Bologna e Parma

lunedì 18 20 Novembre19

Nello spettacolo Se mi dicono di vestirmi da italiano, non so come vestirmi, io dico che a Parma, tra le altre cose, si mangia meglio, che a Bologna, e ieri sera, alla fine dello spettacolo, una signora mi ha fermato mi ha detto Guardi, volevo dirle che ha ragione, a Parma si mangia proprio meglio, che a Bologna. Grazie, le ho detto io.

La differenza tra Parma e Broadway

domenica 20 20 Ottobre19

Ieri, a Bologna, c’era il drammaturgo russo Ivan Vyrypaev, che presentava l’edizione italiana delle sue opere, intitolata Teatro. L’introduzione di quel libro, di Fausto Malcovati, comincia così: «Non leggete questi testi. Parola dell’autore. Il teatro non si legge. Lo si va a vedere». E Vyrypaev ha detto che qualche giorno fa, a Parma, una signora gli ha detto: «Ma io, i suoi testi, li recito io, nella mia cucina». E che l’idea di questa signora di Parma che recitava nella sua cucina l’ha colpito così tanto che, a Broadway, lui, come tutti i drammaturghi del mondo vorrebbe che i suoi spettacoli fossero messi in scena a Broadway, ma quella signora che recita da sola in una cucina di Parma è meglio di Broadway, ha detto ieri Vyrypaev.

Due posti

venerdì 15 20 Febbraio19

Ho scoperto stasera che, nello slang dei giovani pietroburghesi, sigaretta si dice сига, cioè siga, come a Parma.

Ieri, a Parma

sabato 10 20 Novembre18

Ieri, a Parma, alla libreria Mondadori, in piazza Ghiaia, ho letto, tra le altre cose, questa parte della Grande Russia portatile:

In un libro di Sergej Dovlatov a un certo momento si legge:

Questa cosa è successa all’accademia d’arte drammatica di Leningrado. Si era esibito davanti agli studenti il noto chansonnier francese Gilbert Becaud. Alla fine l’esibizione era finita. Il presentatore si era rivolto agli studenti.
– Fate delle domande.
Tutti avevan taciuto.
– Fate delle domande all’artista.
Silenzio.
E allora il poeta Eremin, che si trovava in sala, aveva detto, ad alta voce:
– Chèl òr ètìl? (Che ore sono?)
Gilbert Becaud aveva guardato l’orologio e aveva risposto, gentilmente:
– Le cinque e mezza.
E non si era offeso.

Ecco. La Russia di Dolvatov non era la Russia triste, seria e noiosa che in Italia si immaginava che fosse, la Russia di Dovlatov era un posto che mi sembrava di essere in un bar della periferia di Parma, con degli asini che erano simili, secondo me, agli asini parmigiani che conoscevo io.

Dopo, alla fine della presentazione, ho chiesto Avete delle domande? E una signora mi ha chiesto Quelle heure est-il? E io ho risposto Dix-neuf heures vingt cinq.
Buongiorno.

9 novembre – Parma

venerdì 9 20 Novembre18

Venerdì 9 novembre,
alle 18 e 30,
a Parma,
in Piazza Ghiaia 41/A,
alla libreria Mondadori,
La grande Russia portatile.

Tecniche narrative

lunedì 27 20 Agosto18

Vorrei raccontare il mio pomeriggio di ieri con la tecnica dell’io narrante in prima persona.
Ieri sono stato allo stadio Dall’Ara, a Bologna, a vedere il Parma contro la Spal, e è stata una partita bruttissima e commovente.
Prima che cominciassero a giocare, hanno suonato l’inizio dell’inno della serie A, e io mi son chiesto se piace a qualcuno, al mondo, l’inno della serie A. E mi son risposto che non lo so.
E poi il Parma ha perso.
E io mi son chiesto, prima che il Parma perdesse, prima ancora che andasse in svantaggio, come mai mi commuove, il calcio.
E mi sono risposto che non lo so.
E che mi interessa, un po’.
E questo era il mio pomeriggio di ieri raccontato con la tecnica dell’io narrante in prima persona.
Arrivederci.

9 maggio – Parma

mercoledì 9 20 Maggio18

Mercoledì 9 maggio,
a Parma,
alla libreria Diari di Bordo,
in Borgo Santa Brigida, 9,
alle 18 e 30 (credo),
presento Fare pochissimo
con Caterina Bonetti.

Il dolce far niente, i trafori e le start up

mercoledì 2 20 Maggio18

[Copio qua sotto il discorso sul lavoro che ho fatto ieri a Parma (è un po’ lungo)]

Buongiorno, io mi chiamo Paolo Nori, scrivo dei libri, e cinque anni fa, nel 2013, tra marzo e aprile, è stato il picco della mia popolarità, popolarità che non dipendeva da una cosa che avevo scritto, ma dal fatto che avevo picchiato la testa ero finito in ospedale e era girata la voce che ero morto: avevo fatto una cosa come si deve, morire, ed ero giustamente diventato molto popolare, nei limiti delle mie possibilità, e una delle conseguenze di questa popolarità era stato il fatto che mi avevano invitato a Roma, il primo maggio, al concerto dei sindacati, a fare un breve discorso sul lavoro che io gli avevo detto che io però, per un tratto del mio carattere che potremmo definire bastiancontrarite, avrei preferito fare l’elogio del riposo, il primo maggio, e difatti l’avevo poi fatto.
E avevo parlato di una cosa che adesso ne parliamo ma intanto volevo dire che sono molto contento di essere a Parma, che io, sono nato a Parma, e ho abitato per trent’anni a Parma, adesso è un po’ che non ci abito più, ma uno di Parma, anche se non abita a Parma, resta sempre di Parma, anca s’le n’strajé, che io, a s’era strajé anche quando abitavo a Parma, me lo diceva sempre mia nonna, t’si pran strajé, che strajé, lo dico per i non alloglotti, vuol dire, letteralmente, sparpagliato, ma vale anche per disordinato, che è quello che intendeva mia nonna e per In esilio, che è quello che sono a Bologna, praticamente. Continua a leggere »

1 maggio – Parma

martedì 1 20 Maggio18

Martedì primo maggio
a Parma,
al parco ex eridania,
alle 16 e 30, circa,
leggo un discorso sul lavoro
(dura 20 minuti)

Buongiorno

lunedì 30 20 Aprile18

Buongiorno, io mi chiamo Paolo Nori, scrivo dei libri, e cinque anni fa, nel 2013, tra marzo e aprile, è stato il picco della mia popolarità, popolarità che non dipendeva da una cosa che avevo scritto, ma dal fatto che avevo picchiato la testa ero finito in ospedale e era girata la voce che ero morto: avevo fatto una cosa come si deve, morire, ed ero giustamente diventato molto popolare, nei limiti delle mie possibilità, e una delle conseguenze di questa popolarità era stato il fatto che mi avevano invitato a Roma, il primo maggio, al concerto dei sindacati, a fare un breve discorso sul lavoro che io gli avevo detto che io però, per un tratto del mio carattere che potremmo definire bastiancontrarite, avrei preferito fare l’elogio del riposo, il primo maggio, e difatti l’avevo poi fatto.

[Inizio del discorso sul lavoro da fare a Parma il primo maggio, che poi sarebbe domani]