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Tutto il pomeriggio

domenica 28 settembre 2014

Ieri e oggi abbiamo fatto i primi due incontri del seminario dal quale dovrebbe saltar fuori un libretto che si dovrebbe chiamare Repertorio dei matti della città di Bologna e oggi pomeriggio, per tre volte, ho avuto la tentazione di dire una cosa che dicono a Parma e non l’ho poi detta e la cosa era Essere bianco e rosso come un telegramma, che quando lo dicono a Parma vuol dire essere molto pallido che adesso l’ho detta era tutto il pomeriggio, che volevo dirla.

21 settembre – Parma

domenica 21 settembre 2014

Domenica 21 settembre,
a Parma,
al circolo Arci colombofili,
in strada dei Mercati 15/d,
alle 19
letture su Parma (da Mo mama e
da Mi compro una Gilera)
incrociate con letture su Parma
di Giancarlo Ilari.

Due cose

venerdì 8 agosto 2014

Allora due cose: oggi, per venti minuti, ho perso il passaporto e sono stato molto contento, oggi, quando l’ho ritrovato; invece ieri, a Parma, ho letto un capitolo di Mo mama che si intitola Il sordo e parla di un signore che si chiamava Bruno Lucchini che lavorava in un’osteria, a Parma, dove negli anni trenta «A fäv’n andär sinch o séz gat tutt i lundì», Facevano andare cinque o sei gatti tutti i lunedì, e poi nel ’38 aveva aperto un’altra osteria con cucina che si chiamava Dal sordo e che è rimasta aperta fino al 1990, quando poi il sordo è morto, e dopo che ho letto questo capitolo alla fine è intervenuto un signore che ha detto che lui il sordo l’aveva conosciuto, e che, abitava lì vicino, ci andava spesso, nella sua osteria, che era un posto, l’osteria Dal sordo, a Parma, dove negli anni ottanta era ancora possibile farsi preparare, su ordinazione, il gatto, ha detto questo signore.

7 agosto – Parma

giovedì 7 agosto 2014

Giovedì 7 agosto, 
a Parma,
al circolo Arci Colombofili
di strada dei Mercati 15/d,
alle 18 e 30
si parla di Mo mama
(da chi vogliamo essere governati)

Ma

giovedì 26 giugno 2014

Unknown

 

 

 

 

Sta cominciando una cosa, a Parma, che si chiama Taste of Future, e che vuole accreditare, come si dice, Parma come «Città del buon gusto». Siccome la cosa la fanno a Parma, ed è pubblicizzata dal comune di Parma, a me sembrerebbe una cosa di dubbio gusto il fatto di dire di sé «Noi siamo la città del buon gusto», se non fosse che io, ogni volta che sento parlare di Buon gusto, mi viene in mente, a parte quel fincipit che dice «Una rotonda sul mare, è mia sorella che nuota», a parte quello, quando sento parlare di Buon gusto mi viene in mente un saggio di Gleizes e Metzinger del 1912, se non ricordo male, che si intitola Du cubisme, Sul cubismo, se non ricordo male, e in quel saggio lì i due pittori cubisti Gleizes e Metzinger scrivevano che era finita l’era del buon gusto e del cattivo gusto e che c’era solo il gusto. Nel 1912, 102 anni fa.

Bianco e rosso

sabato 21 giugno 2014

A Parma, per dire che uno era molto pallido dicevano Bianco e rosso come un cinese, o Bianco e rosso come un telegramma o Bianco e rosso come i poveri morti.

82.500

giovedì 8 maggio 2014

Io di politica, devo dire, ne so poco, e quel poco che so non lo so proprio di politica nel senso che si dà normalmente alla parola, lo so forse di politica nel senso che le do io, alla parola: se penso, per esempio, al 25 aprile, che è stato la settimana scorsa, a me viene in mente una poesia di Nino Pedretti che si intitola I partigiani e che fa così: «Non è per via della gloria, / che siamo andati in montagna, / a fare la guerra. / Di guerra eravam stanchi, / di patria anche. / Avevamo bisogno di dire: / lasciateci le mani libere, / i piedi, gli occhi, le orecchie; / lasciateci dormire nel fienile, / con una ragazza. /Per questo abbiam sparato, / ci siam fatti impiccare, / siamo andati al macello / col cuore che piangeva, / con le labbra che tremavano. / Ma anche così sapevamo / che di fronte a un boia di fascista / noi eravam persone, e loro marionette». Ecco, per me, è bellissima l’idea di andare al macello per aver le mani libere, per dormire nel fienile, con una ragazza, e a me sembra che sian quelle, le cose per cui vale la pena andare al macello: aver le mani libere, i piedi, gli occhi, le orecchie, e dormire in un fienile, con una ragazza; non il sol dell’avvenire, non la repubblica, non la costituzione, il fienile che c’è lì, dietro casa, e le mani, e gli occhi e le orecchie che ho io, adesso.

Allora quando mi dicono, per esempio, che un politico italiano contemporaneo che si chiama Beppe Grillo sta provando a muoversi in modo da conquistare, alle imminenti elezioni europee, i voti degli elettori di centrodestra rimasti orfani (o quasi orfani) di un altro politico italiano contemporaneo che si chiama Silvio Berlusconi e che, per via di alcuni problemi suoi personali, non si può presentare più candidato né alle imminenti europee né, probabilmente, alle future elezioni politiche, quando mi dicono così a me vien da pensare “Eh”. E non so cosa dire. Continua a leggere »

Due cose e una prospettiva

lunedì 5 maggio 2014

La prima cosa è che oggi, lunedì, allegato all’Unità esce Left con un pezzo dove si immagina che l’Italia, tra vent’anni, sia come Parma. La seconda cosa, che a Parigi, vicino al Centre Pompidou, all’angolo di Rue Saint-Merri c’è un bistrot che sulla vetrina c’è scritto che lì fanno gli spaghetti alla bolognese che sono un piatto, come si sa, che a Bologna non l’ha mai mangiato nessuno. La prospettiva è che oggi, poi, quando mi sveglio: Eurodisney.

Questa settimana

martedì 22 aprile 2014

Un signore ha dichiarato che lui fa parte di «una squadra di persone eccezionali» che sta portando avanti «un duro lavoro» in mezzo a «difficoltà enormi». Che uno, a leggere queste dichiarazioni, pensa che sia un esploratore artico, o antartico, o un alpinista estremo, se esistono gli alpinisti estremi, oppure non so, un archeologo in un qualche deserto, invece è un ragioniere che si chiama Gabriele Folli e fa l’assessore all’ambiente del comune di Parma, che è, il comune di Parma, una fonte infinita di notizie stupefacenti.

21 febbraio – Parma

venerdì 21 febbraio 2014

Venerdì 21 febbraio,
a Parma,
al Teatro Europa,
in via Oradour, 14
La Svizzera,
lettura integrale,
comincia alle 21,
dura un’ora e mezzo,
costa 8 euro,
per informazioni e
prenotazioni: clic