Dei fucili

mercoledì 22 agosto 2018

Vladimir Nabokov, Nikolaj Gogol'

Un famoso scrittore di teatro ha detto (probabilmente in stizzosa risposta a un rompiscatole che desiderava conoscere i segreti del mestiere) che se nel primo atto alla parete è appeso un fucile, nell’ultimo atto deve sparare. Ma i fucili di Gogol’ rimangono appesi a mezz’aria e non sparano – in sostanza, il fascino delle sue allusioni consiste proprio nel fatto che non hanno assolutamente nessuna conseguenza.

[Vladimir Nabokov, Nikolaj Gogol’, a cura di Cinzia De Lotto e Susanna Zinato, Milano, Adelphi 2014, p. 51]

Buongiorno

venerdì 17 agosto 2018

Tradurre è quella pratica che, quando ti svegli, sei stremato, e hai davanti come un muro. Tutto il giorno su per quel muro dritto. Una vita da lumache.

Abbastanza

mercoledì 15 agosto 2018

C’è un personaggio, nel Naso di Gogol’, la consorte del barbiere Ivàn Jàkovlevič, che Gogol’ ci dice che è «abbastanza rispettabile». Che è una meraviglia, un personaggio «abbastanza rispettabile».

Una frase di Gogol’

mercoledì 8 agosto 2018

Aveva visto, tutti insieme, tanti di quei vecchi, e semivecchi, rispettabili, con le decorazioni sopra ai frac, tante di quelle signore che camminavano leggere, orgogliose e graziose sul parquet, o sedevano in fila, aveva sentito tante di quelle parole francesi e inglesi, i giovani in frac erano pieni di tanta nobiltà, parlavano e tacevano con tanta dignità, talmente bene non dicevano niente di superfluo, scherzavano in un modo così maestoso, sorridevano così rispettosamente, avevano delle basette così superlative, con tanta abilità mettevano in mostra le proprie belle mani, mettendosi a posto la cravatta, le signore erano così aeree, così sprofondate in un autocompiacimento e un’estasi assoluti, abbassavano gli occhi in un modo così incantevole che… dal solo aspetto, mite, di Piskarëv, che, per la paura, si era appoggiato a una colonna, si capiva che si era completamente perso.

[È nella Prospettiva Nevskij]

Che strani caratteri

mercoledì 1 agosto 2018

Signore benedetto! Che strani caratteri si incontrano sulla prospettiva Nevskij! Ci sono un mucchio di persone che, quando vi incontreranno, vi guarderanno immancabilmente gli stivali e, quando li oltrepasserete, si volteranno per guardare le falde del vostro cappotto. Io, fino ad oggi, non son ancora riuscito a capire da cosa dipenda. All’inizio pensavo che fossero dei calzolai, invece però non era affatto così: nella maggior parte dei casi prestano servizio in un dipartimento, molti di loro sanno scrivere dei rapporti eccellenti, da un ufficio all’altro; o altrimenti sono persone che si occupano di passeggiate, o di leggere i giornali nelle pasticcerie, cioè, in breve: la maggior parte son delle persone come si deve.

A casa

lunedì 30 luglio 2018

Sono andato a correre, adesso vado a spedire due lettere, poi vado a far spesa, torno a casa mi faccio da mangiare, poi pulisco, poi metto a posto i documenti del secondo trimestre del 2018, che domani son da portare dal commercialista, poi ricomincio a tradurre i Racconti di Pietroburgo, che meraviglia, essere a casa.

24 giugno – Milano

domenica 24 giugno 2018

Domenica 24 giugno,
a Milano,
al Paolo Pini,
in Via Ippocrate, 45,
alle 21 e 45
Memorie di un pazzo di Gogol’
(ingresso libero, necessaria prenotazione
02.66200646 olinda@olinda.org)

Un matto

sabato 23 giugno 2018

Ho scoperto che la Cina e la Spagna sono la stessa identica terra, e solo per ignoranza vengono considerate due stati differenti. Consiglio a tutti di scrivere, apposta, su un foglio: “Spagna”, e verrà fuori: “Cina”. Ma io, però, sono straordinariamente amareggiato da un evento che deve succedere domani. Do- mani alle sette si compirà uno strano fenomeno: la terra si poserà sulla luna. Ne scrive il celebre chimico inglese Wellington. Confesso di aver provato un’agitazione di cuore, quando mi sono immaginato la straordinaria fragilità e la scarsa resistenza della luna. La luna di solito, la fanno ad Amburgo, infatti; e la fanno malissimo. Mi meraviglio che l’Inghilterra non faccia caso a questa cosa. La fa un bottaio zoppo, e si vede che è un asino, e non ha nessuna idea di cosa sia la luna. Ci ha messo una fune incatramata e una parte di olio vegetale. E così per tutta la terra che una puzza orribile, tanto orribile che bisogna tapparsi il naso. E è per quello che la luna è un globo così molle che la gente non ci può abitare, per niente, e lì adesso ci abitano solo i nasi. E è proprio per quello che non riusciamo a vederci i nostri nasi, perché i nasi son sulla luna. E quando mi sono figurato la terra come sostanza pesante che perciò, posandosi, avrebbe potuto ridurre in polvere i nostri nasi, mi ha preso un’inquietudine tale che, messe le calze e le scarpe, mi sono affrettato nella sala del consiglio di stato per ordinare alla polizia di non permettere alla terra di posarsi sulla luna. I cappuccini rasati che ho trovato in gran quantità nella sala del consiglio di stato, erano della gente molto intelligente, e quando ho detto: “Signori, salviamo la luna, per- ché la terra ci si vuol posare sopra” si sono precipitati tutti a esaudire il mio desiderio di monarca, e molti si sono ar- rampicati su per il muro per afferrare la luna; ma in quel momento è sbucato fuori il gran cancelliere. Vedendolo, si son tutti dispersi. Io, come re, son rima- sto solo. Ma il cancelliere, con mio grande stupore, mi ha picchiato col bastone e mi ha cacciato nella mia stanza. Tanto grande è il potere, in Spagna, delle usanze nazionali!

[Nikolaj Gogol’, Memorie di un pazzo, in Tre matti (la cosa che leggo domani a Milano, al Paolo Pini)]

Sulla prospettiva Nevskij

venerdì 22 giugno 2018

Qui incontrerete dei baffi incantevoli, che nessuna penna, nessun pennello ha mai ritratto; baffi ai quali è dedicata la migliore metà della vita, oggetto di lunghe veglie diurne e notturne, baffi sui quali sono stati versati i più deliziosi profumi e aromi e che sono stati unti con ogni specie di preziosissima e rarissima pomata, baffi che di notte vengono avvolti in sottile carta velina, baffi che sono oggetto della più commovente devozione dei loro possessori e che sono destinati a essere invidiati dai passanti.

[Nikolaj Gogol’, La prospettiva Nevskij]

A mezzogiorno sulla prospettiva Nevskij

giovedì 21 giugno 2018

A mezzogiorno sulla prospettiva Nevskij fanno incursione precettori di tutte le nazionalità con gli allievi coi colletti di batista. I Jones inglesi e i Coque francesi vanno a braccetto con gli allievi affidati alle loro paterne cure e, dignitosi, seri, spiegano che le insegne sopra ai negozi le hanno fatte perché sia possibile, grazie a loro, sapere cosa si trova nei negozi stessi.

[Nikolaj Gogol’, La prospettiva Nevskij]