3/5 settembre – Seneghe (OR)

domenica 5 settembre 2010

Dal venerdì 3 a
domenica 5 settembre
a Seneghe,
dentro la sesta edizione
del Cabudanne de sos poetas,
tutti i giorni
alle 21 e 45
(più o meno)
in partza de sos ballos
ci sono i diari.

Una rosa

domenica 5 settembre 2010

urgu

Nella piazza dei balli di Seneghe, il selciato disegna una rosa. Al centro di questa rosa, una volta all’anno, il martedì grasso, l’otto marzo quest’anno, si siede un fisarmonicista e comincia a suonare, e suona una musica che, a Seneghe, si suona solo una volta all’anno. E i seneghesi si mettono a ballare lungo le linee tracciate dai bordi dei petali di questa rosa, e ballano un ballo che si balla solo una volta l’anno, il martedì grasso, l’otto marzo quest’anno. E ogni tanto succede uno scandalo. Una donna, invitata da un uomo, viene abbandonata in mezzo alla piazza. Questo succede il martedì grasso, l’otto marzo quest’anno.
In questi giorni, il primo fine settimana di settembre, venerdì tre, sabato quattro e domenica cinque, quest’anno, quella rosa è il simbolo del settembre dei poeti, il Cabudanne de sos poetas, un festival di poesia che per me, che ci vengo da cinque anni, raccontare è difficilissimo. Continua a leggere »

Granito

domenica 5 settembre 2010

soriga

Dopo il giorno dopo al mattino c’era l’incontro che Flavio Soriga ha fatto in biblioteca con i bambini per spiegargli il festival che non ha voluto nessun adulto gli unici che hanno avuto il permesso di entrare siamo stati io e Silvia, la fotografa, io in quanto dovevo fare i diari Silvia in quanto doveva fare le fotografie. Allora io, delle cose che ,ha detto Flavio, mi sono segnato tre farsi che sono queste qua:

Di solito la gente fa lavori seri.
La matematica è scritta nel granito.
La letteratura serve quando son sai cosa fare.

Oh, le ha dette lui queste cose.

[Dai diari di Seneghe 2010, primo giorno]

4 settembre – Seneghe (OR)

sabato 4 settembre 2010

Sabato, 4 settembre,
a Seneghe,
a Sa fontana de sa rocca,
intorno a mezzanotte,
se non sbaglio,
Ma pensa
(discorso brevissimo sulla poesia)

Un inizio

sabato 4 settembre 2010

Buonasera. Si sente? Grazie.
No io volevo dire che, intanto mi presento.
Mi chiamo Paolo Nori, sono di Parma, vivo a Bologna, di mestiere scrivo dei libri, e questo è il quinto anno che mi chiamano a fare i diari e uno potrebbe pensare Be’, se è il quinto anno, cosa ti presenti a fare, be’, io mi presento lo stesso. No perché qui, secondo me, succedono delle cose strane.

Già una cosa strana è che quest’anno, a differenza degli altri anni, io di solito arrivavo sempre il giorno che il festival iniziava, cioè venerdì, o, al massimo, giovedì, invece quest’anno, siccome mi han chiesto di fare anche dei laboratori di scrittura, sono arrivato al lunedì.

Che come cosa non è poi neanche così strana, la cosa strana è successa poi dopo.

Che io sono arrivato lunedì e siccome il festival praticamente non era ancora iniziato lunedì a mezzogiorno noi quando siamo arrivati a Seneghe c’eravamo io, Cesare, che è il ragazzo che era venuto a vedere questa piazza per mettere in opera quell’installazione di Marras che c’è lì sul tetto, e c’era anche un suo amico architetto che l’ha accompagnato che si chiama Giancarlo, se non mi ricordo male, allora c’eravamo noi tre che siamo arrivati qui all’una di lunedì e dovevamo andare a mangiare solo che il ristorante era chiuso non sapevam dove andare allora Flavio, Flavio Soriga, che voi conoscete, ha telefonato a una signora se ci preparava da mangiare e questa signora è stata molto gentile gli ha detto di darle un’ora di tempo che ci faceva qualcosa di presentarci alle due.

