Crea sito

Mo mama

giovedì 22 agosto 2013

L’assessore all’ambiente del comune di Parma ha dato notizia del fatto che la raccolta differenziata, a Parma, è di poco superiore al 53 per cento e siccome il sindaco, in campagna elettorale, aveva detto chiaramente [in questo video, dopo 51 secondi: clic] che loro, cioè il MoVimento 5 stelle di Parma, avrebbero portato la raccolta differenziata, nel giro di un anno, al novanta per cento, io pensavo che l’assessore all’ambiente sarebbe stato molto deluso, da questo risultato, invece, a legger l’articolo [clic] sembra molto soddisfatto io certe cose non riesco a spiegarmele.

Dei libri

lunedì 19 agosto 2013

Allora adesso, tra poco, dovrebbero uscire, in settembre, per il Saggiatore, una specie di monologo teatrale che si chiama La Svizzera, in ottobre, per Chiare lettere, una specie di saggio sulla politica che si chiama Mo mama, in gennaio, per Marcos y Marcos, un libro di discorsi che si intitola Si sente?

Una cosa evidente

mercoledì 24 luglio 2013

A me sembra evidente, che essere bravi è il modo peggiore, per essere bravi.

Come se fossi l’autore dell’Apocalisse

sabato 29 giugno 2013

Da qualche mese sto provando a scrivere un libro che si chiama Mo mama, sottotitolo Parma ai tempi del movimento 5 stelle, che è un libro che parla, tra le altre cose, di quello che ha fatto il movimento 5 stelle al governo di Parma in questo ultimo anno. E siccome io credo di avere un’idea abbastanza precisa, di quello che ha fatto il movimento 5 stelle al governo di Parma in questo ultimo anno, e la mia idea è che abbiano fatto poco, non niente, poco, che è peggio, di niente, per me, se avessero fatto niente sarebbe stato, in un certo senso, un governo artistico, come 4’ e 33” di John Cage, un pezzo di musica che dura 4 minuti e 33 secondi che sono quattro minuti e trentatré secondi di silenzio, e sarebbe stata una cosa fantastica, il niente, come quando non c’è niente da dire, o quando non si sa cosa dire, o quando non si sa cosa fare, o quando non si vede niente, o quando non si capisce niente, o quando non si sente niente, o quando non si riesce a dormire, o quando non si vuole mangiare, come le scene mute, come le fotografie senza pellicola, come le macchine che restano senza benzina, i sans papier, i sanculotti, i frigo vuoti, i film muti, i buchi neri, la menopausa, le notti in bianco, quando si cerca in tutte le tasche e non c’è neanche una sigaretta, i digiuni, gli anestetici, gli astemi, gli anoressici, gli scioperi, le pianure, le steppe, i deserti, la siccità, la crisi energetica, i black out, gli annulli filatelici, le amnesie, la crescita zero, le tinte unite, la calvizie, la sterilità, il celibato e il nubilato, l’inappetenza e l’incontinenza, il buio, il silenzio, il niente, il nulla, sarebbe stato bellissimo invece loro, quelli del movimento cinque stelle di Parma, qualcosina l’han fatta, secondo me, non sono né caldi né freddi, son tiepidi e io, continuamente, ho la tentazione, nel libro che sto scrivendo, di vomitarli dalla mia bocca come se fossi l’autore dell’Apocalisse, cioè di dimostrare questa mia idea e, continuamente, devo ricordarmi due cose, una cosa che ho sentito dire dall’editrice Emilia Lodigiani qualche settimana fa a Tallin, eravamo a cena alla fine di un festival letterario che c’è stato a Tallin, in Estonia, e parlavamo con uno scrittore estone al quale qualcuno aveva chiesto chi erano gli scrittori italiani che gli piacevano e lui non sapeva cosa dire e io, per aiutarlo, gli avevo detto «Umberto Eco?», e lui mi aveva detto che Eco lui lo considera più un semiotico, di uno scrittore, e Emilia aveva detto «Non vorrei offendere nessuno ma, secondo me, uno scrittore non deve essere troppo intelligente», e io ho pensato che aveva perfettamente ragione e questa cosa cerco di ricordarmela continuamente, intanto che scrivo Mo mama, di non sforzarmi che tanto non sono troppo intelligente e per via del fatto di dover dimostrare qualcosa, mi viene in mente continuamente quando Vladimir Grigor’evič Čertkov, che sarebbe diventato il capo dei tolstoiani, aveva mandato a Tolstoj una dimostrazione della veridicità della resurrezione di Cristo e Tolstoj gli aveva risposto: «Più le cose vengono dimostrate, e più mi vengono dei dubbi. Perché dimostrare? Io credo, – gli aveva scritto Tolstoj, – che se mettessi le mutande a rovescio ne risulterebbe una spiacevolezza, e non posso disfarmi da questa credenza, ma non mi metterò a dimostrare la verità a nessuno».

 

[uscito ieri su Libero]

Ieri sulla Gazzetta di Parma

domenica 23 giugno 2013

Ieri, sulla Gazzetta di Parma, che in prima pagina aveva un articolo intitolato: “Svaligiano il caseificio e scrivono «Grazie»”, a pagina 9 c’era un articolato intitolato “Parcheggia, va in piscina e una pianta cade sull’auto” e diceva, l’articolo: “Un grosso ramo crolla su una fiat punto danneggiandola seriamente: pessima sorpresa per un giovane, ieri pomeriggio all’uscita dalla piscina River di Pontetaro, dove sono arrivati i vigili del fuoco. Colmo della sfortuna: la Punto era l’unica auto parcheggiata”. C’erano anche due foto, di un giovane, si presume lo “Sfortunato proprietario”, di spalle, in costume e ciabatte, che guardava una Fiat punto blu seriamente danneggiata da un grosso ramo.

Poi dopo allora

venerdì 21 giugno 2013

Mi son venute da scrivere delle cose ma non posso scriverle perché poi le devo scrivere dopo allora non le scrivo.

Però

lunedì 17 giugno 2013

Però una cosa, forse, che è arrivata, c’è, il silenzio dell’estate. Quel silenzio lì, fermo, che non tira un fiato di vento, che non puoi far niente, neanche andare a letto, cosa vuoi andare a letto che sono le 11 e 33?

Cos’è successo oggi

lunedì 17 giugno 2013

Ancora niente.

Divertimenti

sabato 15 giugno 2013

Stamattina, alle 9 e tre quarti, a Bologna, su via Andrea Costa, davanti al cancello dello stadio, c’erano una trentina di ragazzi, in braghe corte, seduti per terra, al sole, che aspettavano che aprissero i cancelli per il concerto di Jovanotti che ci sarà stasera che io a vederli ho pensato Poverini.

Cos’è successo oggi

venerdì 14 giugno 2013

Oggi ho scoperto che sono un imprenditore di prima generazione.