Gelosia

venerdì 8 20 Novembre19

C’era uno che abitava a Parma, un inverno si era iscritto a un corso di scrittura a Bologna e faceva avanti e indietro in treno. Al corso leggevano Anna Karenina e facevano dei compiti, un compito era stato:
Raccontate una volta che siete stati gelosi, o che qualcuno è stato geloso di voi, o che qualcun altro è stato geloso di qualcun altro.
Questa era stata la sua soluzione.
Anna si avvicinò a Vronskij e si aggrappò al suo braccio, vi appoggiò la testa scarmigliata e guardandolo dal basso disse: “Partiamo bàtjuska, partiamo; portami lontano, in Italia voglio andare, in Italia!”
“Ma, così, su due piedi: ho la parata del reggimento la settimana prossima.”
“O bàtjuska, portamici, portamici!”
“E va bene. Dove vuoi andare di preciso?”.
“Non so…” e dopo aver fatto volteggiare le pupille grigie e scintillanti Anna disse “facciamo una pazzia, compriamo il parmigiano per Stiva e Dolly, andiamo a Parma!”.
“A Parma?” ripetè sorpreso Vronskij.
“Sì. A Parma, a Parma!” Continua a leggere »

Un consiglio

mercoledì 30 20 Ottobre19

Se volete perdere dei treni, scordarvi di scendere dagli autobus, fare tardi agli appuntamenti, mettetevi a leggere, o a rileggere, Guerra e pace.

[Da una conversazione a margine della scuola media inferiore di scrittura emiliana all’estero (Milano)]

Sopracciglia

sabato 24 20 Agosto19

Poi oggi mi è venuto il dubbio che le sopracciglia di Tolstoj, tutte farraginose, assomiglino a quelle di Moravia, tutte farraginose anche loro.

Un riccco

martedì 13 20 Agosto19

Il tre settembre del 1862 al Cremlino, nella chiesa dell’Ingresso del Natale della Madre di Dio, Lev Tolstoj si è sposato con Sofja Bers, figlia del medico (tedesco) Andrej Evstaf’evič Bers e della sua consorte Ljubov’ Aleksandrovna (da nubile Islavinaja). Tolstoj aveva allora 34 anni, sua moglie ne aveva appena compiuti 18.
I popolani presenti al matrimonio avevano mormorato: «Com’è giovane! Si sposa con un vecchio! Si vede che è ricco!».

[Pavel Basinskij, Lev Tolstoj, Moskva, Malodaja gvardija 2017, p. 90]

Le qualità di Tolstoj

venerdì 9 20 Agosto19

Nei diari scrive di sè di essere «brutto», e «sciatto», e «irritabile», e «noioso», e «immodesto», e «impaziente», e «vergognoso come un bambino». «Quasi maleducato». «Incontinente», «indeciso», «incostante», «stupidamente vanaglorioso» e «entusiasta, come tutti gli uomini senza carattere». «Senza coraggio». «Pigro».

[Pavel Basinskij, Lev Tolstoj, Moskva, Malodaja gvardija 2017, pp. 66-7]

Si deve e non si deve

lunedì 5 20 Agosto19

Provava lo stesso sentimento quando lo fasciavano. «A loro sembrava si dovesse fare così (cioè legarmi), io invece sapevo che non si doveva». E quando uccidono un capretto, e quando fustigano un soldato, o un servo della gleba, o quando chiudono un bambino in un ripostiglio, tutti i grandi pensano che «si deve» fare così. Tolstoj, invece, fin dai suoi primi barlumi di coscienza non è che pensi, ma sa che così «non si deve» fare.

[Pavel Basinskij, Lev Tolstoj, Moskva, Malodaja gvardija 2017, p. 11]

I russi sono matti

giovedì 25 20 Luglio19

I diari di Tolstoj sono un documento stupefacente soprattutto per l’opinione che Lev Tolstoj, il grande Lev Tolstoj, aveva di sé stesso.
Nel 1884, quando aveva 56 anni, e aveva già avuto tredici figli, e aveva già scritto Guerra e Pace, e Anna Karenina, e del suo insegnamento avevan fatto una specie di religione che avrebbe influenzato, tra gli altri, anche Gandhi, Lev Nikolaevič Tolstoj ha scritto nei suoi diari: «Se c’è qualcuno che dirige le cose della vita, vorrei rimproverarlo. È troppo difficile e spietata».

[I russi sono matti, esce in settembre]

Ecco

domenica 7 20 Luglio19

«Ho letto la Morte di Ivan Il’ič. Sono più che mai convinto che il più grande scrittore di tutti i tempi è Lev Nikolaevič Tolstoj».

Pëtr Il’ič Čajkovskij

[Ho letto la Morte di Ivan Il’ič al cimitero monumentale, a Milano per Da vicino nessuno è normale]

Il popolo

mercoledì 27 20 Marzo19

«La parola “popolo” vuol dir poco,» disse Levin. «Gli scrivani comunali, i maestri e un contadino su mille sanno forse di che si tratta. Ma i rimanenti ottanta milioni, come Michàjlyč, non solo non esprimono mai la volontà propria, ma non hanno neppure la minima idea di ciò su cui dovrebbero esprimere la loro volontà. Che diritto abbiamo noi di dire che è la volontà del popolo?»

[Lev Tolstoj, Anna Karenina, traduzione di Pietro Zveteremich, Milano, Garzanti 1981 (7), p. 813]

Il prossimo (secondo Tolstoj)

sabato 9 20 Marzo19

Il più grande peccato di oggi, l’amore astratto per gli uomini, l’amore impersonale per quelli che sono in qualche luogo lontano… Amare gli uomini che non si conoscono, che non si incontreranno mai, è facile! Non occorre sacrificare nulla. E al tempo stesso si è così contenti di sé! La coscienza è ingannata. No. Bisogna amare il prossimo, quello con cui si vive e che dà noia.

[Lev Tolstoj, Conversazione con Teneromo, citato in Romain Rolland, Tolstoj, traduzione di Giulia Passalacqua, Roma, Castelvecchi 2014, p. 94]