Refusi
Dopo cinquanta letture circa, dei Malcontenti, un partito preso era rimasto un partito presto.
Dopo cinquanta letture circa, dei Malcontenti, un partito preso era rimasto un partito presto.

Per l’uscita di quel romanzo che sta per uscire, che uscirà a febbraio, dobbiamo scegliere uno strillo di copertina, si chiama così, un breve testo che ci sarà in copertina e che in pochissime parole faccia un po’ come il riassunto del libro. So che è difficile, non avendo letto il libro, ma mi viene da chiedere, a chi vuole, di dirmi tra questi dieci che si trovan qua sotto quale gli piace di più (paolo.nori[chiocchiola]gmail.com).
1. Finiva con uno che era andato via trallalando.
Trallallando? Cosa vuol dire? le avevo chiesto io.
Eh, vuol dire che era triste, m’aveva detto lei.
2. Che strano, al giorno d’oggi i lutti si elaborano, come i dati.
3. quando hai una finestra sottobraccio è come se il tuo andare avesse un senso
4. a una donna delle pulizie il mondo doveva sembrare un posto con un livello di sporco che si faceva fatica, a sopportarlo,
5. Il potere, a pensarci, dovrebbe essere quello che uno è capace di fare.
6. Oép, la curva.
7. Ma adesso, con tutta la marmaglia che è arrivata.
8. I ricchi, per loro, il meglio che può succedere, che le cose rimangano così.
9. E mi chiedevo perché e come mai era così importante che la gente la pensasse come me.
10. Come si fa, poi, a sapere le cose?
Te le dicono gli altri. Non fanno altro che raccontarti le cose
Grazie.

Poteva scegliere, non so, tra i giochi elettronici, la settimana enigmistica, il cinema (diventare un cinefilo), l’animalismo, il vegetarianesimo, il fruttarianesimo, la letteratura noir, il sudamerica, la musica house, il calcio, il calcio a cinque, il calcio a sette, il rugby, la pallavolo, la pallacanestro, il nuoto, il fondo, lo sci di fondo, il pugilato, la ginnastica ritmica, il cinese, l’India, medici senza frontiere, giochi senza frontiere, reporter senza frontiere, i giochi di ruolo, il cantautorato, i Caraibi, i telefilm, la Russia sovietica, il fordismo, il postfordismo, l’autonomia, la poligamia, l’anarchia, il nichilismo, la religione cattolica, Lourdes, la Sardegna, la Corsica, la Sicilia, l’isola d’Elba, Napoleone, Metternich, la cucina pugliese, i trulli, i vini pregiati (barricati e non barricati), l’aceto di vino, l’aceto balsamico, l’alimentazione, la puericultura, la bibliotecomia, la radiofonia, la polifonia, la musica lirica, la meteorologia, la politica, i porti di mare, le stazioni ferroviarie, le materie infiammabili, le materie esplosive, le cave, i cercatori d’oro o le miniere.
Ecco, lui, aveva scelto il teletrasporto.

Ieri notte è successo che ho trovato un finale. Che è un finale non finale. Che però, non essendo un finale, è un finale più finale di un finale finale. Mi sembra.

A parer mio, quasi tutti sanno cos’è una storia finché non si siedono a scriverne una.
Flannery O’ Connor
[dei Malcontenti]

27.
Delle volte mi vien da pensare, quei pensieri che ti vengono così all’improvviso, che non sapresti neanche dire se li condividi oppure no, che il fatto che mi son laureato in letteratura russa, era per cancellare il fatto che mi ero diplomato in ragioneria. E che il fatto che mi son messo a scrivere i libri, era per cancellare il fatto che mi ero laureato in letteratura russa.

Sto lavorando alla revisione di un romanzo che uscirà in febbraio, metto qua sotto il capitolo 45, che non so se, nella stesura definitiva, ci sarà ancora, e non so se sarà ancora così, e quasi sicuramente non sarà più il capitolo 45.
45.
Giovanni una volta, eravamo sul mio balcone, a fumare, era sabato, e sotto di noi abitavano dei filippini, in una specie di corte che c’era sotto ai nostri balconi, e c’è ancora, e al sabato organizzavano delle feste, frequentatissime, sembrava che tutti i filippini della provincia si fossero trasferiti lì con tutte le loro chitarre; era un po’ fastidioso, anche, se uno aveva da lavorare, ma era bello, anche, da guardare dall’alto, e Giovanni quella volta lì, indicando i filippini, mi aveva detto che secondo lui, la letteratura, non era democratica affatto.
Perché adesso, aveva detto, cioè per esempio quel libro, che io ho cominciato, a leggerlo, come si chiama, quel libro dei guanti, di Philip Roth.
Pastorale americana? gli avevo chiesto io.
Pastorale americana, mi aveva detto lui, non son mai riuscito a finirlo, non voglio dire che non sia bello; io voglio dire che se Roth invece di essere americano era filippino, se scriveva per esempio Pastorale filippina, ecco secondo me un libro del genere non ci arrivava, nella nostre librerie.
No, mi aveva detto Giovanni, la letteratura non è democratica; invece la scienza, mi aveva detto, adesso io non ne so tanto, ma secondo me, se un filippino fa una scoperta importante, inventa per dire il vaccino contro l’Aids, nelle nostre farmacie quella scoperta lì ci arriva subito anche se l’ha scoperta un filippino.

Martedì 25 ottobre,
alla biblioteca di Montemurlo,
in piazza Don Milani, 1
alle ore 21,
presentazione dei Malcontenti

Venerdì 18 giugno,
a Bologna,
alla Libreria Amabasciatori,
in via degli orefici, 5
alle ore 18 circa,
Paolo Nori legge
I malcontenti
Carlo Boccadoro suona
(programma a sorpresa)
