domenica 15 novembre 2009
Incollo qua sotto l’introduzione al discorso sulle frontiere che leggo stasera a Modena
Allora le frontiere, io la prima cosa che ho pensato, che se uno magari va in Svizzera, no?, poi arrivato in Svizzera esce dalla macchina e si mette lì, nel mezzo di in un prato svizzero, dentro una valle svizzera, e si mette a vilipendere lo stato italiano, ma a voce alta, in modo che le montagne Svizzere, per come son fatte, che con la loro formazione particolare danno vita a quei fenomeni acustici conosciuti col nome di echi svizzeri, in modo che le montagne svizzere, dicevo, trasmettano questo vilipendo abbastanza lontano, adesso non dico in tutti e quattro i cantoni ma quasi, ecco se uno facesse così, per esempio, nessuno potrebbe dirgli niente, da un punto di vista legale, se non accusarlo di schiamazzi notturni, ma mettiam che lo faccia di giorno, mettiamo alle 16 e 30, che è un orario che anche nei condomini Svizzeri più rigorosi è un orario che si possono anche piantare dei chiodi per tener su dei quadri e anche sentire della musica rap e anche vilipendere ad alta voce uno stato straniero, che nessuno ti può dire niente, ecco per me è sempre stato un mistero il fatto che la stessa cosa, fatta in Svizzera, non comporta nessuna conseguenza, fatta in Italia, a venti chilometri di distanza, mettiamo che quella valle dove vi siete messi a vilipendere lo stato italiano si trovi a venti chilometri di distanza dal confine italiano, ecco, se voi vilipendevate venti chilometri prima, questo poteva comportare viceversa delle conseguenze anche gravi che si ripercuotevano anche sulla vostra fedina penale e anche sul vostro tempo libero, che magari andavate in galera. Continua a leggere »
lunedì 26 ottobre 2009

Io nella mia vita sono sempre stato così a Modena che delle volte mi dicevo che mi sarebbe piaciuto andare via per trent’anni, e magari tornare per vedere che effetto mi faceva. Per vari motivi sono dovuto andare a lavorare a Roma e ci sono rimasto per sei mesi e però tutti i venerdì pomeriggio alle cinque saltavo sull’Eurostar, che allora era una novità, e verso le nove di sera ero giù qua a Modena e soltanto una volta, un sabato e domenica, ero rimasto a Roma senza tornare a Modena, e lì a Roma, mi ricordo il pomeriggio al parco di villa Doria Pamphili, io mi chiedevo che cosa ci facevo lì. Se invece fossi tornato a Modena, e alla stessa ora del pomeriggio fossi stato la parco Amendola, probabilmente mi sarei chiesto ugualmente che cosa ci facevo lì, con lo stesso tono di voce interiore, ma anche con tutto un altro significato.
[Ugo Cornia, Giuliano Della Casa, Modena è piccolissima, Torinio, EDT 2009]
lunedì 17 novembre 2008
In un quaderno di un corso che abbiamo fatto qualche anno fa con Ugo Cornia in una scuola media della provincia di Modena, ho trovato una pagina che comincia così:
Documentario sulle specie sconosciute: IL FRATELLO.
Vivono in casa e sono piccolissimi.
martedì 28 ottobre 2008
Giovedì 30 ottobre,
a Modena,
al cinema Astra,
in Via Rismondo 27
(centro città),
alle ore 17,30,
presentazione del numero due dell’Accalappiacani
nell’ambito dei corsi della Facoltà di Lettere e Filosofia
dell’Università di Modena e Reggio Emilia.
Introducono il Preside della Facoltà,
Prof. Claudio Baraldi,
e il Prof. Franco Nasi.
Saranno presenti Carlo Bordone, Paolo Colagrande,
Ugo Cornia, Gianfranco Mammi
e Paolo Nori.
L’incontro è aperto al pubblico.
mercoledì 24 settembre 2008
Lunedì 17 novembre,
a Modena,
al Baluardo della Cittadella,
in Piazza Tien An Men, 5
alle ore 21,
I libri devono essere magri,
mostra portatile in forma di lettura
di e con
Giuliano Della Casa e Paolo Nori
(da un’idea di Solares fondazione delle arti
messa in libro da Tre Lune)
domenica 20 luglio 2008
Venerdì 26 giugno,
a Modena,
nel cortile dell’ex ospedale
di Sant’Agostino,
dentro un festival che si chiama
Direct digital,
alle ore 21 (circa)
c’è una serata,
intitolata
Le lacrime artificiali i pianti degli androidi
dove io credo che leggerò un
discorso sulla fantascienza
di circa 25 minuti