Troppo pepe

mercoledì 8 agosto 2018

– Non ti consiglio di mangiare molto pepe. Conoscevo un greco, abbiamo navigato sulla stessa nave, mangiava tanto di quel pepe e tanta di quella mostarda, li versava nel piatto senza guardare.
Poi, poveretto, stava seduto sul letto tutta la notte con una scarpa in mano.
– Perché? – ho chiesto.
– Perché aveva paura dei topi, e sulla nave di topi ce n’eran moltissimi. Che lui, poverino, alla fine è morto di insonnia.

Altri disastri

sabato 14 luglio 2018

Io comunque sono una figura stupefacente, anche se non mi piace molto parlarne.

[È quasi esaurito Disastri, di Charms, stiamo per lavorare a una nuova edizione rivista e con un po’ di roba in più, forse]

Compito

martedì 13 marzo 2018

Alla scuola elementare di scrittura emiliana, il compito questa sera è: scrivete un’imitazione del pezzo di Charms Dissapore, che è questo qua:

Dissapore

Kuklov e Bogadel’nev siedono a un tavolo coperto da un’incerata e mangiano la minestra.

Kuklov: Io sono un principe.
Bogadel’nev: Ah, tu saresti un principe!
Kuklov: Bè, e anche se sono un principe?
Bogadel’nev: Anche se sei un principe, ti verso addosso la minestra.
Kuklov: No, non devi.
Bogadel’nev: E perché non devo?
Kuklov: Perché dovresti versarmi addosso la minestra?
Bogadel’nev: Perché, cosa credi, che ai principi non gli si può versare addosso la minestra?
Kuklov: Sì, lo credo.
Bogadel’nev: E io credo il contrario.
Kuklov: Tu la pensi in un modo, io la penso in un altro.
Bogadel’nev: E a me non me ne frega niente di te!
Kuklov: E tu non hai nessun contenuto interiore.
Bogadel’nev: E tu hai un naso che sembra una vasca per il bucato.
Kuklov: E tu hai un’espressione che sembra che non sai dove sederti.
Bogadel’nev: E tu hai un collo fusiforme!
Kuklov: E tu sei un maiale!
Bogadel’nev: E io adesso ti strappo le orecchie.
Kuklov: E tu sei un maiale.
Bogadel’nev: E io adesso ti strappo le orecchie!
Kuklov: E tu sei un maiale!
Bogadel’nev: Un maiale? E tu chi saresti?
Kuklov: Io sono un principe.
Bogadel’nev: Ah, tu saresti un principe!
Kuklov: Bè, e anche se sono un principe?
Bogadel’nev: Anche se sei un principe, ti verso addosso la minestra.
Kuklov: No, non devi.
Bogadel’nev: E perché non devo?
Kuklov: Perché dovresti versarmi addosso la minestra?
Bogadel’nev: Perché, cosa credi, che ai principi non gli si può versare addosso la minestra?
Kuklov: Sì, lo credo.
Bogadel’nev: E io credo il contrario. Continua a leggere »

Favvola

giovedì 15 febbraio 2018

C’era una volta un uomo, lo chiamavano Semenov. Una volta Semenov è andato a passeggiare e ha perso il fazzoletto da naso. Ha cominciato a cercare il fazzoletto da naso e ha perso il cappello. Ha cominciato a cercare il cappello e ha perso il giubbetto. Ha cominciato a cercare il giubbetto ha perso gli stivali.
– Bè, – ha detto Semenov, così perdi tutto. Meglio se vai a casa.
È andato a casa, s’è perso.
– No, – ha detto Semenov, – meglio se mi siedo un attimo.
S’è seduto su un sasso e s’è addormentato.

Una cosa molto spiacevole

giovedì 1 febbraio 2018

C’erano dei giorni, che non mangiavo niente. Allora mi sforzavo di avere un umore allegro. Mi coricavo sul letto e cominciavo a sorridere. Sorridevo anche per venti minuti di seguito, ma poi il sorriso si trasformava in uno sbadiglio. Era molto spiacevole. Io stendevo la bocca quel tanto che bastava a sorridere, ma la bocca si apriva di più e sbadigliavo.

Altri disastri

domenica 21 gennaio 2018

Un uomo era andato a dormire che era credente, si era svegliato che era ateo.
Per fortuna, nella stanza di quest’uomo c’era una bilancia medica decimale, e quest’uomo era abituato a pesarsi tutti i giorni, mattino e sera. Così, andando a dormire il giorno prima, l’uomo si era pesato e aveva scoperto che pesava 4 pud e 21 funt. E il giorno dopo al mattino, dopo essersi svegliato che era ateo, l’uomo si era pesato ancora e aveva scoperto che pesava in tutto 4 pud e 13 funt. «Di conseguenza», aveva pensato l’uomo, «la mia fede pesava intorno agli 8 funt».

La storia della minestra

lunedì 8 gennaio 2018

Bobrov andava per strada e pensava: come mai, in una minestra, a versarci della sabbia, quella minestra diventa cattiva.
All’improvviso ha visto che in strada c’era seduta una bambina molto piccola che aveva in mano un verme e piangeva forte.
– Perché piangi? – ha chiesto Bobrov alla bambina piccola.
– Non piango, canto, – ha detto la bambina piccola.
– E perché canti così? – ha chiesto Bobrov.
– Perché così il verme è allegro, – ha detto la bambina, – e mi chiamo Nataša.
– Ah, è così, – si è stupito Bobrov.
– Sì, è così, – ha detto la bambina, – arrivederci –. Si è alzata, è montata sulla bicicletta e se ne è andata.
«Così piccola, e va già in bicicletta», ha pensato Bobrov.

[Daniil Charms, Disastri, Milano, Marcos y Marcos 2011]

Sempre disastri

venerdì 5 gennaio 2018

A me interessano solo le «scemenze»; solo quello che non ha nessun senso pratico. Mi interessa la vita solo nelle sue manifestazioni assurde.
Eroismo, pathos, audacia, moralità, pulizia, etica, commozione e fervore sono parole e sentimenti che non posso sopportare.
Ma capisco perfettamente e apprezzo: entusiasmo e ammirazione, ispirazione e disperazione, passione e riservatezza, dissolutezza e castità, tristezza e dolore, felicità e riso.

[Daniil Charms, Disastri, Milano, Marcos y Marcos 2011]

Comunque

martedì 2 gennaio 2018

Io comunque sono una figura stupefacente, anche se non mi piace molto parlarne.

[Daniil Charms, Disastri, Milano, Marcos y Marcos 2011, p. 146]

Io non capisco perché

giovedì 28 dicembre 2017

Io non capisco perché tutti pensano che sono un genio: secondo me non sono, un genio. Ieri gli ho detto: Ascoltate! Ma che genio sarei? E loro mi han detto: Un genio. E io a loro Ma un genio come? E loro non m’han detto come m’han detto solo che sono un genio che sono un genio. Ma secondo me io non sono, un genio.
Dovunque compaio, adesso tutti cominciano a sussurrare a indicarmi «Ben ma, che roba è», dico io. E loro non vogliono sentire ragioni ho sempre paura che da un momento all’altro mi prendono mi portano in trionfo.

[Daniil Charms, Disastri, Milano, Marcos y Marcos 2011, p. 93]