Quattro posti
Ci sono ancora quattro posti alla scuola elementare di scrittura emiliana che comincia lunedì 4 febbraio alla libreria Modo infoshop di via Mascarella, a Bologna (clic).
Ci sono ancora quattro posti alla scuola elementare di scrittura emiliana che comincia lunedì 4 febbraio alla libreria Modo infoshop di via Mascarella, a Bologna (clic).

Martedì 29 gennaio,
a Bologna,
alla libreria Modo infoshop,
in via Mascarella 24/b,
alle ore 21 e 30 circa,
letture dal decimo (se non sbaglio)
quaderno della scuola elementare
di scrittura emiliana

Comincia il 4 febbraio, a Bologna, alla libreria Modo infoshop, in via Mascarella, la decima scuola elementare di scrittura emiliana, dieci incontri di due ore e mezza, dalle 21 alle 23 e 30, il 4, l’11, il 18 e il 25 di febbraio, il 4, l’11, il 25 di marzo, il primo, l’8 e il 15 aprile, con questo programma:
I semicolti e le loro scritture, il letterario e il non letterario.
Il suono e il senso, la paura e il riso.
Andare fuori tema, straniarsi, non sapere.
Le liste, le fattografie, la storia delle cose.
I riassunti, le sostituzioni, il cosiddetto cut up.
La frase, la ripetizione della frase, diversi modi di ripetere la frase.
La trama e la non trama, il tutto e il niente.
Le biografie, le agiografie e l’incontrario delle agiografie.
Le poesie, il suono nelle poesie e l’incontrario delle poesie.
L’editoria, le pubblicazioni, il senso dello scrivere.
E delle altre cose.
Con esercizi, per informazioni: Clic


Stamattina ho presentato, a Bologna, alla Feltrinelli, 13 favole belle e una brutta, e ho letto una favola che alla fine si chiede ai bambini che lingua vorrebbero imparare se decidessero di imparare una lingua straniera, e c’erano quaranta bambini e hanno risposto in tanti e ha risposto anche una maestra e ha detto che le maestre vorrebbero che imparassero l’italiano, e io le ho detto che invece mi sembrava che lo sapessero benissimo, l’italiano, e, non c’era tempo e non era il caso, non le ho detto che io faccio il maestro in una scuola dove, son degli anni ormai, insegno a scrivere male, come si può leggere qua: Clic

Maria Vittoria ha sedici anni nel novantanove, ha i capelli ricci, le braghe larghe sul sedere, una crisi ormonale in piena esplosione e da qualche mese ha il suo primo fidanzatino, un ragazzetto smunto ed alto con la vespa bianca e la sciarpetta dell’Ancona Calcio. Un evento di una portata incommensurabile questo, la scoperta di mani dentro mani ed occhi dentro occhi, la scoperta delle case di pomeriggio senza fare i compiti, il fulcro delle giornate, il centro motore di ogni tipo di pensiero.
Maria Vittoria abita a Fano, che è un posto che sta a nord di Ancona, e a Fano c’è una pasticceria che ha i dolci più buoni di tutta la città. O per lo meno così si dice, probabilmente qualcuno ha assaggiato tutti i pasticcini di tutte le pasticcerie di Fano e poi ne ha fatto una stima, una media matematica di amarene e pan di spagna. In somma a Fano c’è questa pasticceria buonissima.
E a Maria Vittoria, coi suoi sedici anni, i jeans larghi sul sedere e la crisi ormonale viene commissionato un vassoio di diplomatici per il pranzo della domenica.
In pasticceria, con sua sorella minore al seguito, ha diecimilalire da investire. La pasticcera si sporge sul bancone.
-Prego?-
-Un vassoio da diecimila di profilattici per favore.-
-Come?-
-Un vassoio di profilattici per favore.-
-Scusa, che hai detto?-
-Un vassoio di profilattici…Diplomatici, diplomatici, i diplomatici, quelli che si mangiano.-
Maria Vittoria in quel momento avrebbe voluto che una botola le si aprisse sotto ai piedi e la inghiottisse; nella sua testa suonavano solo alcune parole a caratteri cubitali, i caratteri le scossavano il cervello, se li vedeva rimbalzare davanti agli occhi come quelli dei manifesti di Rodchenko che aveva sopra al letto, erano rossi e neri e bianchi e titolavano con: che figura di merda che figura di merda che figura di merda. Continua a leggere »

Io abito all’Arginone che è una località di San Matteo Della Decima, che è una frazione di San Giovanni in Persiceto, che è un comune in provincia di Bologna e a cento metri da casa mia ci abita Ralf che di nome fa Oscar ma che tutti chiamano Ralf perchè ha i capelli rossi e assomigliava a Ralf di Happy Days.
Una sera a Ralf, tornando da Milano, gli s’é aperto il cofano della macchina mentre stava andando, il cofano ha sbattuto contro il vetro d’avanti, che si è tutto rotto come fanno i vetri d’avanti delle auto, in tanti pezzettini che rimangono attaccati ma non si vede più niente. Allora Ralf si è accostato, è sceso dall’auto, ha tirato fuori il cric e con quello ha rotto tutto il vetro staccandolo per bene, si è legato un fazzoletto davanti alla bocca, si è tenuto ben stretti gli occhiali da vista, ha messo su la cassetta con il misto dei Clash ed è tornato all’Arginone da Milano senza il vetro d’avanti.
Quando è arrivato invece di andare subito casa si è fermato al Bar, a far vedere che nella macchina c’era uno strato di due centimetri di parpaglie moscerini e zanzare con un pipistrello piantato in mezzo al sedile dietro, con i Clash che facevano vibrare tutti quei cosi.
E i vecchi stavano lì a scossare la testa e dire “guerda lè che schif”.
[Soluzione di Michele Risi al compito: Sul modello delle Storie di mia zia di Ugo Cornia, raccontate una storia che avete sentito raccontare un sacco di volte]

A me è capitato, con la diversa gente che ho conosciuto, che dopo un po’ l’idea che mi resta addosso dagli altri è che io so sempre tutto. Sarà che non so stare zitto. Se qualcuno non sa una cosa, me la viene a chiedere a me, ed è una condanna, che te non puoi non rispondere e puoi solo deludere. A venir su così è finita che penso di aver sempre ragione e son diventato insopportabile e litigioso.
[La soluzione di Nicola Caroli del primo compito della scuola elementare di scrittura emiliana (descriviti in cinque righe)]

Scuola elementare di scrittura emiliana a Paullo (MI) domenica 2 e domenica 9 dicembre: clic

Riapre a Bologna la Scuola Elementare di Scrittura Emiliana con esercizi pratici (maestro Paolo Nori)
programma:
i semicolti e le loro scritture, il letterario e il non letterario.
Il suono e il senso, la paura e il riso.
Andare fuori tema, straniarsi, non sapere.
Le liste, le fattografie, la storia delle cose.
I riassunti, le sostituzioni, il cosiddetto cut up.
La frase, la ripetizione della frase, diversi modi di ripetere la frase.
La trama e la non trama, il tutto e il niente.
Le biografie, le agiografie e l’incontrario delle agiografie.
Le poesie, il suono nelle poesie e l’incontrario delle poesie.
L’editoria, le pubblicazioni, il senso dello scrivere.
E delle altre cose.
a partire dall’8 ottobre, 10 incontri settimanali di due ore e mezza, 9 lunedì e un mercoledì, dalle 21 alle 23 e 30
(8 – 15 – 22 – 29 ottobre, 7 – 12 – 19 – 26 novembre, 3 – 10 dicembre)
per informazioni:info@modoinfoshop.com, tel. 0515871012
