Una copertina
[Esce il 27 gennaio]



Si chiama Daniil Ivanovič Juvačev, si fa chiamare Daniil Charms.
Alla fine del 1933 scrive: “Ho studiato a lungo le donne e ora posso dire di conoscerle alla perfezione”.
Qualche anno più tardi scrive: “Io stimo solamente le giovani donne sane e formose. Per gli altri rappresentanti dell’umanità nutro diffidenza”.
Il venticinque giugno del 1933 scrive: “Oggi ho mangiato una muss inglese alla vaniglia e ne sono rimasto contento”.
Raccontano che all’inizio degli anni quaranta esca di casa dicendo “Vado a comprare le sigarette”, e nessuno lo vede più.
Arrestato negli anni trenta con l’accusa di fare arte antisovietica, a partire dagli anni ottanta diventa uno degli scrittori russi più letti e più pubblicati.
La sua fama, che deriva dagli scritti raccolti in questa antologia, si deve principalmente a un amico, il filosofo Jakov Druskin, che dopo la sua scomparsa salva dalle macerie della sua casa bombardata la valigia nella quale Charms conservava i suoi manoscritti, tra i quali questo frammento: “Io non penso di essere molto intelligente, però anche così devo dire che sono il più intelligente di tutti”.
[Bandella della nuova edizione di Disastri, di Daniil Charms, in uscita per Marcos y Marcos il 28 gennaio 2011]

All’osservazione: «In quello che ha scritto ci son degli errori», rispondi: «Sembra sempre così, in quello che scrivo».
[dalle bozze della nuova edizione di Disastri]

Volodja Zajcev è andato da Vasja Pirogov e ha detto:
– Vasja, dov’è l’Australia, in Africa o in America?
– Non so, – ha detto Vasja, – ma mi sembra in Africa.
[dalle bozze della nuova edizione di Disastri]

Brevissimo discorso su questa nuova edizione
dei Disastri di Charms.
Buongiorno.
Sono molto contento che Disastri di Charms torni in libreria, e approfitto di questa occasione per dire due cose.
La prima è che, nel libro che state per leggere, se avete intenzione di leggerlo, troverete dei testi in tondo e degli altri in corsivo. Quelli in tondo, sono opere di Charms, quelli in corsivo, parte dei suoi diari (a volte è difficile distinguerli).
La seconda è che ho corretto, per quanto ho potuto, le sviste di traduzione, ma non tutte.
Alcune, alle quali ero affezionato, le ho lasciate anche in questa nuova edizione.
State bene
P. N.
Bologna, novembre 2010
[Dalle bozze della nuova edizione di Disastri di Charms]

C’erano dei giorni, che non mangiavo niente. Allora mi sforzavo di avere un umore allegro. Mi coricavo sul letto e cominciavo a sorridere. Sorridevo anche per venti minuti di seguito, ma poi il sorriso si trasformava in uno sbadiglio. Era molto spiacevole. Io stendevo la bocca quel tanto che bastava a sorridere, ma la bocca si apriva di più e sbadigliavo.
[Dalle bozze della nuova edizione di Disastri di Charms, in uscita il 27 gennaio]

Io comunque sono una figura stupefacente, anche se non mi piace molto parlarne.
[Daniil Charms, Disastri, cit., p. 123]
