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Ormai

mercoledì 15 febbraio 2017

Oggi ho anche messo fuori il bidoncino dell’umido, vuol dire che sto quasi bene, ormai.

Una proposta di legge

lunedì 1 agosto 2016

Invece di abolire le province, perché non aboliamo il mondo?

Quartine supersoniche (Francesca Genti)

mercoledì 25 maggio 2016

QUARTINE SUPERSONICHE

l’amore che io provo supersonico
è qualcosa che non so spiegare
è l’amore della sonda nello spazio
quando scopre un nuovo corpo astrale

l’amore che io provo licantropico
è una cosa che mi fa ululare
è lo sguardo della lupa verso il cucciolo
quando trova qualcosa da mangiare

l’amore che io provo cannibalico
è un istinto che non puoi domare
è il bolo del poeta quando mastica
due parole buone per rimare

l’amore che io provo mostruoso
certe volte mi fa vergognare
è la donna scimmia danzatrice
mentre balla alla festa parrocchiale

è il lupo l’ufo il commensale
che non sa fare conversazione,
è le sere di quando da bambino
ti mettevano da solo in punizione.

[Una poesia inedita di Francesca Genti (grazie)]

Scrivi scrivi

sabato 27 febbraio 2016

Manganell

Scrivi scrivi
se soffri adopera il tuo dolore:
prendilo in mano, toccalo,
maneggialo come un mattone,
un martello, un chiodo,
una corda, una lama;
un utensile insomma.
Se sei pazzo, come certamente sei,
usa la tua pazzia: i fantasmi che affollano la tua strada
usali come piume per farne materassi;
o come lenzuoli pregiati
per notti d’amore;
o come bandiere di sterminati
reggimenti di bersaglieri.

[Giorgio Manganelli, Poesie, Milano, Crocetti 2006, p. 184]

Osservazioni

mercoledì 20 gennaio 2016

Dopo poi volevo dire che c’è tutta una letteratura e anche due, delle volte, letterature.
Non so, per esempio: letteratura francese; letteratura russa.

Esperienze

lunedì 18 gennaio 2016

Sto facendo un’esperienza stranissima, sto diventando vecchio.

Scempi

venerdì 15 gennaio 2016

Io,
se posso scrivere la parola
echeggiare,
la scrivo,
e anche accelerare,
e abbrutire,
anche,
mi viene da dire.

Poi

lunedì 23 novembre 2015

Avete delle domande?
Sì, volevo chiedere,
io ormai sono quarant’anni,
che batto a macchina,
o al computer,
che poi è la stessa cosa,
più o meno,
e più vado avanti
più dovrei imparare,
a battere a macchina,
o al computer,
e meno refusi dovrei fare,
invece più vado vado avanti
e più refusi faccio,
come mai?

Ma io mi sciolgo davanti a uno snack-bar

venerdì 3 aprile 2015

J. Rodolfo Wilcock, Poesie

Ma io mi sciolgo davanti a uno snack-bar
se solo so che ci sei dentro tu,
e ho fatto verniciare d’oro il telefono
perché una volta mi hai chiamato tu.
Perciò ho deciso di regalarti gli Oceani,
fuori si intende dalle acque territoriali,
l’Atlantico, il Pacifico, l’Indiano,
e insieme a queste ingenti masse d’acqua
salata l’Artico e i Mari del Sud
con tutte le isole nuove disabitate,
che da lontano sembrano così verdi
per quanto, immagino, saranno piene di vipere.

[J. Rodolfo Wilcock, Poesie, Milano, Adelphi 1996 (3), p. 193]

martedì 24 febbraio 2015

Ieri, a un certo momento, volevo dire Comunione e liberazione, mi veniva da dire Rifondazione comunista. Avevo presente che non era esattamente la stessa cosa, ma era come se fossero insieme, in una qualche cesta, dentro la mia testa.