trentadue denti e otto dita». Oppure il numero 48: «Per caso una volta incontro il poeta Aleksandr Škljarinskij con un giaccone d’importazione foderato di pelliccia. “Splendido giaccone” gli dico. “Sì, – dice Škljarinskij – me l’ha regalato Viktor Sosnora e io, in cambio, gli ho dato sessanta rubli». O, ancora, il numero 52: «All’instituito di Drammaturgia di Leningrado era accaduto che, al cospetto degli studenti, fosse intervenuto lo chansonnier francese Gilbert Bécaud. Terminato finalmente l’incontro, l’organizzatore si era rivolto agli studenti. “Fate le vostre domande”. Tutti tacevano. “Fate domande all’artista!”. Silenzio. Allora il poeta Eremin, che si trovava in sala, aveva gridato a tutta voce: “Quelle heure est il?” (Che ore sono?). Gilbert Bécaud aveva guardato l’orologio e aveva risposto gentilmente “Le cinque e mezza”. Non si era offeso». Continua a leggere »

Lo scrittore Usukov

lunedì 16 maggio 2016

dovlatov, taccuini

Lo scrittore Usukov:
«Sulla città riluce la guglia dell’Ammiragliato, sulla cui sommità si staglia la figura di un angelo di grandezza NATURALE».

[Sergej Dovlatov, Taccuini, a cura di Laura Salmon, Palermo, Sellerio 2016, p. 164]

E i pettegolezzi

domenica 15 maggio 2016

dovlatov, taccuini

Brodskij diceva di amare la metafisica e i pettegolezzi.
E aggiungeva:
– Che in definitiva sono la stessa cosa.

[Sergej Dovlatov, Taccuini, a cura di Laura Salmon, Palermo, Sellerio 2016, p. 164]

Splendido giaccone

giovedì 12 maggio 2016

dovlatov, taccuini

Per caso una volta incontro il poeta Aleksandr Škliarinskij con un giaccone d’importazione foderato di pelliccia.
– Splendido giaccone, – gli dico.
– Sì, – dice Škliarinskij, – me l’ha regalato Viktor Sosnora e io, in cambio, gli ho dato sessanta rubli.

[Sergej Dovlatov, Taccuini, a cura di Laura Salmon, Palermo, Sellerio 2016, p. 30]

Charms e Dovlatov

venerdì 8 aprile 2016

dovlatov

Charms diceva:
– Il mio telefono è semplice: 32-08. È molto facile, da ricordare. Trentadue denti e otto dita.

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 137]

Il rumore

giovedì 10 marzo 2016

dovlatov

C’è una famiglia se indovini dal rumore chi sta facendo la doccia.

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 192]

Complessi

martedì 23 febbraio 2016

dovlatov

Mia moglie mi ha detto:
– I complessi ce li abbiamo tutti. Anche tu. Tu hai il complesso della mia inferiorità.

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 136]

In fin dei conti non muoiono

giovedì 4 febbraio 2016

Iosif Brodskij, O Sereže Dovlatove, in Sergej Dovlatov, Poslednjaja kniga

Gli scrittori, soprattutto quelli notevoli, in fin dei conti non muoiono; si dimenticano, passano di moda, si ristampano. Fin tanto che esistono i suoi libri, uno scrittore è, per il lettore, sempre presente. Nel momento della lettura il lettore diventa quello che legge e, in linea di principio, gli è indifferente dove sia l’autore e di cosa si occupi. Gli fa piacere sapere, naturalmente, che l’autore è un suo contemporaneo, ma non si addolora particolarmente, nel caso che non lo sia. Di scrittori, anche di quelli notevoli, nel cuore della gente ce ne sono parecchi. Più, in ogni caso, delle persone che vi sono care davvero. Gli uomini, però, loro muoiono.

[Iosif Brodskij, O Sereže Dovlatove, in Sergej Dovlatov, Poslednjaja kniga, Azbuka, Spb 2012, pp. 295-296]

La differenza

martedì 29 dicembre 2015

dovlatov

– Tolja, – ho chiamato Najman, – andiamo a trovare Lev Druskin.
– Non vengo, – ha detto lui, – è filosovietico.
– Come filosovietico? Si sbaglia.
– Be’, antisovietico. È la stessa cosa.

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 154]