venerdì 20 agosto 2010

Ieri sera volevo andare a una festa dell’unità, mi piacciono molto le feste dell’unità, la gente che balla, solo che in provincia di Bologna secondo me l’unica che c’era era a un’ora di macchina, allora ho comprato il giornale per veder cosa c’era, non c’era niente; dopo son stato al Mambo per firmare un documento, mi hanno detto che ci sarebbe stata una conferenza, alla sera, in terrazza, da loro, del fondatore della neurestetica, Semir Zeki.
Io ho pensato Ma guarda, ma non c’era, sul giornale, poi sono andato a vedere sul giornale, era la notizia centrale, la più grande, con una foto anche, gialla e arancione, solo che io ero andato a cercare di fianco, per aria, le cose scritte in piccolo, avevo letto anche le lettere, a sinistra, tre lettere sulla Fortitudo, l’articolo più grande e la foto non li avevo neanche visti, anzi li avevo visti ma non li avevo neanche considerati, li avevo messi da parte, nella mia testa, li avevo scartati che tanto, lì in mezzo, con quella evidenza, non poteva esserci niente di bello, nella mia immaginazione.

giovedì 5 agosto 2010
Giovedì 5 agosto,
a Bologna,
al MAMBO,
in via Don Minzoni, 14
alle ore 21,
Paolo Nori e Antonio Zambrini
in Sputare negli stivali
giovedì 5 agosto 2010
La prima, mi chiedono se si fa la lettura di stasera, 5 agosto, sulla terrazza del Mambo, visto che è piovuto e che rischia di piovere ancora; si fa comunque, se piove si fa dentro, se non piove in terrazza.
La seconda, che mi è arrivata la bozza del pieghevole per la scuola elementare di Reggio Emilia, che è questa
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e anche questa
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La terza, è che sto facendo un lavoro che mi vien su la sburla, che non so se si capisce bene, cosa vuol dire, lo dicono a Reggio, Avevo una sburla, vien da sburlare.

martedì 2 dicembre 2008
La fine del discorso del mambo:
[segue]
Adesso comunque cominciamo a parlare dell’arte moderna e di questo museo, cioè, a dir la verità cominciamo a parlare di musica perché la prima volta che ci sono entrato, in questo museo, c’era una mostra del musicista John Cage e su un tabellone di questa mostra c’era scritto La musica è edificante, perché ogni tanto mette in moto l’anima. Che è una parola, anima, di fronte alla quale io di solito batto in ritirata ancora di più che di fronte alla parola arte, solo che in quella frase lì, La musica è edificante, perché ogni tanto mette in moto l’anima, c’è quell’ogni tanto che è come se la bilanciasse, gli dà una sua grazia che è come se ti dicesse, non avere paura, non battere, in ritirata, stai qua, ragioniamo.
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lunedì 1 dicembre 2008
Seconda parte del discorso del Mambo:
[segue]
Ecco. Allora dicevamo, lasciamo star la politica, parliamo dell’arte, che è una parola difficile, arte è una parola, come scrive Flannery O’Connor, davanti alla quale la gente batte subito in ritirata, perché troppo altisonante, e anch’io faccio così, di solito, batto in ritirita, mi fermo ancora prima di pronunciarla, arte è una di quelle parole lì come amore, o come spirito, anche nella sua variante di spirito santo, o come natura, o naturale, anche nella sua forma avverbiale naturalmente, sono quelle parole che uno a dirle gli casca la faccia.
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domenica 30 novembre 2008
Metto qua sotto il discorso che ho fatto al Mambo l’altro giorno. È molto lungo, lo metto giù in tre parti, una al giorno. Si intitola Un mondo di esperti.
Un mondo di esperti
Discorso sull’arte moderna raccontata ai ciechi
pronunciato al museo d’arte moderna di Bologna
il 27 novembre 2008
nell’ambito di un rassegna intitolata
Collezioni mai viste
Buonasera.
Mi hanno chiesto di spiegare il posto in cui ci troviamo, il museo di arte moderna della città Bologna, ai ciechi, a chi non può vedere.
Che è una cosa, non so come dire, strana, e difficile, e interessante.
Cioè, in sostanza, secondo me, a parte il mueso di arte moderna della città Bologna, si tratta forse un po’ di rispondere alla domanda Cosa ci va a fare, un cieco, in un museo di arte moderna? Che è una domanda chiara, e sintetica, e che per rispondere io ci metterò circa cinquanta minuti. Spero che siate tutti comodi, tranquilli, e cominciamo.
Intanto mi presento.
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giovedì 20 novembre 2008
Ho cominciato a scrive un discorso che devo fare a Bologna la prossima settimana.
È un discorso in cui dovrei raccontare il Museo d’Arte Moderna di Bologna ai ciechi, ma credo che sarà un discorso in cui proverò a raccontare l’arte contemporanea come la capisco io senza usare immagini per spiegarla.
Anche in questo caso metto qua sotto l’inizio (è un discorso di 50 minuti circa e, come vedrete, la prendo un po’ alla larga, e può anche darsi che questo inizio poi salti), e anche in questo caso sarei contento se arrivassero suggerimenti.
Buonasera.
Mi chiamo Nori, ho quarantacinque anni, e sono di Parma. Vivo a Bologna, però, e ne dimostro di più.
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venerdì 17 ottobre 2008
Devo scrivere una cosa, da leggere poi il 27 novembre al Mambo, il museo d’arte contemporanea di Bologna, che sarebbe in pratica un discorso in cui si spiega il museo ai ciechi.
Io, per il momento, ho buttato giù due appunti che sono questi:
Come sono io, monomarca e egoista, e con una visuale limitata, senza troppa immaginazione. Autocritica.
Chissà cosa volevo dire.
Invece, l’ultima volta che lo sono andato a visitare, il museo, c’era una mostra che comprendeva una serie di video, tra i quali ce n’era uno che si chiamava Complaints choir che a me è sembrato bellissimo, e ho scoperto poi dopo che alcune cose che c’erano dentro si possono vedere anche in rete, e sono qui.
lunedì 22 settembre 2008
Giovedì 27 novembre,
al Mambo (Museo d’Arte Moderna di BOlogna)
in via Don Minzoni, 14
alle ore 18 e 30
dentro una rassegna che si intitola
Collezioni mai viste
provo a spiegare il museo ai ciechi
ingresso libero (per tutti)