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9 maggio – Parma

mercoledì 9 maggio 2018

Mercoledì 9 maggio,
a Parma,
alla libreria Diari di Bordo,
in Borgo Santa Brigida, 9,
alle 18 e 30 (credo),
presento Fare pochissimo
con Caterina Bonetti.

Il dolce far niente, i trafori e le start up

mercoledì 2 maggio 2018

[Copio qua sotto il discorso sul lavoro che ho fatto ieri a Parma (è un po’ lungo)]

Buongiorno, io mi chiamo Paolo Nori, scrivo dei libri, e cinque anni fa, nel 2013, tra marzo e aprile, è stato il picco della mia popolarità, popolarità che non dipendeva da una cosa che avevo scritto, ma dal fatto che avevo picchiato la testa ero finito in ospedale e era girata la voce che ero morto: avevo fatto una cosa come si deve, morire, ed ero giustamente diventato molto popolare, nei limiti delle mie possibilità, e una delle conseguenze di questa popolarità era stato il fatto che mi avevano invitato a Roma, il primo maggio, al concerto dei sindacati, a fare un breve discorso sul lavoro che io gli avevo detto che io però, per un tratto del mio carattere che potremmo definire bastiancontrarite, avrei preferito fare l’elogio del riposo, il primo maggio, e difatti l’avevo poi fatto.
E avevo parlato di una cosa che adesso ne parliamo ma intanto volevo dire che sono molto contento di essere a Parma, che io, sono nato a Parma, e ho abitato per trent’anni a Parma, adesso è un po’ che non ci abito più, ma uno di Parma, anche se non abita a Parma, resta sempre di Parma, anca s’le n’strajé, che io, a s’era strajé anche quando abitavo a Parma, me lo diceva sempre mia nonna, t’si pran strajé, che strajé, lo dico per i non alloglotti, vuol dire, letteralmente, sparpagliato, ma vale anche per disordinato, che è quello che intendeva mia nonna e per In esilio, che è quello che sono a Bologna, praticamente. Continua a leggere »

1 maggio – Parma

martedì 1 maggio 2018

Martedì primo maggio
a Parma,
al parco ex eridania,
alle 16 e 30, circa,
leggo un discorso sul lavoro
(dura 20 minuti)

Buongiorno

lunedì 30 aprile 2018

Buongiorno, io mi chiamo Paolo Nori, scrivo dei libri, e cinque anni fa, nel 2013, tra marzo e aprile, è stato il picco della mia popolarità, popolarità che non dipendeva da una cosa che avevo scritto, ma dal fatto che avevo picchiato la testa ero finito in ospedale e era girata la voce che ero morto: avevo fatto una cosa come si deve, morire, ed ero giustamente diventato molto popolare, nei limiti delle mie possibilità, e una delle conseguenze di questa popolarità era stato il fatto che mi avevano invitato a Roma, il primo maggio, al concerto dei sindacati, a fare un breve discorso sul lavoro che io gli avevo detto che io però, per un tratto del mio carattere che potremmo definire bastiancontrarite, avrei preferito fare l’elogio del riposo, il primo maggio, e difatti l’avevo poi fatto.

[Inizio del discorso sul lavoro da fare a Parma il primo maggio, che poi sarebbe domani]

16 febbraio – Radio 3

venerdì 16 febbraio 2018

Venerdì 16 febbraio,
a Radio 3,
alle 17,
parliamo di Parma
Capitale della cultura
nel 2020

Il comodo aeroporto di Parma

domenica 29 ottobre 2017

L’altro giorno, tornando da Cagliari, sono stato, per la prima volta in vita mia, all’aeroporto di Parma. C’era solo il nostro aereo, e quando siamo usciti non c’era neanche un taxi. Io ero il primo nella fila dei taxi, e dopo cinque minuti che eravamo lì a aspettare ho sentito quello dietro di me che chiamava per prenotare un taxi. Allora ho guardato il cartello, c’era un numero di telefono, al quale chiamare. Allora ho chiesto a quello dietro di me dove andava, doveva andare in stazione, come me, gli ho chiesto se potevamo andare insieme, mi ha detto di sì. Anche una signora si è aggregata, siamo montati in tre, la signora ha chiesto al tassista come mai non c’erano taxi, il tassista ha detto «Non arrivan gli aerei, cosa ci andiamo a fare, in aeroporto? C’è un aereo ogni morte di papa. Ci andiamo ogni tanto per fa la pipì. È comodo, per far la pipì, è un bel posto».

