14 aprile – Modena

venerdì 19 agosto 2011

Sabato, 14 aprile,
alla Galleria civica di Modena,
in corso Canalgrande, 103,
alle ore 18,
Si chiama Francesca, questo romanzo
e altri dieci romanzi con Learco Ferrari,
con Mirco Ghirardini al clarinetto.

14 aprile – Modena

giovedì 18 agosto 2011

Sabato, 14 aprile,
alla Galleria civica di Modena,
in corso Canalgrande, 103,
alle ore 21,
concerto dei nuovi Bogoncelli,
con Gabriele Bevilacqua,
Mirco Ghirardini,
Paolo Nori,
Marco Raffaini.

29 luglio – Modena

venerdì 29 luglio 2011

Venerdì 29 luglio,
a Modena,
ai Giardini,
alle ore 21 (credo),
La detestata soglia,
da un testo di Emilio Rentocchini,
musiche di Massimo Zamboni,
regia di Daria Menozzi,
riduzione a monologo e
voce di Paolo Nori

23 giugno – Modena

giovedì 23 giugno 2011

Giovedì 23 giugno,
a Modena,
in piazza XX settembre,
alle ore 21,
I martiri nostri son tutti sepolti,
discorso su Ciro Menotti

11 dicembre – Modena

sabato 11 dicembre 2010

Sabato 11 dicembre,
a Modena,
alla Biblioteca Delfini,
in Corso Canalgrande, 103,
alle ore 17,
Il bolide,
discorso sui malcontenti.

9 novembre – Modena

martedì 9 novembre 2010

Martedì 9 novembre
a Modena,
alla Galleria Civica
d’arte moderna,
al palazzo Santa Margherita,
in Corso Canalgrande, 103,
alle ore 21:15
I nuovi Bogoncelli
[Gabriele Bevilacqua (piano e strumenti strani)
Mirco Ghirardini (basso e danze)
Paolo Nori (tromba)
Marco Raffaini (fisarmonica)]

18 settembre – Modena

sabato 18 settembre 2010

Sabato 18 settembre,
alle ore 21,
a Modena,
dentro il festivalfilosofia
a Palazzo Santa Margherita,
nel chiostro,
lettura della
Donna di Picche
di Aleksandr Puškin
(che Dio l’abbia in gloria)

27 luglio – Modena

martedì 27 luglio 2010

Martedì 27 luglio,
ai giardini ducali di Modena,
intorno alle 21 e 50
(circa)
lettura di Nemmeno
discorso sull’anarchia,
la violenza dello stato
e la cura di sé
(credo).

Frontiere

domenica 15 novembre 2009

Incollo qua sotto l’introduzione al discorso sulle frontiere che leggo stasera a Modena

Allora le frontiere, io la prima cosa che ho pensato, che se uno magari va in Svizzera, no?, poi arrivato in Svizzera esce dalla macchina e si mette lì, nel mezzo di in un prato svizzero, dentro una valle svizzera, e si mette a vilipendere lo stato italiano, ma a voce alta, in modo che le montagne Svizzere, per come son fatte, che con la loro formazione particolare danno vita a quei fenomeni acustici conosciuti col nome di echi svizzeri, in modo che le montagne svizzere, dicevo, trasmettano questo vilipendo abbastanza lontano, adesso non dico in tutti e quattro i cantoni ma quasi, ecco se uno facesse così, per esempio, nessuno potrebbe dirgli niente, da un punto di vista legale, se non accusarlo di schiamazzi notturni, ma mettiam che lo faccia di giorno, mettiamo alle 16 e 30, che è un orario che anche nei condomini Svizzeri più rigorosi è un orario che si possono anche piantare dei chiodi per tener su dei quadri e anche sentire della musica rap e anche vilipendere ad alta voce uno stato straniero, che nessuno ti può dire niente, ecco per me è sempre stato un mistero il fatto che la stessa cosa, fatta in Svizzera, non comporta nessuna conseguenza, fatta in Italia, a venti chilometri di distanza, mettiamo che quella valle dove vi siete messi a vilipendere lo stato italiano si trovi a venti chilometri di distanza dal confine italiano, ecco, se voi vilipendevate venti chilometri prima, questo poteva comportare viceversa delle conseguenze anche gravi che si ripercuotevano anche sulla vostra fedina penale e anche sul vostro tempo libero, che magari andavate in galera. Continua a leggere »