Poco fa
Poco fa volevo cercare nel mio computer un file che si chiama Birkenau e mi sono detto, nella mia testa, «Kierkegaard». Invece era Birkenau.
Poco fa volevo cercare nel mio computer un file che si chiama Birkenau e mi sono detto, nella mia testa, «Kierkegaard». Invece era Birkenau.

Sul sito del salone del libro di Torino (clic) mi presentano come scrittore e poeta emiliano, che io, ringrazio, ma mi sembra un po’ troppo.


Ma così, per far succedere qualcosa, domenica mattina non succede mai niente, ho cominciato a leggere un libro di 952 pagine (più XXII pagine di introduzione). Ne ho già lette 6 pagine, si leggono bene.

Allora. Io ho delle matite polacche e degli album da disegno polacchi, vorrei riempire gli album di matite che si disegnano, cioè disegnare delle matite che disegnano delle matite, finché non finisce lo spazio. Mi piacerebbe molto, solo che non ho tempo

Per quanto sia difficile dire le cose indubbiamente, mi sento di dire che, indubbiamente, la maggior parte delle volte, un foglio senza scritto niente è meglio di un foglio con su scritto qualche cosa, secondo me.

Volevo fare un appello.
Volevo pregare quelli che portano
la pubblicità
di non suonare il mio campanello.
Grazie.

Hanno inventato anche le pastiglie
per lavare la lavastoviglie.

Come arricchisci, come mi arricchisci!
C’erano alcuni tra i più ricchi di Italia
e io ho detto «sono al suo servizio»,
e hanno pensato «è più ricco di noi».
Olimpia ebbe il più grande degli dèi,
Efeso Artemide criselefantina,
io ho un telefono e chiamo questo numero
e tu rispondi e dici «sono io».
[J. Rodolfo Wilcock, Poesie, Milano, Adelphi 1996, p. 107]

