mercoledì 25 agosto 2010
Per spiegarci, un esempio della prima cosa che si insegna a non fare alla scuola elementare di scrittura emiliana è dato dalla prima traduzione italiana del romanzo dell’americano Bret Easton Ellis American Psycho.
In questo romanzo, nella prima pagina, compare tre volte la parola Bus, che significa, come sappiamo, Autobus. Ecco: nella prima traduzione italiana di American Psycho il traduttore aveva tradotto il primo Bus con Autobus, il secondo con Corriera, il terzo con Torpedone.
Allora, se questa cosa, usare dei sinonimi per evitare le ripetizioni, in un contesto scolastico ha forse senso, perché può servire all’insegnante a capire qual è il bagaglio lessicale dell’allievo, in un contesto letterario diventa ridicola.
Nel caso specifico, ho raccontato l’altro giorno di questa traduzione a un mio conoscente, il quale mi ha detto che se lui leggesse, in un romanzo, la parola Torpedone gli verrebbe da chiedersi È successo qualcosa?
Non è successo niente, è lo stesso bus di prima.
[Dalla bozza della postfazione al catologo del Gruppo Fiori per Ecomondo, che per il momento si intitola, la postfazione, Come è successo che è stato scritto quello che è scritto in questo catalogo, che per il momento si intitola, il catalogo, Io desidero un autobus blu e altre dodici storie con tredici facce]

giovedì 5 agosto 2010
La prima, mi chiedono se si fa la lettura di stasera, 5 agosto, sulla terrazza del Mambo, visto che è piovuto e che rischia di piovere ancora; si fa comunque, se piove si fa dentro, se non piove in terrazza.
La seconda, che mi è arrivata la bozza del pieghevole per la scuola elementare di Reggio Emilia, che è questa
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e anche questa
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La terza, è che sto facendo un lavoro che mi vien su la sburla, che non so se si capisce bene, cosa vuol dire, lo dicono a Reggio, Avevo una sburla, vien da sburlare.

giovedì 8 luglio 2010

La scuola elementare di scrittura emiliana è cominciata nel 2006 a Reggio Emilia, al circolo Arci Pigal di Reggio Emilia con i maestri Daniele Benati, Ugo Cornia e Paolo Nori. Dopo un altro anno scolastico a Reggio, dal 2008 la scuola si è trasferita a Bologna, alla libreria Modo infoshop di via Mascarella, dove si sono tenuti, ad oggi, quattro scuole elementari e due scuole medie inferiori di scrittura emiliana (che è una specie di livello avanzato, accessibile solo a chi ha già frequentato la scuola elementare). In ottemperanza alle recenti direttive ministeriali, da quando la scuola si è trasferita a Bologna si è passati dai tre maestri a un maestro unico. Scuole intensive si sono tenute in Sardegna (all’Argentiera, nell’ambito del piccolo festival di letteratura Sulla terra leggeri – scuola elementare di scrittura emiliana all’estero), a Porretta Terme (due volte – Scuola elementare di scrittura emiliana in montagna e Scuola media inferiore di scrittura emiliana in montagna), a Cadelbosco Sotto (Scuola elementare di scrittura emiliana nella bassa) e a Rimini (Scuola elementare di scrittura emiliana in Romagna).
Il programma della scuola è questo:
i semicolti e le loro scritture, il letterario e il non letterario.
Il suono e il senso, la paura e il riso.
Andare fuori tema, straniarsi, non sapere.
Le liste, le fattografie, la storia delle cose.
I riassunti, le sostituzioni, il cosiddetto cut up.
La frase, la ripetizione della frase, diversi modi di ripetere la frase.
La trama e la non trama, il tutto e il niente.
Le biografie, le agiografie e l’incontrario delle agiografie.
Le poesie, il suono nelle poesie e l’incontrario delle poesie.
L’editoria, le pubblicazioni, il senso dello scrivere.
E delle altre cose.
Nel primo trimestre dell’anno scolastico 2010 – 2011 sono previste due scuole elementari, una a Bologna, alla Modo infoshop, tutti i lunedì per dieci lunedì dal 3 ottobre a fine novembre (dalle 21 alle 23 e 30, per informazioni info[at]modoinfoshop.it), e una a Reggio Emilia, in un circolo Arci, tutti i martedì per dieci martedì da fine settembre a metà novembre, per informazioni bertini[at]arci.it).

venerdì 19 febbraio 2010

A partire da marzo (son da definire le date) dovrebbe cominciare una piccola scuola elementare di scrittura emiliana (cinque incontri serali di 2 ore e mezza ciascuno) a Cadelbosco di Sopra, in provincia di Reggio Emilia. Per chi è interessato c’è un incontro di presentazione, in un certo senso, martedì 23 febbraio, alle ore 21.00, presso la Biblioteca Comunale A. Panarari, in Piazza della Libertà, 2, a Cadelbosco di Sopra, in provincia di Reggio Emilia (per informazioni 0522.918525 – 335 8719742)
sabato 10 gennaio 2009

