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A proposito

domenica 4 febbraio 2018

A proposito di attualità, stamattina sono andato al supermercato e dietro di me, che vedeva tutte le cose che comperavo, c’era una donna che abita nel mio condominio, e a me dava così fastidio, che vedesse tutte le cose che comperavo, mi veniva da dirle Non guardare. Perché è una che abita nel mio condominio. Se fosse stata un’estranea, non mi avrebbe dato nessun fastidio, secondo me. Dopo son tornato a casa ho preso le pillole, quello lì mi è piaciuto. Ecco, questa era l’attualità.

Per cortesia

venerdì 2 febbraio 2018

C’era un critico che diceva che, secondo lui, con l’arte, l’uomo resuscita la vita. Che l’uomo è così occupato dalla vita che si dimentica di viverla, diceva. E allora dice sempre. l’uomo: “Domani, domani”. E quella, diceva il critico, è la vera morte. Invece l’arte, secondo lui, era una vita si poteva vedere, sentire, vivere in modo palpabile. Ecco io, Zanichelli Gino, in arte Mulinex, facevo dei disegno, ero un artista, se così si può dire, quindi non avrei dovuto dire «Domani, domani». Difatti dicevo «Dopodomani, dopodomani». Facevo arte d’avanguardia. Non sperimentale, d’avanguardia. Che quando io sentivo parlare di arte sperimentale, mi veniva da pensare «Andate a sperimentare a casa vostra, per cortesia».

Sia chiaro

giovedì 1 febbraio 2018

Ho l’influenza, è tutto il giorno che sono a casa a leggere e dormire e guardare su internet e adesso, su Repubblica.it, ho scoperto che c’è una nuova figura professionale: il Manager della felicità. Che sarebbe uno che si occupa della felicità dei dipendenti. Ecco. Mi vien da dire che non siamo d’accordo. Che io, un mondo così, non ne voglio sapere. Sia chiaro. Passo e chiudo.

Fieri di sé

mercoledì 31 gennaio 2018

Ci sono quelli che, le cose che fanno, le fanno per potersi guardare allo specchio la mattina e essere fieri di sé, dicono. Se ho capito bene. Non sono sicuro. Non li capisco tanto. Che essere fieri di sé, io faccio fatica a capire per che motivo, bisognerebbe essere fieri di sé. Io, come sono io, credo di avere un debole, per me. Che se conoscessi uno che fa le cose che faccio io e non fosse me, io credo che mi starebbe così su coglioni, secondo me. Ma forse mi sbaglio. Che io, non è che ho le idee tanto chiare, in generale.

Cattolici

martedì 30 gennaio 2018

Se mi chiedessero se sono cattolico, direi probabilmente di no; sono anni che non vado in chiesa, però sono battezzato, comunicato e cresimato, il che vuol dire, probabilmente, che sono anche cattolico, e, da cattolico, ogni tanto mi tornano in mente delle frasi, per esempio «Non badare ai nostri peccati ma alla fede della tua chiesa«, che lo devo aver sentito centinaia di volte, alle centinaia di messe alle quali mi hanno costretto ad andare, quando ero piccolo e non avevo la forza per fare quello che volevo fare, cioè stare a casa.
Ecco, io, adesso, che non sono più piccolo e non vado più in chiesa, e vorrei scrivere quel che è successo nel nostro condominio tra il febbraio e il marzo del 2018, mi trovo nella condizione di rivolgermi a un ipotetico lettore e di dirgli di non guardare ai miei peccati, che so che sono tanti, ma alla fede della sua chiesa, che non so quale sia, ma ce l’avrà, tra tante chiese, una chiesa. E se non ce l’ha, niente. Io comunque sto bene lo stesso. Sto benissimo, io.

Un fiore?

martedì 30 gennaio 2018

Son tornato a casa, mi son seduto al computer per scrivere una mail, dietro il computer ho visto una cosa, ho pensato “Cos’è, un fiore?”. Era uno spruzzatore Esselunga vetri & cristalli multiuso con alcool. 750 ml.

Comunque

lunedì 29 gennaio 2018

Stamattina sono andato a correre con un orologio nuovo, uno di quegli orologi che tengono conto della strada che fai e del tempo che ci metti e, quando ho finito, ho salvato la corsa, mi sono arrivati quattro messaggi che avevo fatto la corsa di un chilometro più veloce, la corsa di un miglio più veloce, la corsa di cinque chilometri più veloce, la corsa complessiva più veloce che avessi mai fatto.
Io ero contento, poi sono andato a vedere, ho visto che tutti questi record erano record per via che avevo l’orologio nuovo, era la prima corsa, con quell’orologio, era impossibile, non fare un record.
Però ero contento lo stesso, stamattina.
E comunque buongiorno.

Eh già

lunedì 29 gennaio 2018

Ieri sera a Milano sono andato a teatro ho visto Freud, o L’interpretazione dei sogni, dopo sono andato a dormire ho dormito malissimo. Avevo l’impressione, nel sogno, di dover fare qualcosa che non l’avevo fatta che è una cosa abbastanza vera, evidente, conscia, non c’entra con il subconscio, ed è così da 48 anni, circa, da quando sono andato in prima elementare, che brutto momento.

Avventure

sabato 27 gennaio 2018

Sul treno che ho preso stamattina, il mio biglietto, la penultima cifra del PNR, che significa forse, mi ha detto una volta un controllore, Personal Number, ma non era sicuro, la penultima cifra del mio PNR, che è quella che ti chiede il controllore per verificare se hai il biglietto, stamattina era Ypsilon.
Che di solito, quando gliela dici, al controllore, non so, se è D, lui ti chiede la penultima cifra del PNR, tu gli dici D, lui ti chiede Come Domodossola? Sì, gli dici tu.
Ecco, io non avevo mai avuto Ypsilon, come penultima cifra, e mi son chiesto cosa mi avrebbe chiesto, il controllore, e l’unico nome che mi è venuto in mente che comincia con Ypsilon è il nome di Yves Baraye, che è un attaccante del Parma.
Solo ho pensato che era difficile che un controllore su un freccia rossa per Milano conoscesse così bene la formazione del Parma, che è in serie B, poverino.
Tra l’altro poi, quando è arrivato, era una donna, il controllore, e allora ho pensato Sì, arrivederci.
E poi, quando mi ha chiesto la penultima cifra del PNR io le ho detto Y, e lei m’ha detto Grazie.
E basta. Non l’ho più vista.

Un’altra epigrafe

sabato 27 gennaio 2018

La parola amore è una delle parole totali che noi maneggiamo, cioè una di quelle parole che non hanno, per definizione, una definizione.

Giorgio Manganelli

[Epigrafe a Il condominio (in preparazione)]