19 maggio – Roma
Giovedì 19 maggio,
a Roma,
alla liberia Giufà,
in via degli Aurunci, 38
(San Lorenzo)
alle ore 19 e 30,
si legge da
La meravigliosa utilità del filo a piombo
e se ne parla
con Giovannapaola Soriga.
Giovedì 19 maggio,
a Roma,
alla liberia Giufà,
in via degli Aurunci, 38
(San Lorenzo)
alle ore 19 e 30,
si legge da
La meravigliosa utilità del filo a piombo
e se ne parla
con Giovannapaola Soriga.

Ieri mattina, in Campidoglio, c’era un bambino, che passava, ha chiesto a sua mamma Mamma, dove sono Remolo e Romo?

Sono stato al Maxxi, il museo nazionale della arti del XXI secolo, e la prima cosa che ho visto è una mostra fotografica sul cantiere del Maxxi, e la prima didascalia della prima foto (una foto di Iwan Baan) diceva che si trattava di una sorprendente immagine del Maxii languidamente adagiato tra le anse del Tevere e gli edifici del Flaminio. Un oggetto, diceva la didascalia, plastico, audace e innovativo che dialoga amabilmente col palazzetto dello sport, lo stadio Flaminio, il fiume e la piazza. A quel punto lì volevo uscire.

Martedì 28 dicembre
a Roma,
alla libreria Giufà,
in via degli Aurunci, 38
alle 19 e 30 circa
Noi e i governi,
discorso sull’anarchia
e sul governo di sé
(dura 40 minuti)

Ad Arenzano, intanto che andavamo a teatro, si parlava del giorno dopo, che dovevo partire in aereo abbastanza presto, e speriamo che non nevichi, e decollare comunque va bene, ma atterrare, a Genova, quando c’è il vento, tra che c’è il mare, e la pista abbastanza corta, è complicato, e Alberto ha detto che lui non ha mai capito quelli che applaudono dopo che l’aereo è atterrato. Che sarebbe come se uno va a prendere il pane e quando il panettiere gli dà il pane, fa un applauso. O come uno che prende l’autobus per la stazione, e quando l’autobus arriva in stazione, trac, un applauso. E niente. Adesso sono a Roma.

-
Ci avrò vissuto, in tutto, venti giorni. La prima volta ero a un convegno, vedevo solo convegnisti. Mi aveva fatto questo effetto, che gli abitanti erano tutti convegnisti.
La volta dopo ero a casa di un mio amico. Lui andava a lavorare, io l’aspettavo a casa e non sapevo cosa fare. Mangiavo. Si mangia bene, dicono.
C’era una pizzeria, lì sotto casa, c’era un signore, piccolo, aveva la parrucca, le braghe nere, una camicia bianca e un corpetto rosso. Veniva al tavolo a prender le comande, poi andava dietro al forno, elettrico, metteva su un grembiule e metteva dentro le pizze, surgelate.
Dopo tornava al tavolo, portava le bottiglie, e poi tornava indietro a sfornar le pizze.
E poi veniva al tavolo, le portava, e poi andava dietro il banco a fare i caffè.
Dopo andava alla cassa e ti faceva il conto.
Non si spendeva molto. Continua a leggere »

Venerdì 5 novembre,
a Roma,
alla libreria Giufà,
in via degli Aurunci, 38
alle ore 20 e 30,
si legge da
A Bologna le bici
erano come
i cani.

Giovedì 9 settembre
a Roma
all’Alpheus
alle ore 22 e 30
insieme ad altre cose che non ho capito
bene
c’è una
lettura da
Chadži-Murat,
di Tolstoj

Martedì 19 gennaio,
a Roma,
alla libreria Giufà,
in via degli Aurunci,
alle ore 21,
c’è una cosa che si chiama
Si può collaborare con Libero?
Andrea Cortellessa, che pensa di no,
e Paolo Nori, che pensa di sì,
ne discutono con Maria Teresa Carbone