Si sono aperte le iscrizioni alla seconda scuola elementare di scrittura emiliana (succursale di Bologna - libreria Modo infoshop di via Mascarella).
Dal 2 di febbraio al 6 aprile, tutti i lunedì dalle 21 alle 23 e 30 (ci sono ancora 7 posti).
Per informazioni: info@modoinfoshop.com.

domenica 16 novembre 2008
Un altro pezzo che viene dagli esercizi di sostituzione della scuola elementare di scrittura emiliana. È di Giorgia (Vezzali) che ha usato come testo base una poesia di Jacques Prévert. Giorgia pensa che il pezzo originale, che ci ha letto a scuola, fosse troppo lungo per il sito, e l’ha un po’ ridotto.
Questo dentista.
Questo dentista.
Così violento. Così fragile. Così tenero. Così disperato.
Questo dentista. Bello come il giorno. E cattivo come il tempo.
Quando il tempo è cattivo.
Questo dentista così vero. Questo dentista così bello.
E così beffardo.
Tremante di paura come un bambino al buio.
E così sicuro di sé. Come un uomo tranquillo nel cuore della notte.
Questo dentista che impauriva gli altri.
Che li faceva tacere. Che li faceva impallidire.
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giovedì 13 novembre 2008
Altro esercizio di sostituzione risolto dai frequentatori della scuola elementare di scrittura emiliana succursale di Bologna nella persona di Lorenzo (Biagini):
Io sono il Signore Dio tuo.
Saltuariamente avrai altro Dio fuori di me.
Saltuariamente nominerai il nome di Dio invano.
Ricordati di santificare le feste.
Onora il padre e la madre.
Saltuariamente ucciderai.
Saltuariamente commetterai atti impuri.
Saltuariamente ruberai.
Saltuariamente dirai falsa testimonianza.
Saltuariamente desidererai la donna d’altri.
Saltuariamente desidererai la roba d’altri.

mercoledì 12 novembre 2008
Il settimo compito della scuola di scrittura emiliana consisteva nel cercare un testo con una o più parole ricorrenti, sostituire queste parole con delle altre, e vedeva cosa succedeva.
Mirella (Giordani) l’ha risolto così:
NIENTE BAMBINI AI SUONATORI DI FISARMONICA
LONDRA – Gli hanno vietato tutti i locali pubblici, pub inclusi. Adesso un nuovo divieto colpisce i fisarmonicisti: quello di adottare un bambino. Chi ha la passione della fisarmonica non potrà più candidarsi a riceverne uno dalle agenzie di affidamento. La decisione è stata presa soltanto da un comune ai sobborghi di Londra, Redbridge, i cui amministratori l’hanno approvata all’unanimità. Ma altri potrebbero ora seguirne l’esempio. Intento della norma, che entrerà in vigore nel 2012, è proteggere i bambini dagli effetti dannosi del suono della fisarmonica. “Ci rendiamo conto che è un tema molto delicato, ha dichiarato Michael Stark, consigliere della municipalità di Redbridge addetto all’infanzia, “perché alcune persone considereranno questa legge come un’intrusione nelle libertà individuali del cittadino. Ma d’altra parte sappiamo anche che la fisarmonica aumenta il rischio di gravi malattie per i bambini”. L’iniziativa è partita alla luce degli ultimi studi scientifici secondo cui il suono della fisarmonica è causa di gravi malattie degenerative dell’ orecchio medio, turbe cognitive e disturbi dell’apprendimento, ai quali i bambini sono esposti per via della debolezza del loro sistema immunitario e della sensibilità del loro giovane apparato uditivo.
La lobby della fisarmonica non è d’accordo e protesta vigorosamente. “Questo è solo un ulteriore tentativo di isolare i fisarmonicisti dal resto della società, afferma un portavoce di Fisa, gruppo per la difesa dei diritti dei fisarmonicisti.
Anche l’Associazione Genitori Adottivi ha qualche perplessità: “Comprendiamo che la creazione di un ambiente libero dal suono della fisarmonica sia a vantaggio dei bambini, dice un comunicato, “ma non siamo d’accordo che il divieto vada applicato sempre e comunque a tutti i fisarmonicisti”.

mercoledì 12 novembre 2008

Nel corso della settima lezione della Scuola elementare di scrittura emiliana (succursale di Bologna) abbiamo parlato di un libro del quale si è parlato molto, in rete, il libro dei fincipit, Sempre cara mi quest’ernia al colon, di Alessandro Bonino e Stefano Andreoli.
Chi lo conosce, non troverà nel seguito niente che non sappia già, chi non lo conosce deve sapere che il fincipit, se ho capito bene, è una pratica inventata da Alessandro Bonino e nominata da Stefano Andreoli che consiste nel prendere l’inizio di un libro o di una poesia o di una canzone famosa e nell’immaginare un seguito repentino e disastroso che provocherebbe la fine immediata di quell’opera o di quella canzone.
Dal libro, che ha la prefazione di Stefano Bartezzaghi, nel corso della settima lezione della Scuola elementare di scrittura emiliana (succursale di Bologna) abbiamo letto (più o meno) i fincipit seguenti:
Ei fu. Siccome immobile,
pagava l’ICI.
Chiamatemi Ismaele.
Che a me vede il numero sul cellulare e non risponde.
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