Non dire niente
L’intervento di Paolo Albani al convegno sul nulla (clic).


L’altra settimana, a Pistoia, il libraio dello Spazio di via dell’Ospizio, Mauro, mi ha raccontato il modo in cui Paolo Albani, quando era docente di economia all’università, iniziava l’anno accademico. Saliva in cattedra, abbracciava, come si dice, con lo sguardo, l’aula magna gremita di matricole e diceva: «Economia. Econotua. Econosua. Econonostra. Econovostra. Econoloro. Da cui: Economista». Poi faceva una pausa, prolungata. Paolo Albani, che era presente a questo racconto, ha confermato.


In un’altra camera si trova l’inventore di un nuovissimo metodo di arare il suolo mediante maiali: in un terreno di circa 2300 mq si depositano, a distanza di sei pollici e alla profondità di otto piedi, ghiande, datteri, castagne e altre bacche o vegetali di cui sono ghiotti i maiali; poi si lasciano liberi più di seicento maiali che, per scovare il cibo, dissoderanno l’intero pezzo di terra così da renderlo idoneo alla semina, concimandolo allo stesso tempo con i rifiuti del loro corpo.
[Paolo Albani, Dizionario degli istituti anomali del mondo, cit., pagg. 16-17 (Lagado, Accademia di, ACL)]

Informi, Accademia degli (ACI) Omonima di quella istituita a Ravenna nel 1588 e attiva fino a tutto il Settecento, l’ACI nasce la sera del 14 giugno 1957 per iniziativa di Antonio Delfini. Nel suo Discours de Réception, Delfini dichiara:
Signori e Signore, oggi non c’è più niente di valido. Il mondo non esiste più e prove che il mondo sia mai esistito non ce ne sono. Le sole prove valide dell’esistenza di un tempo sarebbero i sogni. I sogni letterari, artistici, religiosi e politici… Il nostro programma accademico sarà quello di adattarci alla Rivolta, e per non avere fallimenti di tipo borghese (come quelli di Marinetti, Tzara ed altri) ci rifiutiamo di elaborare un programma. Gli illustri accademici da noi nominati, penseranno di indicarci via via le tracce necessarie per dare alla Chimera (al mondo, cioè, universale) un senso sempre più naturalmente illusorio, ma tale da farci credere per qualche momento in una realtà da concepirsi sostanziale.
Libera, gratuita, indefinita, senza sede, per quanto città Capitale sia eletta Livorno e capitale provvisoria Roma, senza statuiti né corpo accademico, con un Cancelliere generale nella persona del poeta Gaio Fratini, L’ACI ha come fine abbastanza settario quello di «restituire al caos il peccato originario della poesia».
[Paolo Albani, Dizionario degli istituti anomali del mondo, Quodlibet, Macerata 2009, p. 11]

Teoria dei brevilinei e longilinei: Elaborazione teorica secondo la quale in periodi di rallentamento economico vanno al potere uomini politici longilinei, cioè alti di statura, mentre in periodi di benessere economico salgono al potere individui brevilinei.
Sviluppata all’inizio del XX scolo da Amintore Fanfani, la teoria dei b. viene così esposta dal suo ideatore:
Quando gli odierni studi sui rapporti tra costituzione e carattere saranno giunti a risultati più generali, lo storico futuro del capitalismo affronterà senza dubbio la questione, domandandosi se, per caso, ai tanti fattori materiali e spirituali, che sembrano oggi poter spiegare la localizzazione geografica delle manifestazioni capitalistiche, non si debba aggiungere quello d’una diversa costituzione degli individui al potere; oppure, dato che successivamente popoli diversi si sono trovati alla testa dell’espansione capitalistica, alla spiegazione non debba contribuire la diversa e alterna evoluzione della costituzione individuale. Noi pensiamo che in ricerche future, sul nostro argomento, sarà tenuto largo conto del fatto che a una fase di attenuazione dell’attività economica nei paesi dell’Europa mediterranea corrisponde una andata al potere, come elementi delle classi dirigenti, di individui longilinei; mentre, nell’epoca del ravvivarsi della attività economica nei paesi dell’Europa atlantica, troviamo che le classi dirigenti sono costituite in prevalenza da brevilinei (Amintore Fanfani, Cattolicesimo e protestantesimo nella formazione storica del capitalismo, Milano, Società editrice Vita e Pensiero, 1934, p. 150).
[In Forse Queneau, Enciclopedia delle scienze anomale, di Paolo Albani e Paolo della Bella, con la collaborazione di Berlinghiero Buonarroti, Bologna, Zanichelli 1999, pp. 75-76]

Mi scrive Paolo Albani:
Caro Paolo, non vorrei sembrarti pedante ma in termini linguistici il fenomeno delle parole che significano due cose opposte si chiama enantiosemia, strano fenomeno di una parola che possiede significati opposti, un ossimoro condensato in un solo vocabolo, come la parola «STORIA» che può voler dire egualmente «resoconto vero di fatti reali» e «bugia», ed è perciò una parola bifida che coabita con il suo contrario, che racchiude in sé un «sosia perverso», un doppio negativo. Naturalmente, qui lo dico e qui lo nego. Ciao

Viene voglia di scrivere una guida a Vattelacaccia, a leggere questa cosa qui
