sabato 9 gennaio 2010

I libri, come posso dire, non ho la concentrazione, io, un libro, quando ho letto tre quattro pagine, non tengo botta, mi perdo, che poi, mettiamo anche che lo leggi tutto, dopo, quando l’hai letto, ce n’è un altro da leggere, e poi ce n’è un altro, poi un altro, ma ce n’è di libri, da leggere, più ne leggi, più ce n’è, sei sempre da capo, e allora da fare ché, che mi stanco anche la vista.
[Raffaello Baldini, Zitti tutti!, in Carta canta, Zitti tutti! In fondo a destra, Torino, Einaudi 1998, p. 81]
mercoledì 9 settembre 2009
Sabato 10 ottobre,
a Bologna,
intorno alle 12,
nella libreria coop Ambasciatori,
in via degli Orefici,
leggo (20 minuti)
da Intercity,
di Raffaello Baldini
martedì 6 gennaio 2009

Oggi, a casa mia, mia mamma ha letto una poesia di Raffaello Baldini, questa qua:
Mo acsè
Mo acsè, dal vólti, quant a tòurn a chèsa,
la sàira, préima d’infilé la cèva,
a sòun, drin, drin,
u n’arspònd mai niseun.
[Ma così, delle volte, quando torno a casa, | la sera, prima d'infilare la chiave, | suono, drin, drin, - non risponde mai nessuno].
L’ha fatta ridere.
Anche mio fratello ha detto che faceva ridere.
venerdì 19 dicembre 2008
Alessandro Beretta mi ha chiesto, per l’edizione di Milano del Corriere della sera, di consigliare un libro uscito nel 2008.
Io subito ho pensato a questo

(Leila Guerriero, Suicidi in capo al mondo, che però poi ho visto era uscito nel 2007)
poi ho pensato a questo

(Andrea Canobbio, Presentimento)
poi ho pensato a questo

(Antonio Delfini, Autore ignoto presenta, che però non avevo ancora letto)
poi alla fine ho scelto questo

(Raffaello Baldini, La fondazione)

martedì 16 dicembre 2008
e anche nel vestire, è una roba, sarò io che sono rimasto indietro, però, tanto sono lì, li vedi, è eleganza quella? non lo so, vanno in giro insaccati, dei bracaloni, ma anche le donne, a me sembrano tutti zingari, cosa vuoi che ti dica, sbaglierò io, perché poi è roba che costa, trecentomila, quattrocentomila, settecentomila lire, spendono tanti di quei soldi, per andare vestiti come zingari, ma siccome è roba firmata, perché se non è firmata non la vogliono mica, scherziamo? dev’essere tutto firmato, tutto, anche le mutande, sta buono, va là, che poi io non sono d’accordo, perché uno deve avere anche un po’ d’amor proprio, ma come, te lo devono dir loro com’hai da andare vestito? te non lo sai? a te ti va bene tutto, allora sei un bamboccio, non ti può andar bene tutto, dice bisogna andare alla moda, bisogna andare dove? Continua a leggere »

venerdì 3 ottobre 2008
«che poi io, perché da me viene una donna, la Chiarina di Turòt, e io non mi posso far vedere, le cose vanno messe a posto, che uno dice: ma non c’è lei? non è lei che deve mettere a posto? ho capito, sì, ma non posso, dài, non si può, che arriva, questa donna, che trova che è casamicciola, non va bene, ne va anche della mia reputazione, perché lei viene, lava, stira, dà la polvere, dà una passata di straccio, pulisce il bagno, la cucina, delle volte mi fa anche un po’ di ragù, che lo fa bene, mi fa anche un ragù con i fagioli, più buono che mai, però non può arrivare in una casa che è un casino, e io, perché lei viene il pomeriggio, il martedì e il venerdì, e io il martedì e il venerdì mattina è un castigo, lavoro più di lei, da scoppiare, che verso mezzogiorno, porca puttana, mi butto sul divano stanco morto, e sto lì mezz’ora, oh, tiro il fiato, lei viene alle due e mezzo, sta fino alle cinque e mezzo, insomma, per me la donna di servizio è una croce, ma non posso fare a meno, non posso farne a meno, ci sono delle volte che mi telefona che non può venire, mi telefona il giorno prima, gliel’ho detto io di telefonarmi il giorno prima, e beh se no, se mi telefona la mattina sul tardi, che magari io ho già fatto quasi tutto, insomma quando mi telefona che il giorno dopo non può venire, per me è una festa, lo dico sinceramente»
Raffaello Baldini, La fondazione, Einaudi 2008, p. 23

venerdì 3 ottobre 2008
È uscito un libro postumo di Raffaello Baldini, un monologo teatrale intitolato La fondazione. È pubblicato nella collezione di teatro dell’Einaudi a cura di Clelia Martignoni con la traduzione di Giuseppe Bellosi (64 pagine, 9 euro). L’inizio è questo qua:
Baldini fondazione