Il 2 settembre a Parma

giovedì 26 agosto 2010

baldini

perché le cose si rinnovano, non sono mai le stesse, i vasetti della marmellata, che li tengo da conto anche quelli, ogni tanto cambiano le etichette, anche delle volte la forma, ma le etichette più spesso, e le fanno sempre più colorate, sono sempre più belle, anche i succhi di frutta, che una volta li facevano in quelle bottigliette, che a me mi piacevano, ne tengo una distesa sopra il comò, che così è come un gran sopramobile, tutte bottigliette, adesso invece i succhi li fanno nelle scatole di cartone, ogni scatola la sua cannuccia, di plastica, che puoi bere con la cannuccia, e anche questi cartoni, questi cartoncini, li cambiano, li fanno sempre più, perché devono attirare, se li devi comprare, ti devono colpire, ma anche le medicine, dice, come le medicine, che scadono, bene, ma io non le prendo mica, le tengo da conto, e così vedo anche il cambiamento, che la confezione la rimodernano, continuamente, la fanno sempre più elegante, che è una cosa però che io non la capisco, perché non è la confezione che deve attirare, non è che tu prendi una medicina perché si presenta bene, perché la scatola è fine, non è che uno cambia medicina, dice, questa basta, non la prendo più, prendo quest’altra che è più bella, non è neanche che le farmacie abbiano nelle vetrine tutte queste medicine, che tu ti fermi, guardi, scegli, mi piacerebbe quella lì, o no, forse è meglio quest’altra, è più bellina quest’altra, te lo dice il dottore la medicina che devi prendere, però, cosa vuoi che ti dica, cambiano anche le medicine,che forse anche quella è una cosa che ha il suo effetto, chi lo sa, forse c’entra la psicologia, magari una medicina bella, che la devi prendere, devi prendere quella, te l’ha detto il dottore, te l’ha scritta nella ricetta, ma forse se è anche bella ti fa anche più bene, la psicologia è una cosa misteriosa, l’animo umano

[Raffaello Baldini, La fondazione, cit., p. 41; giovedì 2 settembre, alle 21, davanti alla biblioteca civica di Parma, in vicolo Santa Maria, Giuseppe Belosi la legge tutta nell'ambito della Festa al museo Guatelli, clic]

Fiori

mercoledì 23 giugno 2010

L’incontro doveva essere nel cortile d’onore, solo che c’era il rischio che piovesse, allora l’hanno spostato al primo piano. Mentre salgo al primo piano c’è uno con la cravatta rossa e i jeans che mi chiede permesso e mi passa davanti. Molto magro, dei jeans sotto una giacca blu, e una cravatta rossa. Ho appena incontrato il mio allenatore di calcio di quando avevo nove anni, mi ha riconosciuto lui. Eran trent’anni che non lo vedevo. Nel venire in qua ho incontrato anche il direttore delle biblioteche, che pensavo mi avesse salutato allora l’ho salutato anch’io, invece non aveva salutato me, aveva salutato una signora con un completo verde giacca e pantaloni con dei fiori bianchi stampati e un trolley rosa. Nel cortile ho incontrato anche una fotografa, la vedo sempre quando vengo a Parma, le ho chiesto com’è il festival, mi ha detto che c’è meno gente degli anni scorsi, le sembra. Sto per entrare, c’è uno con una cravatta rossa e dei jeans che viene in senso opposto e dice «Scusate scusate». Mi faccio da parte lo lascio passare. Mi siedo in fondo, ultima fila, ultimo posto a sinistra e mi metto guardare la gente che entra, un signore con delle braghe gialle e un maglione rosso, un uomo con degli stivaletti a punta e delle braghe di cotone color crema con una stranissima cerniera su una gamba, all’altezza del ginocchio, e una giacca nera di lino e un maglione blu di cotone, e dietro di lui una signora con un completo verde giacca e pantaloni con dei fiori bianchi stampati e un trolley rosa che mette contro il muro. Parte una musica, un pianoforte, qualcosa di classico, non saprei dire cosa. Una bella ragazza, alta, mora, una poetessa, verrebbe da dire, entra in sala e si va a sedere di fianco a quello con la cerniera sul ginocchio. Non si parlano ma si capisce che sono insieme. Sono le 17 e 58. Il soffitto è di legno, capriate in legno, la sala sarà alta cinque metri. «Di chi è questo trolley?», si sente dire, mi volto, è uno con una cravatta rossa, una giacca blu e dei jeans che si guarda in giro con un tono di severità come se fosse il padrone. Arriva di corsa una signora con un completo verde giacca e pantaloni con dei fiori bianchi stampati. Parlottano, poi spostano il trolley rosa proprio di fianco a me, e quello con la cravatta rossa dice «Ha visto? Qui non dà fastidio a nessuno». «Ma pensa, – dice la signora coi fiori bianchi stampati, – lei ha proprio un gran senso pratico, bravo». «Cos’è il genio, – dice quello con la cravatta rossa, – se non improvvisazione e un pizzico di sregolatezza?». «Eggià», dice la signora, ma lo dice intanto che è già ripartita verso le prime file e con un tono come per dire «Ma smettila ». Entrano i relatori. Applauso. Continua a leggere »

