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Binco-banco

giovedì 7 gennaio 2016

Ho appena finito di scrivere un libro che si doveva chiamare Le parole senza le cose, e che probabilmente si chiamerà Se c’è un viale, è del tramonto (sottotitolo: Le parole senza le cose), che parla del fatto che noi, oggi, abbiamo un sacco di parole, come lucidatrice, o fustino salvaspazio, o duplex, o bigodino, e non esistono più, o quasi più, le cose alle quali quelle parole si riferiscono e oggi, tornato da correre, m’è venuto da pensare che io, che sono di Parma e abito a Bologna, ci sono un sacco di parole che si riferiscono a cose che a Parma esistono a Bologna non mi sembra sian mai esistite come Binco-banco, per esempio.

Aspetta che vado a vedere

sabato 26 dicembre 2015

Sto leggendo On Writing di Stephen King, oggi lo finisco, e, magari mi sbaglio, mi sembra un atteggiamento stranissimo e affascinante, quello di Stephen King, salta di pari il novecento, è come se non esistessero Pirandello, Svevo, Kafka, Hašek, Queneau, Camus, Čechov, Brodskij, ma anche, non so, Philip Roth, per esempio, e adesso mi devo alzare perché scrivo steso sul letto e ho sentito un rumore, in cucina, come di uno che si alza in piedi che è un rumore strano perché son solo in casa non mi fa bene, a me, leggere Stephen King.

Sociopatìa

giovedì 24 dicembre 2015

Tre o quattro anni fa, alla vigilia di Natale, mi ha chiamato Mario Dondero mi ha detto Ciao, sono Mario Dondero, volevo farti gli auguri. E il gli ho detto Ma lo sai chi sono, io? E lui mi ha detto Sì, lo so. E io gli ho detto Ah, grazie. Auguri anche a te. Ma forse era un ultimo dell’anno.

Eh?

martedì 22 dicembre 2015

Ma come mai parlano tutti di Star Wars? È uscito un film?

Niente da fare

lunedì 21 dicembre 2015

A me non piace, il vino. Per un po’ di anni pensavo che mi piacesse, lo bevevo, poi, intorno ai trent’anni, mi sono accorto che non lo bevevo perché mi piaceva, lo bevevo perché ero un maschio, e, quando ero piccolo io, un maschio doveva berlo, il vino, essere astemi non era una cosa virile e io, da piccolo, volevo esser virile, dopo poi crescendo mi è passata la smania di esser virile ho preferito far le cose che mi piacevano mi sono accorto che il vino non mi piaceva e poi ieri, quando ho visto che a Reggio Emilia vendevano un vino che si chiama spergola, mi sono ricordato che ne avevo bevuto un bicchiere all’osteria della capra, a Cavriago, e che mi era piaciuto, quando ero ancora convinto che il vino mi piacesse, e ho pensato di comperarne una bottiglia per Togliatti che a lei le piace, il vino, solo che poi ho sentito Bertini, che a lui gli piace, il vino, anche a Bertini, ho sentito Bertini dire che quella spergola lì sapeva troppo di vino e ho pensato «Ma a uno che gli piace, il vino, non dovrebbe piacergli un vino che sa di vino? A me il vino non piace, ma a uno che gli piace, il vino, – ho pensato, – gli deve piacere proprio il vino che sa di vino, no?». Solo che mi è venuto il dubbio ho chiamato Togliatti le ho chiesto se le piace il vino che sa di vino lei mi ha detto di no, che il vino che sa di vino a lei non piace tanto. «Ma non ti piace il vino?», le ho chiesto io. «Sì, – mi ha detto lei, – il vino mi piace, ma quello che sa di vino mica tanto». «Ah ho capito», le ho detto io, ma non lo sapevo se avevo capito davvero. La spergola comunque non l’ho comprata.

Una parola che ho sentito adesso per radio e che credo di non aver mai pronunciato

sabato 19 dicembre 2015

Altresì.

Librerie

sabato 19 dicembre 2015

Quand’ero a Roma per il festival della piccola editoria, l’altra settimana, m’è arrivata una mail da Ibs, la libreria elettronica, che diceva: «Una grande novità su IBS, quest’anno puoi ordinare online vini, panettoni e pandori a prezzo speciale!». Ecco.

Micro

venerdì 18 dicembre 2015

Dopo, ieri sera, in via Mascarella, nel passare in bicicletta c’eran due che parlavano tra loro e ho capito una parola sola, microcriminalità, e ho pensato che, quando ero piccolo io, negli anni settanta, non esisteva mica, quella parola lì, microcriminalità.

A che punto siamo arrivati

giovedì 17 dicembre 2015

Siamo arrivati al punto che carico la lavastoviglie, la faccio partire e poi mi dico Che bravo, sono stato, ho caricato la lavastoviglie e l’ho fatta partire.

Cosa ne pensa?

mercoledì 16 dicembre 2015

E quando qualcuno mi chiedeva cosa ne pensavo, io ero stupefatto dal fatto che a qualcuno potesse interessare, quel che pensavo.
«Cosa pensa della letteratura gay?», mi avevano chiesto per esempio.
«Cosa vuole che pensi della letteratura gay?» gli avevo risposto io, «Niente, ne penso».
Be’, non lo avrei mai detto, ma a lui gli interessava, il fatto che io non pensavo niente, della letteratura gay.