La camera cieca

venerdì 1 20 Novembre19

Che poi mi succede di rado, e non sente nessuno, nella camera cieca, di sotto, tra i panni sporchi, chiudo la porta, e urlo. Dopo sto meglio.

[Raffaello Baldini, La nàiva, Furistìr, Ciacri, Torino, Einaudi 2000, p. 177]

I re magi

martedì 3 20 Settembre19

Ieri a Reggio Emilia ho visto il film di Soldini su Raffaello Baldini e hanno detto che Baldini, quando lavorava a Panorama, gli han chiesto di scrivere un articolo sui re magi, lui si è documentato poi ha cominciato così: Non erano tre, non erano magi, non erano re.

I morti

martedì 16 20 Ottobre18

Quel che sanno i morti, e non dicono niente, sanno tutto,
anche quando sei in casa, da solo, la notte,
porte, finestre chiuse, loro sono lì,
che sei andato a letto, è tardi, hai spento la luce,
sei sveglio, al buio, ti vengono di quei pensieri,
che non si possono dire, loro sono sempre lì, ti leggono dentro,
ma sono buoni, fanno finta di non esserci.

[Raffaello Baldini, Piccola antologia in lingua italiana, Macerata, Quodlibet 2018, p. 51]

15 febbraio – Bologna

giovedì 15 20 Febbraio18

Giovedì 15 febbraio,
a Bologna,
all’Atelier Sì,
in via San Vitale 69,
alle 21,
In fondo a destra
di Raffaello Baldini

Un solo esempio

lunedì 12 20 Febbraio18

Un solo esempio. Le camicie con le maniche corte. Milioni di persone le portano. Io non le sopporto. Le camicie con le maniche corte. Ma che camicie? sono mutande. Non è una battuta. Prendete uno in mutande e con una camicia con le maniche corte. Sono due paia di mutande, uno sotto e uno sopra. Dice: ma quand’è caldo. Cioè, quand’è caldo vai in giro in mutande? E poi cosa c’entra il caldo? ti rimbocchi le maniche, quand’è caldo.

[Raffaello Baldini, In fondo a destra, in Carta canta Zitti tutti! In fondo a destra, Torino, Einaudi 1998, p. 125]

A niente

venerdì 26 20 Gennaio18

tanto è tutta roba che, lo so, non serve a niente, ma se dovessimo buttare via tutto quello che, tutto quello che non serve a niente, non si può, neanche a volere, non si può, uno sguardo, per dire, incontri una bella ragazza, la guardi, a cosa serve? alla televisione, stai a vedere i campionati europei d’atletica, i cento metri, i duecento metri, i quattrocento a ostacoli, il salto in alto, a cosa serve? o quando vengo giù dalla Marecchia, che è già notte, vedo San Marino e Verucchio che è tutta una luce, delle volte mi fermo, si sentono tanti di quei grilli, a cosa serve?

[Raffaello Baldini, La fondazione, traduzione di Giuseppe Bellosi, Torino, Einaudi 2008, p. 53]

25 gennaio – Bologna

giovedì 25 20 Gennaio18

Giovedì 25 gennaio,
a Bologna,
all’Atelier Sì,
in via San Vitale 69,
alle 21,
La fondazione
di Raffaello Baldini

7 dicembre – Bologna

giovedì 7 20 Dicembre17

Giovedì 7 dicembre,
a Bologna,
all’Atelier Sì,
in via San Vitale 69,
alle 21,
Carta canta
di Raffaello Baldini

I giovani oggi vogliono i fatti

domenica 12 20 Novembre17

e anche a casa, che a casa sua, uno, non lo so, se non ti trovi bene a casa tua, invece io, cosa vuoi, anche i figli, il grande, è un bravo ragazzo, però, delle volte, che gli parlo, gli dico, e lui non risponde, zitto, ho capito che parlare troppo, i giovani oggi vogliono i fatti, no le chiacchiere, e hanno ragione, io li capisco, ma anche non parlare mai, c’è delle volte che gli domando, perché lui certe cose le sa, le deve sapere, studia, ma è come se non avessi detto niente, mi guarda e sta zitto, e io lo guardo anch’io, ci guardiamo

[Raffaello Baldini, Zitti tutti!, in Carta canta Zitti tutti! In fondo a destra, Torino, Einaudi 1998, p. 89]

Salutissimi

venerdì 10 20 Novembre17

e poi spengo, mi ha stufato, la televisione, non trovo mai, sono sempre quelle cose, facciamo un bell’applauso, e tutti che battono le mani, da fare che? e allora esco, prendo su, in macchina, e faccio un giro, no lontano, vado così, purchessia, poi mi fermo e mi mando una cartolina, non mi scrive mai nessuno a me, che invece a me piace la mattina trovare un po’ di posta, e allora mi scrivo, io, da Verrucchio, da Pietracuta, da Montebello, da dove sono, prendo una cartolina, saluti, e sotto uno scarabocchio, però cambio tutte le volte, perché dopo, se no, sempre le stesse parole, dev’essere sempre una cosa nuova, tanti saluti, saluti e baci, salutissimi, saluti cari, un pensiero, un ricordo, arrivederci presto, ma ce n’è tante, di frasi, per cambiare, che i miei dicono: ma chi è questo qui? niente, sono amici, e così mi arrivano queste cartoline, che le tengo anche a conto, le più belle, o se no delle volte faccio qualche telefonata, chiamo i numeri che ci sono nelle prime pagine dell’elenco, le ultime notizie, il tempo, le strade, le condizioni delle strade, qui ci sono dei lavori, bisogna deviare, lassù c’è la neve, ci vogliono le catene, l’autostrada del Sole, la via Emilia, la via Flaminia, tenere la distanza di sicurezza, che in un certo senso ti pare sempre come se dovessi partire, perché le strade che ci sono, ma ce n’è, puoi andare dappertutto, a Montescudo, a Bologna, a Badia Tedalda, a San Bendetto del Tronto, a Zurigo, a Madrid, dove vuoi andare c’è la strada, basta partire, solo che io non parto mai…

[Raffaello Baldini, Zitti tutti!, in Carta canta Zitti tutti! In fondo a destra, Torino, Einaudi 1998, p. 73]