Ah
Tutte quelle canzoni che uno impara da ragazzo cosa le impara a fare?
Per cantarle da grande a sua figlia per farla addormentare.
Tutte quelle canzoni che uno impara da ragazzo cosa le impara a fare?
Per cantarle da grande a sua figlia per farla addormentare.

Non so perché in questi giorni mi viene sempre in mente quella collana di Mondadori che si intitola SIS, che significa Scrittori Italiani e Stranieri.

E dopo cena mi è venuto da chiedermi: ma gli insegnanti che segnano come errore Non ho mica fame, segnano come errore anche Non ho punto fame?

Quando leggevo il cartello di Calerno, da ragazzo, mi veniva sempre da dire Cento giorni a Calerno. Mi sembrava una cosa molto simpatica.

Stamattina c’era una luce, tra Basilicanova e Calerno, che si vedeva tutto.

Non lo so, delle volte, a dire io, uno pensa che sei veramente tu, invece no. Per esempio: io desidero un autobus blu. È un bambino.

Se mi dan torto, mi viene il nervoso, se mi dan ragione, mi viene il nervoso lo stesso. Sian che mi dian torto sia che mi dian ragione, mi viene il nervoso.

Noi, da piccoli, negli anni sessanta, c’era il maestro di musica, col pianoforte, che ci faceva cantare Fratelli d’Italia. Stringiamoci a coorte, siam pronti alla morte. Avevamo sei anni.

Avevo da far delle cose,
però,
invece,
non so com’è,
è andata a finire
che ho passato la mattinata
a darmi dell’importanza.
