Un mondo di esperti (3)

martedì 2 dicembre 2008

La fine del discorso del mambo:

[segue]

Adesso comunque cominciamo a parlare dell’arte moderna e di questo museo, cioè, a dir la verità cominciamo a parlare di musica perché la prima volta che ci sono entrato, in questo museo, c’era una mostra del musicista John Cage e su un tabellone di questa mostra c’era scritto La musica è edificante, perché ogni tanto mette in moto l’anima. Che è una parola, anima, di fronte alla quale io di solito batto in ritirata ancora di più che di fronte alla parola arte, solo che in quella frase lì, La musica è edificante, perché ogni tanto mette in moto l’anima, c’è quell’ogni tanto che è come se la bilanciasse, gli dà una sua grazia che è come se ti dicesse, non avere paura, non battere, in ritirata, stai qua, ragioniamo.
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Un mondo di esperti (2)

lunedì 1 dicembre 2008

Seconda parte del discorso del Mambo:

[segue]

Ecco. Allora dicevamo, lasciamo star la politica, parliamo dell’arte, che è una parola difficile, arte è una parola, come scrive Flannery O’Connor, davanti alla quale la gente batte subito in ritirata, perché troppo altisonante, e anch’io faccio così, di solito, batto in ritirita, mi fermo ancora prima di pronunciarla, arte è una di quelle parole lì come amore, o come spirito, anche nella sua variante di spirito santo, o come natura, o naturale, anche nella sua forma avverbiale naturalmente, sono quelle parole che uno a dirle gli casca la faccia. 

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Un mondo di esperti

domenica 30 novembre 2008

Metto qua sotto il discorso che ho fatto al Mambo l’altro giorno. È molto lungo, lo metto giù in tre parti, una al giorno. Si intitola Un mondo di esperti.

Un mondo di esperti

Discorso sull’arte moderna raccontata ai ciechi
pronunciato al museo d’arte moderna di Bologna
il 27 novembre 2008
nell’ambito di un rassegna intitolata
Collezioni mai viste

Buonasera.
Mi hanno chiesto di spiegare il posto in cui ci troviamo, il museo di arte moderna della città Bologna, ai ciechi, a chi non può vedere.
Che è una cosa, non so come dire, strana, e difficile, e interessante.
Cioè, in sostanza, secondo me, a parte il mueso di arte moderna della città Bologna, si tratta forse un po’ di rispondere alla domanda Cosa ci va a fare, un cieco, in un museo di arte moderna? Che è una domanda chiara, e sintetica, e che per rispondere io ci metterò circa cinquanta minuti. Spero che siate tutti comodi, tranquilli, e cominciamo.
Intanto mi presento.
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Pesanti

giovedì 20 novembre 2008

Ho cominciato a scrive un discorso che devo fare a Bologna la prossima settimana.
È un discorso in cui dovrei raccontare il Museo d’Arte Moderna di Bologna ai ciechi, ma credo che sarà un discorso in cui proverò a raccontare l’arte contemporanea come la capisco io senza usare immagini per spiegarla.
Anche in questo caso metto qua sotto l’inizio (è un discorso di 50 minuti circa e, come vedrete, la prendo un po’ alla larga, e può anche darsi che questo inizio poi salti), e anche in questo caso sarei contento se arrivassero suggerimenti.

Buonasera.
Mi chiamo Nori, ho quarantacinque anni, e sono di Parma. Vivo a Bologna, però, e ne dimostro di più.
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Discorso per i ciechi

venerdì 17 ottobre 2008

Devo scrivere una cosa, da leggere poi il 27 novembre al Mambo, il museo d’arte contemporanea di Bologna, che sarebbe in pratica un discorso in cui si spiega il museo ai ciechi.
Io, per il momento, ho buttato giù due appunti che sono questi:
Come sono io, monomarca e egoista, e con una visuale limitata, senza troppa immaginazione. Autocritica.
Chissà cosa volevo dire.
Invece, l’ultima volta che lo sono andato a visitare, il museo, c’era una mostra che comprendeva una serie di video, tra i quali ce n’era uno che si chiamava Complaints choir che a me è sembrato bellissimo, e ho scoperto poi dopo che alcune cose che c’erano dentro si possono vedere anche in rete, e sono qui.

27 novembre - Bologna

lunedì 22 settembre 2008

Giovedì 27 novembre,
al Mambo (Museo d’Arte Moderna di BOlogna)
in via Don Minzoni, 14
alle ore 18 e 30
dentro una rassegna che si intitola
Collezioni mai viste
provo a spiegare il museo ai ciechi
ingresso libero (per tutti)