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Un uomo basso

domenica 19 marzo 2017

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In relazione agli imminenti festeggiamenti per il centoundicesimo anniversario della nascita di Daniil Charms: Un uomo basso

 

 

 

Un uomo basso ha detto – Io sono pronto a tutto, pur di essere anche solo un pochino più alto.
Aveva appena finito di dirlo, ha guardato, davanti a lui c’era una fata.
– Cosa vuoi? – ha detto la fata.
Ma l’uomo basso per la paura non riesce a dir niente.
– Bè? – ha detto la fata.
Ma l’uomo basso non ha detto niente. La fata è sparita. Allora l’uomo basso ha cominciato a piangere e a mangiarsi le unghie. All’inizio si è mangiato tutte quelle delle mani, poi quelle dei piedi.

Un caso con Petrakov

giovedì 9 febbraio 2017

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In relazione agli imminenti festeggiamenti per il centoundicesimo anniversario della nascita di Daniil Charms: Un caso con Petrakov

 

 

Una volta Petrakov voleva stendersi a letto e si è steso, ma non ha preso il letto. Ha picchiato così forte sul pavimento che è rimasto lì steso e non riusciva a alzarsi.
Allora Petrakov ha raccolto le sue ultime forze e si è messo carponi. Ma le forze l’hanno abbandonato, è caduto ancora lungo disteso.
Petrakov è rimasto steso sul pavimento cinque ore circa. All’inizio era semplicemente coricato, poi s’è addormentato.
Il sonno ha ristorato le forze di Petrakov. Si è svegliato perfettamente in salute, si è alzato, è arrivato fino al letto, si è steso con attenzione sul letto. «Bè – ha pensato – adesso mi metto a dormire». Ma di dormire non ne aveva più voglia. Si girava Petrakov prima su un fianco, poi sull’altro fianco, e non riusciva in nessun modo a addormentarsi.
E questo, in sostanza, è tutto.

Conferenza

martedì 20 dicembre 2016

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In relazione agli imminenti festeggiamenti per il centoundicesimo anniversario della nascita di Daniil Charms: Conferenza

 

 

Puškov ha detto:
– La donna è la macchina dell’amore. E ne ha preso subito uno sul muso.
– Perché? – ha chiesto Puškov.
Ma non ricevendo risposta, ha continuato:
– Io la penso così: alla donna bisogna avvicinarsi dal basso. Alle donne piace, fanno solo finta, che non gli piaccia.
E qui, a Puškov, gli han dato ancora sul muso.
– Bè, compagni, che modi sono? Io allora non parlo più, – ha detto Puškov.
Ma, dopo aver aspettato tre minuti, ha continuato.
– La donna è fatta in modo, da essere tutta morbida e umida.
E qui, a Puškov, gli han dato ancora sul muso. Puškov ha fatto finta di non accorgersi di niente e ha continuato:
– Se annusiamo una donna…
Ma qui a Puškov l’han picchiato così forte sul muso che lui si è preso la guancia e ha detto:
– Compagni, in queste condizioni non è assolutamente possibile continuare la conferenza. Se questo dovesse ripetersi un’altra volta, non dico più niente.
Ha aspettato tre minuti e ha continuato:
– Dove eravamo rimasti? Ah, sì. Allora. Alla donna piace guardarsi. Si siede davanti allo specchio completamente nuda…
A questa parola, Puškov ne prende un altro sul muso.
– Nuda, – ripete Puškov.
Trac! Gliene allungano uno sul muso.
– Nuda! – grida Puškov.
Trac! Ne prende un altro sul muso.
– Nuda! Una donna nuda! Una femmina nuda! – si mette a gridare Puškov.
Trac! Trac! Trac!, prende Pu∫kov sul muso.
– Una donna nuda con un mestolo in mano! – si mette a gridare Puškov.
Trac! Trac!, cadono i colpi su Puškov.

Pelle di donna! – si mette a gridare Puškov scansando i colpi. – Una monaca nuda!
Ma qui a Puškov lo colpiscono con tanta forza, che perde coscienza e cade a terra privo di sensi.

Gli spudorati. Opera

sabato 6 agosto 2016

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In relazione agli imminenti festeggiamenti per il centoundicesimo anniversario della nascita di Daniil Charms: Gli spudorati. Opera

Gli spudorati. Opera

La scena è deserta. Sul fondo sono dipinte delle montagne. È dipinto anche un uomo che scende dalla montagna con un samovar sottobraccio. Sulla scena ci sono due sedie.
Bogoljubov sta in piedi sulla scena e tiene in mano un bastone. Di fronte a Bogoljubov c’è Poro∫kov.

Bogoljubov (canta): Ecco che adesso ti picchio! Porosv kov (canta): No, tu non mi picchi! Bogoljubov: No, ti picchio!
Porosv kov: E invece, non mi picchi!
Bogoljubov: Ti picchio!
Porosv kov: Non mi picchi! (entrambi si siedono su una sedia).
Primo coro: Lui lo picchia!
Secondo coro: No, non lo picchia.
Bogoljubov (alzandosi): Io adesso ti picchio (colpisce Poro∫kov col bastone, ma Poro∫kov scansa il colpo).

