domenica 28 aprile 2013

Quel che sanno i morti, e non dicono niente, sanno tutto,
anche quando sei in casa, da solo, la notte,
porte, finestre chiuse, loro sono lì,
che sei andato a letto, è tardi, hai spento la luce,
sei sveglio, al buio, ti vengono di quei pensieri,
che non si possono dire, loro sono sempre lì, ti leggono dentro,
ma sono buoni, fanno finta di non esserci.
[Raffaello Baldini, Ad nòta, a cura di Giuseppe Bellosi, Cuneo, Sugaman 2012]
domenica 10 febbraio 2013

Ventitre anni, carina, innamorata, | ma i suoi non volevano, suo padre delle scenate, | per settimane, mesi, una guerra, lei | sempre più innamorata, e l’altra sera | è andata a letto presto, si è chiusa in camera, | e la mattina non s’è svegliata più. | Che uccidersi non va bene, non si può, però | ‘sta bambina, adesso, come farà il Signore | a mandarla all’inferno?
[Raffaello Baldini, La nàiva, Furistìr, Ciacri, Torino, Einaudi 2000, p. 252]
giovedì 6 dicembre 2012

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giovedì 6 dicembre 2012
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mercoledì 28 novembre 2012

IL MONDO
Secondo me si potrebbe, essere tanti, ma tanti, diciamo
che ci sono stati degli sbagli, la prima volta, si sa,
che non ne ha colpa nessuno, è andata così,
e ricominciare tutto da capo.
(Nel 1995, quando è uscita, per Mondadori, la prima edizione di Ad nòta, terza raccolta poetica di Raffaello Baldini, Pier Vincenzo Mengaldo ha scritto «Se non restasse ancora vivo il pregiudizio pigro per il quale un poeta in dialetto è un “minore”, anche quando è maggiore, Raffaello Baldini sarebbe considerato da tutti quello che è, uno dei tre o quattro poeti più importanti d’Italia».
Ecco, oggi, nel 2012, 17 anni dopo, oggi che quella raccolta, esaurita da anni, è introvabile, noi di questa minuscola casa editrice elettronica che si chiama Sugaman, siamo così stupefatti e contenti di poter ripubblicare questo libretto, che la nostra contentezza non si può dire, possiamo solo ringraziare Giuseppe Bellosi, per la cura che ha messo in questa nuova edizione, e gli eredi di Baldini per averci dato la possibilità di rendere di nuovo disponibile, in formato elettronico, questa meraviglia che adesso, è incredibile, la possono leggere tutti)
[Sta per uscire per Sugaman]

lunedì 5 novembre 2012

E la televisione che andava, film,
canzonette, lavato con Perlana,
telegiornale, Quark, Oggi al Parlamento,
Campionati europei, Uno mattina,
Special Rock, Linea verde, un giorno e una notte,
poi qualcuno ha provato a suonare, niente,
sono venuti i vigili, hanno sfondato la porta, lui
stava lì a guardare, a bocca aperta,
sul sofà, in canottiera, un braccio penzoloni,
e per terra un bicchiere, un fiasco ribaltato,
una macchia nera e un nuvolo di moscerini.
[Raffaello Baldini, TV, in Ad nota, in preparazione per Sugaman]
mercoledì 24 ottobre 2012
Mercoledì 24 ottobre,
a Bologna,
alle 18 e 30,
alla Modo infoshop,
in via Mascarella 24/b,
si parla del monologo
La fondazione,
di Raffaello Baldini,
con Ivano Marescotti,
regia di Valerio Binasco,
che è in scena all’Arena del sole
di Bologna
fino al 28 ottobre
e ne parlano
Ivano Marescotti e
anche un po’ io,
e forse qualcun altro.

domenica 14 ottobre 2012

ma la mia malinconia è anche quando penso a tutta questa roba che ho in casa, che è piena, la casa, anche l’appartamento di là, che sono solo due anni che l’ho preso in affitto, ma siamo già avanti con la scrittura, perché parecchia roba l’ho portata di là da qua, non ci stava più di qua, e beh la roba la devi ammucchiare, d’accordo, ma non devono essere dei mucchi, così, alla rinfusa, la roba deve avere un suo ordine, una sua disposizione, e la disposizione deve essere giusta, deve piacere, deve darti l’idea che ci stai insieme con questa roba, che non è solo della roba, sono delle creature, che le hai create tu.
[all'arena del Sole di Bologna, La fondazione, di Raffaello Baldini, con Ivano Marescotti, regia di Valerio Binasco]

martedì 14 agosto 2012

Qui non si sente niente, se non state zitti, state zitti! sì, hai voglia, state zitti, su, per piacere, cinque minuti, se no non si sente un accidente, ecco, andiamo un po’ meglio, però laggiù, dico a voi, cosa vi costa star zitti? porca puttana, ve le dite dopo le cose, adesso state zitti, così, zitto anch’io,
niente, ma va’ là, non si sente niente lo stesso, però che roba, senti che roba a star zitti tutti.
[Raffaello Baldini, Cinque minuti, in Intercity, Torino, Einaudi 2003, p. 103]
martedì 17 luglio 2012

E be’, sai, i brutti, anch’io ero poco bello,
però poi con gli anni, che dovrebbe essere peggio, invece,
cambi in meglio, davvero, io mi sono anche innamorato.
[Raffaello Baldini, Brutto, in Ad nota, in preparazione per Sugaman]