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E stasera mi sono ricordato

sabato 25 gennaio 2014

E stasera mi sono ricordato di quello che il poeta tedesco Peter Huchel diceva dicesse la polvere quando viene spazzata via dal tavolo. «Ricordati di me» sussurra la polvere, diceva il poeta tedesco Peter Huchel, diceva Iosif Brodskij in un discorso del 1989.

Brodskij

giovedì 7 novembre 2013

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Considerare l’antichità greca come l’infanzia del genere umano è quasi tanto idiota quanto vedere nel presente la maturità del genere umano.

[Iosif Brodskij, Le nozze di Cadmo e Armonia, in Adelphiana. 1963-2013, Milano, Adelphi 2013, p. 372]

Per molto tempo

venerdì 5 luglio 2013

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Brodskij: «Per molto tempo ho pensato che, in inglese, non fosse possibile dire delle stupidate».

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 225]

Dal vero

giovedì 6 giugno 2013

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Il sole cala, ha chiuso il bar all’angolo.

Si accendono i lampioni, quasi un’attrice che per farsi bella
e mettere spavento si bordi gli occhi di violetto.

[Iosif Brodskij, Poesie italiane, a cura di Serena Vitale, Milano, Adelphi 2004 (2), p. 123]

Lingue straniere

giovedì 23 maggio 2013

profilo di clio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

la mia abilità nel conversare a quel tempo era minima. Dicevo «trepidazione del terreno» invece di «terremoto».

[Iosif Brodskij, In memoria di Stephen Spender, in Profilo di Clio, traduzione di Arturo Cattaneo, Milano, Adelphi 2003, p. 265]

Differenze

giovedì 18 aprile 2013

profilo di clio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mentre l’antichità esiste per noi, noi per l’antichità non esistiamo. Non siamo mai esistiti, né mai lo saremo.

[Iosif Brodskij, Omaggio a Marco Aurelio, in Profilo di Clio, traduzione di Arturo Cattaneo, Milano, Adelphi 2003, p. 215]

Ecco

lunedì 11 febbraio 2013

Si può indovinare parecchio di un uomo dalla scelta che fa di un aggettivo.

[Iosif Brodskij, In memoria di Stephen Spender, in Profilo di Clio, traduzione di Arturo Cattaneo, Milano, Adelphi 2003, p. 274]

Una scuola

sabato 9 febbraio 2013

La poesia è una terribile scuola di insicurezza e incertezza. Non si sa mai se quanto si è fatto ha qualche valore, meno ancora se si sarà in grado di fare qualcosa di buono l’indomani. Se questo non ci distrugge, l’insicurezza e l’incertezza alla fine diventano nostre amiche intime, e quasi attribuiamo loro un’intelligenza autonoma.

[Iosif Brodskij, In memoria di Stephen Spender, in Profilo di Clio, traduzione di Arturo Cattaneo, Milano, Adelphi 2003, p. 278]

Creatività (2)

lunedì 28 gennaio 2013

Data la natura solipsistica di ogni ricerca umana, questa sarebbe una reazione onesta come qualsiasi altra alla nozione di creatività. Vista dall’esterno, la creatività è oggetto di fascino o di invidia; vista dall’interno, è un esercizio continuo di incertezza e una scuola terribile di insicurezza. In entrambi i casi, un miagolio o qualche altro suono incoerente è la risposta più adeguata ogniqualvolta si invochi la nozione di creatività.

[Iosif Brodskij, Il miagolio di un gatto, in Profilo di Clio, traduzione di Arturo Cattaneo, Milano, Adelphi 2003, p. 250]

Creatività

lunedì 28 gennaio 2013

Non sono qualificato come medico; come paziente, sono un caso troppo disperato per poter essere preso sul serio. Inoltre, detesto il termine stesso «creatività», e parte di questa avversione finisce per cancellare il fenomeno che il termine sembra indicare. Anche se fossi capace di far tacere la voce dei miei sensi in rivolta, le mie parole sull’argomento equivarrebbero, nella migliore delle ipotesi, al tentativo di un gatto di afferrarsi la coda. Tentativo avvincente, senza dubbio; ma allora, forse farei meglio a miagolare.

[Iosif Brodskij, Il miagolio di un gatto, in Profilo di Clio, traduzione di Arturo Cattaneo, Milano, Adelphi 2003, p. 250]