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Per spiegare

lunedì 21 ottobre 2013

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Stamattina, a Lateral, di Radio Capital, ospite di Luca Bottura, per spiegare cosa significa Mo mama ho detto che l’altro giorno ero a Milano, nella libreria Feltrinelli di Corso Buenos Aires, ho visto un libro con una copertina viola, un Einaudi stile libero di Pascal Morin intitolato Istruzioni per cinquantenni in cerca d’amore, e con una fascetta che diceva Il romanzo per chi ha voglia di sorprendersi ancora, e quando l’ho visto ho pensato “Mo mama”.

18 ottobre – Milano

venerdì 18 ottobre 2013

Venerdì 18 ottobre,
a Milano,
alle 18 e 30
alla Feltrinelli
di Corso Buenos Aires,
in Corso Buenos Aires, 33,
con Andrea Bempensante e Peter Gomez
parliamo di Mo mama
(da chi vogliamo essere governati?)

Come mai questo titolo e poche altre cose

giovedì 17 ottobre 2013

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Cosa vuol dire

sabato 12 ottobre 2013

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Mo mama, che è, in un certo senso, il titolo del libro, è un’espressione dell’italiano regionale, si dice nella zona di Parma e forse anche in un po’ di Emilia e forse anche in un po’ di Lombardia e per chi non sa cosa vuol dire si potrebbe tradurre con Mamma mia, solo che Mamma mia potrebbe essere anche un’esclamazione che dipende dall’entusiasmo, Mamma mia che bello, ecco Mo mama che bello non si può mica dire, mi sembra. E quindi. Niente. E è un libro, mo mama, che parla di tante cose tra le quali il fatto che la politica, cioè i politici, quelli per esempio che si rivolgono ai bambini delle elementari dicendo loro: «Restate semplici e date importanza alle piccole cose», cioè trasmettendo loro, in un certo senso, dei valori, come la semplicità e la piccolezza, ecco secondo me quei politici lì, io non lo so se fanno bene, a trasmettere ai bambini i loro valori.

Un booktrailer

venerdì 11 ottobre 2013

Clic

Una nota biografica

martedì 8 ottobre 2013

mo mama

 

 

 

 

 

 

 

Paolo Nori, nato a Parma nel 1963, abita a Casalecchio di Reno e, come ha già detto anche un’altra volta, non sa mai cosa scrivere in queste note biografiche dove dovrebbe fare finta di non essere lui, e far capire che è bravo, e intelligente, e modesto, e magro, perfino.

[esce il 17 ottobre]

28 settembre – Parma

sabato 28 settembre 2013

Sabato 28 settembre,
a Parma,
nel cortile delle biblioteca civica,
in vicolo Santa Maria,
alle 21 e 15,
con Lorenzo Lavagetto
parliamo per un’ora
di cosa sta succedendo a Parma
(e leggiamo, probabilmente,
in anteprima,
qualche pagina da Mo mama
– da chi vogliamo essere governati –
che esce il 17 ottobre).

Altre due cose

giovedì 26 settembre 2013

Mi sono arrivate, l’altro giorno, le pagine gialle, e son così piccoline, poverine, che mi vien da pensare che tra poco faran la stessa fine delle pagine utili Mondadori. Poi, stamattina, alle nove, mi ha suonato il tecnico della caldaia che io ero ancora a letto e gli ho aperto però era stranissimo, avere qualcuno in casa che te sei ancora tutto insonniato, come dicono a Parma, e intanto che lui lavorava io ho pensato che io, si vede, ho quei bioritmi lì, e mi son tornati in mente i bioritmi, esistono anche i bioritmi, però anche loro, oramai, poverini, son degli anni che non ne parla nessuno, quanto possono durare, e poi, alla fine, mi è venuto in mente che a quell’elenco che faccio ogni tanto delle cose che c’erano quando io ero piccolo e che oramai non ci son quasi più, come i portabagagli sopra alle macchine, le lucidatrici, i bicchieri infrangibili, i bigodini, i mangiadischi, le cabine telefoniche, i gettoni telefonici, i miniassegni, le bici da cross con il sellino lungo, con una carta infilata nei raggi per imitare il rumore del motorino, le siringhe che si bollivano, i grembiuli alle elementari, e i fiocchi, azzurri per i bambini e rosa per le femmine, e i pentoloni della marmellata, e i fustini salvaspazio, e i succhi di frutta nelle bottigliette di vetro, e i vestiti da Zorro per Carnevale, e le braghe corte (per i bambini), con le calze traforate, e i bicchieri di spuma, e le assi per lavare i panni, e i calzascarpe, e le televisioni con le valvole, ecco a quell’elenco lì tra poco bisognerà aggiungere i bioritmi e le pagine gialle (e le pagine utili Mondadori, anche).

Una copertina

lunedì 23 settembre 2013

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[Esce il 17 di ottobre (cliccare sull’immagine per ingrandire)]

Qualcuno lo pensa ancora

venerdì 30 agosto 2013

C’era come una bolla che teneva tutto sotto controllo, come se l’aria, a Parma, fosse più rarefatta, come se a Parma, le cose, andassero più lentamente che nel resto del mondo e noi, che abitavamo a Parma, era come se pensassimo che le cose che succedevano a Parma, le poteva capire solo uno di Parma.
Cioè, non è neanche che lo pensassimo, era evidente.
Che quelli che non eran di Parma, cosa vuoi che capissero, di Parma? Quando facevan dei film ambientati a Parma, per dire, ai parmigiani li facevano parlare in bolognese, ma si può? Come se Parma e Bologna fossero la stessa cosa, ma scherziamo? Nell’ottocento c’erano due frontiere, tra Parma e Bologna, eran due stati che non confinavan neanche e Parma, tra l’altro, era capitale, Bologna no, pensavamo a Parma negli anni sessanta e settanta e qualcuno, a Parma, lo pensa ancora.
Che noi parmigiani, delle volte, in Emilia, la gente nel mondo è abituata a pensare che in Emilia la città principale è Bologna, ecco noi a Parma non è che siamo proprio tutti d’accordo.

[Da Mo mama (da chi vogliamo essere governati?), in lavorazione]