Allora alle due noi ci siam presentati, è una signora che abita qui, appena sopra il corso, io sono entrato ho detto Piacere, Paolo, mi chiamo Paolo, cosa dovevo dire, poi Cesare è entrato ha detto Piacere, Cesare, poi è entrato Giancarlo ha detto Piacere, Giancarlo, e la signora ci ha fatto entrare, ci siam lavati le mani, ci siam seduti a tavola, e la signora ci ha guardato ci ha detto, come se improvvisamente si fosse ricordata qualcosa: Ma non doveva venire anche Paolo Nori? Continua a leggere »

Scuola elementare all’estero

venerdì 3 settembre 2010

dizionario

Sul modello del dizionario affettivo della lingua italiana (a cura di Matteo B. Bianchi) scegliete una parola che vi piace e spiegate perché.

NANO: Mi piace la parola Nano. Mi fa pensare ai nani da giardino, quegli omini di gesso dalla lunga barba bianca, in più mi fa ricordare la pubblicità del sapone da gabinetto dove un nano, che si tappava il naso con la mano, diceva Puzza puzza puzza che puzza. Mi faceva morire dal ridere. Vista la mia altezza e le frequenti battute sul mio essere Nana non dovrebbe proprio piacermi come parola, ma io non so resistere a quel berretto rosso.

[Soluzione di Paola, Scuola elementare di scrittura emiliana all'estero per minorenni]

A Seneghe

mercoledì 1 settembre 2010

Ero a Seneghe, dovevo cominciare un seminario, con i ragazzi del paese, una scuola elementare di scrittura emiliana all’estero per minorenni, avevo appuntamento davanti alla biblioteca alle 9 e mezza con l’organizzatore, Luigi Zoccheddu, alle 9 e 50 non era ancora arrivato, e la biblioteca era chiusa, e mi montava un bel nervoso e, a un certo punto, avevo visto arrivare una macchina guidata da un ragazzo giovane, con la barba, poteva essere lui, e avevo sentito, dentro di me, una specie di dispiacere, che se arrivava, se fosse stato lui, mi sarebbe calato il nervoso che mi faceva stare così bene. Non era lui.

Una premessa

lunedì 30 agosto 2010

Buonasera. Faccio una breve premessa. Questo breve discorso sulla poesia, m’han chiesto un titolo, qualche mese fa, e io gli ho detto che il discorso si sarebbe intitolato Ma pensa, che è un titolo preso da una poesia che si chiama Ma pensa te che fa così:

Ma pensa te

Mi son messo anche a scrivere
Delle poesie.

Solo che poi questa poesia qua, Ma pensa te, che è una delle prime poesie che ho scritto, a rileggerla adesso, 28 agosto 2010, mentre sto scrivendo questo discorso che dirò a Seneghe il 4 settembre, non mi sembra una poesia.

Ce n’era anche un’altra, che si chiamava Ma pensa te (2), che fa così.

Ma pensa te (2)

Non avrei mai pensato
Di mettermi a guardare
una femmina,
intanto che dorme,
e pensare
Guarda come dorme bene.
Avevo delle altre idee,
per il mio futuro.

Ecco, si potrebbe pensare che, essendoci anche Ma pensa te (2), avrei potuto lasciare il titolo Ma pensa, al discorso. Solo che oggi, 28 agosto 2010, mentre sto scrivendo questo discorso, neanche Ma pensa (2) mi sembra tanto una poesia. Un po’ più di Ma pensa te ma non a sufficienza per diventare una poesia, nella mia personalissima comprensione di questa parola, Poesia, e sicuramente non a sufficienza per diventare il titolo del discorso, che i titoli son delle cose importanti, quindi il discorso che sto per leggere e che nei programmi trovate indicato come Ma pensa non si chiama più Ma pensa si chiama Andare in giro nudi. Ecco. Adesso cominciamo.

26 giugno – Seneghe

lunedì 14 settembre 2009

Sabato 26 giugno
alle ore 19
nella biblioteca comunale
di Seneghe (OR)
si parla dei Malcontenti
con Mario Cubeddu
e Paolo Nori