Questo è importante

domenica 20 giugno 2010

Ieri sera son stato a Parma, al Festival della poesia, all’auditorium Paganini. Sul palco c’era un signore che parlava di Pascoli. A un certo punto ha detto Questo è importante: Pascoli è morto di cirrosi epatica. Dopo ha detto: La poesia ha una cosa, importante, che trasmette dei sentimenti. Dopo ha detto: La poesia è bambina: è legata al quel bambino che ci portiamo dentro.

Mi son ricordato

mercoledì 6 gennaio 2010

Quando abitavo a Parma, un paio di anni fa, avevo davanti alle mie finestre un campo di calcetto, e certe sere mi mettevo a guardar le partite. Una sera c’eran due squadre di immigrati, slavi, a sentir la parlata, e il portiere di una delle due squadre, quello più vicino alle mie finestre, intanto che giocava fumava.

Delle cose

venerdì 27 novembre 2009

Son stato a Trento, poi son stato a Parma. A Trento ho imparato che in Germania occidentale, quando c’era la DDR, gli scrittori della DDR non si potevano chiamare gli scrittori della DDR, si dovevano chiamare Gli scrittori che vivono a destra dell’Elba, o qualcosa del genere. A Parma ho visto che hanno fatto il museo del culatello, o qualcosa del genere.
Dopo, tornato a casa, ho visto che hanno messo questa cosa qua

12 dicembre - Parma

mercoledì 25 novembre 2009

Sabato,
12 dicembre,
a Parma,
alla biblioteca Civica,
in vicolo S. Maria, 5
dalle 10 alle 12 e 30
faccio il bibliotecario

5 giugno - Parma

mercoledì 30 settembre 2009

Sabato 5 giugno,
a Parma,
al Centro Argonne,
in via Argonne, 4,
alle ore 16,
breve discorso sull’anarchia
dentro una cosa intitolata
Il senso dell’utopia nel 2010,
con
Massimiliano Ilari,
Paolo Nori,
Franco Bertoli Colby,
Mario Vighi,
Massimo Ortalli

5 giugno - Parma

martedì 29 settembre 2009

Sabato 5 giugno,
a Parma,
alla libreria Coop,
al centro Torri,
in via San Leonardo, 69,
alle ore 18,
presentazione dei Malcontenti

La Gazzetta

sabato 29 agosto 2009

Son stato a Collecchio, con mia mamma, che mi ha regalato la sua copia della Gazzetta di Parma, e l’ho letta a tornare indietro in treno e ho letto che Pietro Vignali, il sindaco, quello che il suo collega assessore Lavagetto aveva pubblicamente definito, nel corso della passata campagna elettorale, Un deficiente, ha querelato per diffamazione tre ragazzi che si erano iscritti a un gruppo di facebook creato lo scorso inverno per parlare del piano neve avviato dall’amministrazione comunale di Parma. E i ragazzi denunciati, scrive la Gazzetta di Parma, in occasioni diverse, avevano fatto battute al vetriolo sul sindaco, ironizzando sul piano neve del comune e attribuendo alla parola neve il significato che normalmente le si dà quando non si parla di eventi atmosferici, e cioè riferendosi alla cocaina, scrive la Gazzetta, e scrive che la pena prevista per il reato di diffamazione va da sei mesi a tre anni di carcere, con l’aggravante per offese a carico di una carica politica.
Dopo, sulla Gazzetta di oggi, nella pagina delle lettere, c’è una lettera dell’Assessore al Welfare Lorenzo Lasagna (che in un gruppo di Facebook viene definito Quello sfortunato di Lasagna), e questa lettera, che è una lettera dove si usa un numero impressionante di volte il pronome relativo cui, finisce così: un altro impegno da cui non intendiamo sottrarci.
Poi, sempre sulla Gazzetta di oggi, in una pagina intitolata La città e la cultura (pagina 8), c’è il programma di una rassegna intitolata Settembre italiano alla quale partecipa, il 4 settembre, alle 20.30, in piazza Garibaldi, Alain Elkann, che parlerà del tema Valorizzare la cultura. Per chi non può, il giorno prima, stessa ora stesso luogo, c’è Paolo Brosio che parla del tema Incontrare la fede. Io sono in Sardegna altrimenti l’incontro con Elkann era un incontro da cui non intendevo sottrarmi.