3 settembre – Parma

domenica 3 settembre 2017

Domenica 3 settembre,
alle ore 11.30,
presso l’Archivio-Museo CSAC,
all’Abbazia di Valserena,
in Strada Viazza di Paradigna, 1,
a Parma,
dentro il Festival Tutti matti per Colorno,
I repertori dei matti delle città di Bologna,
Milano, Torino, Roma, Cagliari, Parma, Andria,
Livorno, Reggio Emilia, Lucera e capitanata e Genova
con particolare riferimento al Repertorio dei matti della città di Parma
(insieme alla visita al museo, che è
dentro la certosa che forse è stata quella che Stendhal intendeva quando
scriveva della Certosa di Parma, costa 10 euro, con vari sconti possibili,
che saranno specificati tra qualche giorno sul sito dello Csac: clic, mi dicono che
i posti sono limitati e che è consigliata la prenotazione;
per informazioni e prenotazioni:
+39 0521 607791
servizimuseali@csacparma.it).

Cosa c’entrano, i tortellini?

domenica 6 agosto 2017

Io, probabilmente per via del fatto che son nato a Parma, e che ci ho abitato per più di trent’anni, devo dire che ho una relazione strana, con Parma e con i parmigiani, che si concretizza nel fatto che a me, i parmigiani, mi sembran della gente normalissima. Anche quel modo lì di parlare che abbiamo a Parma, con la erre che è la tipica erre di Parma, be’, secondo me, non è la tipica erre di Parma, è la erre normale, e quando mia figlia, per dire, che ha la erre di Parma, ha scoperto che quella erre ce l’hanno anche i francesi e ha detto che lei da grande avrebbe studiato il francese perché sapeva già una lettera, io ho pensato che aveva ragione.
Insomma, Parma, io, volevo dir quello, che Parma, io ho un rapporto strano, con Parma e con i parmigiani, e Parma è un posto che forse non riesco a guardarlo con l’obiettività e la misura con cui sono abituato a guardare le altre cose del mondo.
Le cose di Parma, per me, son delle cose più belle, che hanno più senso e fanno meno paura e, mi rendo conto che è stupido, forse, ma quando, un po’ di anni fa, un parmigiano era stato arrestato in Gran Bretagna reo confesso del delitto di aver ammazzato i suoi genitori, io mi ricordo che su dalla pancia mi era venuto un pensiero che avevo pensato «Be’, si vede che gli avevano fatto qualcosa».
Ecco, nonostante tutta questa premessa io devo dire che tutte le volte che, come il 3 agosto ultimo scorso, mi trovo nella stazione di Parma, io non la capisco, la stazione di Parma, mi sembra un posto senza senso.
Che se uno guarda le stazioni emiliane, a parte Bologna, che è il capoluogo, le altre stazioni di Modena Reggio Emilia e Piacenza (e anche Ferrara), son stazioni normali, stazioni alle quali siamo abituati fin da quando siam piccoli, a un piano, con i sottopassaggi, stazioni che servono per prendere i treni che portino i cittadini nei posti dove devono andare.
La stazione di Parma, no: la stazione di Parma di piani ne ha quattro, un pianterreno, due sotterranei e uno soprelevato che però è chiuso al pubblico per mancanza di visitatori.
La scala che dovrebbe portare al piano soprelevato è bloccata da dei vasi di fiori e da un cartello con la foto di una ragazza che guarda in macchina e sotto uno slogan che dice «Il viaggio comincia qui». Continua a leggere »

8 marzo – Parma

mercoledì 8 marzo 2017

Mercoledì 8 marzo,
a Parma,
al convitto Maria Luigia,
in Borgo Lalatta, 14,
alle 18,
Undici treni
(bisogna prenotare a
fradosi@libero.it).

18 febbraio – Parma

sabato 18 febbraio 2017

Sabato 18 febbraio,
alle 14 e 30
a Parma,
alla libreria Voltapagina,
in via Oberdan, 4
con Dario Costi
parliamo di
essere governati
e di da chi essere governati