Intelligenza e stupidità

martedì 5 luglio 2016

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In relazione agli imminenti festeggiamenti per il centoundicesimo anniversario della nascita di Daniil Charms: Intelligenza e stupidità

Fin dai tempi antichi gli uomini riflettevano su che cos’è l’intelligenza e che cos’è la stupidità. A questo proposito, io ricordo il caso seguente: quando mia zia mi ha regalato la scrivania, io mi sono detto: «Ecco qua, mi siedo al tavolo, e il primo pensiero che comporrò a questo tavolo sarà particolarmente intelligente». Ma a comporre un pensiero particolarmente intelligente non ci sono riuscito. Allora mi sono detto: «Va bene. Non sono riuscito a comporre un pensiero particolarmente intelligente, allora comporrò un pensiero particolarmente stupido». Ma anche a comporre un pensiero particolarmente stupido, non ci sono riuscito.
Tutte le cose estreme da fare sono molto difficili. Le parti centrali si lascian trattare più facilmente. Il centro esatto non richiede nessuno sforzo. Il centro è l’equilibrio. Lì, non c’è nessuna lotta.

Favola

martedì 12 aprile 2016

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In relazione agli imminenti festeggiamenti per il centoundicesimo anniversario della nascita di Daniil Charms: Favola

 

 

 

Favola

Un uomo basso ha detto – Io sono pronto a tutto, pur di essere anche solo un pochino più alto.
Aveva appena finito di dirlo, ha guardato, davanti a lui c’era una fata.
– Cosa vuoi? – ha detto la fata.
Ma l’uomo basso per la paura non riesce a dir niente.
– Bè? – ha detto la fata.
Ma l’uomo basso non ha detto niente. La fata è sparita. Allora l’uomo basso ha cominciato a piangere e a mangiarsi le unghie. All’inizio si è mangiato tutte quelle delle mani, poi quelle dei piedi.

Disastri (aggiornati a fine 2015)

giovedì 24 dicembre 2015

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La baronessa e il calamaio

sabato 5 settembre 2015

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In relazione agli imminenti festeggiamenti per il centoundicesimo anniversario della nascita di Daniil Charms: La baronessa e il calamaio

Bobrov (indicando Cristoforo Colombo): Cristoforo Colombo.
Cristoforo Colombo (indicando Bobrov): Bobrov.
Bobrov: Se le interessa la mia educazione, gliela racconto. Gliela racconto.
Cristoforo Colombo: Sì, sì, racconti, per cortesia.
Bobrov: Adesso racconto. Non ho niente da nascondere.
Cristoforo Colombo: Molto, molto interessante!
Bobrov: Dirò allora così: com’è stata la mia educazione? In orfanotrofio.
Cristoforo Colombo: In orfanotrofio.
Bobrov: Sì ma non mi lascia parlare.
Cristoforo Colombo: Ah, prego, prego.
Bobrov: Mio babbo mi ha dato all’orfanotrofio. E… (Tiene la bocca aperta. Cristoforo si mette sulla punta dei piedi e guarda in bocca a Bobrov).
Bobrov: … tuttavia, io sono un commerciante (Cristoforo salta indietro).
Cristoforo Colombo: Volevo solo dare un’occhiata a cosaa… haa… aa.
Bobrov: Così. Io vale a dire ho studiato in orfanotrofio, e mi sono innamorato di una baronessa e di un calamaio.
Cristoforo Colombo: Davvero si è innamorato?
Bobrov: Non scocciare. Sì, mi sono innamorato.
Cristoforo Colombo: Che meraviglia.
Bobrov: Non scocciare. Sì, è una meraviglia.
Cristoforo Colombo: Com’è strano.
Bobrov: Non scocciare. Sì, è proprio strano.
Cristoforo Colombo: Racconti, per cortesia!
Bobrov: Cristoforo Colombo, se dici ancora qualcosa…

La scena cambia velocemente. Bobrov è seduto e mangia una minestra.
Entra sua moglie in camicia e con un ombrello.

Bobrov: Dove vai?
Moglie: Là.
Bobrov: Là dove?
Moglie: Là là.
Bobrov: Là o là?
Moglie: No, non là, là.
Bobrov: E allora?
Moglie: Come allora?
Bobrov: Dove vai?
Moglie: Mi sono innamorata di una baronessa e di un calamaio.
Bobrov: Bene.
Moglie: Bene, però Cristoforo Colombo ha infilato una bicicletta nella nostra cuoca.
Bobrov: Povera cuoca.
Moglie: Lei, povera, è seduta in cucina e scrive una lettera a casa, e la bicicletta è lì che le penzola fuori.
Bobrov: Sì sì. Questo è un caso. Io mi ricordo da noi all’orfanotrofio nel 1887 ci è successo lo stesso. C’era da noi un professore. Così noi gli abbiamo spalmato la faccia di trementina e l’abbiam messo in cucina sotto la tavola.
Moglie: Dio mio, e cosa c’entra?
Bobrov: Bè, anche quello era un caso.

Entra l’Uomo Salame.

Io comunque

venerdì 7 agosto 2015

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In relazione agli imminenti festeggiamenti per il centoundicesimo anniversario della nascita di Daniil Charms: Io comunque

 

Io comunque sono una figura stupefacente, anche se non mi piace molto parlarne.

Era andato a dormire che era credente

domenica 12 aprile 2015

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In relazione agli imminenti festeggiamenti per il centoundicesimo anniversario della nascita di Daniil Charms: Era andato a dormire che era credente

 
Un uomo era andato a dormire che era credente, si era svegliato che era ateo.
Per fortuna, nella stanza di quest’uomo c’era una bilancia medica decimale, e quest’uomo era abituato a pesarsi tutti i giorni, mattino e sera. Così, andando a dormire il giorno prima, l’uomo si era pesato e aveva scoperto che pesava 4 pud e 21 funt. E il giorno dopo al mattino, dopo essersi svegliato che era ateo, l’uomo si era pesato ancora e aveva scoperto che pesava in tutto 4 pud e 13 funt. «Di conseguenza», aveva pensato l’uomo, «la mia fede pesava intorno agli 8 funt».