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1 novembre – Lucca

domenica 1 novembre 2015

Domenica 1 novembre,
a Lucca,
dentro Lucca Comics,
alle ore 13,
in Sala Tobino,
nel palazzo Ducale,
presentiamo,
con Giuseppe Palumbo,
Il professor Trombetti,
di Daniil Charms.

Sciuc sciuc sciuc

sabato 31 ottobre 2015

il professor trombetti

«Ah, è lei il professor Trombetti! – disse il redattore. – È un bel po’ che l’aspettiamo. I lettori del nostro giornale ci fanno domande di ogni tipo. Per questo ci siamo rivolti a lei, perché solo lei può rispondere a qualsiasi domanda. Abbiamo sentito dire che lei sa tutto».
«Sì, io so tutto, – disse il professor Trombetti. – So guidare gli aeroplani, i tram e i sottomarini. Parlo italiano, russo, tedesco, turco, samoiedo e filtone. So scrivere versi, leggere un libro tenendolo sottosopra, stare in piedi su una gamba sola, fare giochi di prestigio e anche volare».
«Be’, questo è proprio impossibile» disse il redattore.
«No, è possibile», disse il professor Trombetti.
«Voli, allora», disse il redattore.
«Prego», disse il professor Trombetti, e si arrampicò sul tavolo.
Andò su e giù per il tavolo, rovesciò un calamaio, un barattolo di colla, gettò qualche libro sul pavimento, lacerò un manoscritto e fece un salto in aria. Il tabarro del professore si aprì e schioccò sulla testa del redattore, mentre il professore agitava le mani e con fracasso cadeva sul pavimento.
Tutti si precipitarono verso il professore, ma lui balzò in piedi e disse:
«Io faccio tutto molto velocemente. Posso addizionare su due piedi due numeri di qualsiasi grandezza».
«Ah, – disse il redattore, – quanto fa tre più cinque?».
«Quattro», disse il professore.
«No, – disse il redattore, – si è sbagliato».
«Ah, sì, – disse il professore – diciannove».
«No, vede, – disse il redattore, – si è sbagliato ancora. A me risulta otto».
Il professor Trombetti si lisciò la barba, posò sul tavolo la busta con il sigillo verde e disse:
«Volete che vi scriva qualche verso molto bello?»
«Va bene», disse il redattore.
Il professore si avvicinò al tavolo, afferrò una matita e cominciò a scrivere in fretta e furia. La sua mano destra improvvisamente assunse contorni vaghi e scomparve.
«Pronto», – disse il professor Tombetti, tendendo al redattore un foglio di carta coperto da una scrittura fitta fitta.
«Dov’è sparita la sua mano mentre scriveva?» chiese il redattore.
«Ah, ah, ah!», scoppiò a ridere il professore. «Vede, mentre scrivevo muovevo la mano così velocemente che lei non l’ha più vista».
Il redattore prese il foglio e iniziò a leggere i versi.

Dgic dgic dgic.
Foc foc foc.
Ric ric ric.
Sciuc sciuc sciuc.

[Da Il professor Trombetti, di Daniil Charms, illustrazioni di Giuseppe Palumbo, uscito adesso per Comma 22, lo presentiamo domani a Lucca]

Quattro dimostrazioni

mercoledì 23 settembre 2015

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In relazione agli imminenti festeggiamenti per il centoundicesimo anniversario della nascita di Daniil Charms: Quattro dimostrazioni

Quattro dimostrazioni di come una nuova idea sbalordisca il soggetto che non vi sia preparato

i.
Scrittore: Io sono uno scrittore.
Lettore: A me mi sembri piuttosto una merda.

Lo scrittore sta in piedi per qualche minuto sconvolto da questa nuova idea poi cade esanime. Lo portano via.

ii.
Pittore: Io sono un pittore.
Operaio: A me mi sembri piuttosto una merda.

Il pittore impallidisce come una tela, comincia a dondolare come una canna, e, inaspettatamente, muore.
Lo portano via.

iii.
Compositore: Io sono un compositore.
Vanja Rublev: A me mi sembri piuttosto una merda.

Il compositore, respirando pesantemente, si accascia. Lo portano inaspettatamente via.

iv.
Chimico: Io sono un chimico.
Fisico: A me mi sembri piuttosto una merda.

Il chimico non dice una parola e stramazza pesantemente al suolo.

Diario mantovano

sabato 12 settembre 2015

Ieri, a Mantova, ho pensato a una cosa che diceva Charms.
Quando ti dicono Nella cosa che ha scritto c’è un errore, diceva Charms, tu rispondi Le cose che scrivo fanno sempre questo effetto.

La baronessa e il calamaio

sabato 5 settembre 2015

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In relazione agli imminenti festeggiamenti per il centoundicesimo anniversario della nascita di Daniil Charms: La baronessa e il calamaio

Bobrov (indicando Cristoforo Colombo): Cristoforo Colombo.
Cristoforo Colombo (indicando Bobrov): Bobrov.
Bobrov: Se le interessa la mia educazione, gliela racconto. Gliela racconto.
Cristoforo Colombo: Sì, sì, racconti, per cortesia.
Bobrov: Adesso racconto. Non ho niente da nascondere.
Cristoforo Colombo: Molto, molto interessante!
Bobrov: Dirò allora così: com’è stata la mia educazione? In orfanotrofio.
Cristoforo Colombo: In orfanotrofio.
Bobrov: Sì ma non mi lascia parlare.
Cristoforo Colombo: Ah, prego, prego.
Bobrov: Mio babbo mi ha dato all’orfanotrofio. E… (Tiene la bocca aperta. Cristoforo si mette sulla punta dei piedi e guarda in bocca a Bobrov).
Bobrov: … tuttavia, io sono un commerciante (Cristoforo salta indietro).
Cristoforo Colombo: Volevo solo dare un’occhiata a cosaa… haa… aa.
Bobrov: Così. Io vale a dire ho studiato in orfanotrofio, e mi sono innamorato di una baronessa e di un calamaio.
Cristoforo Colombo: Davvero si è innamorato?
Bobrov: Non scocciare. Sì, mi sono innamorato.
Cristoforo Colombo: Che meraviglia.
Bobrov: Non scocciare. Sì, è una meraviglia.
Cristoforo Colombo: Com’è strano.
Bobrov: Non scocciare. Sì, è proprio strano.
Cristoforo Colombo: Racconti, per cortesia!
Bobrov: Cristoforo Colombo, se dici ancora qualcosa…

La scena cambia velocemente. Bobrov è seduto e mangia una minestra.
Entra sua moglie in camicia e con un ombrello.

Bobrov: Dove vai?
Moglie: Là.
Bobrov: Là dove?
Moglie: Là là.
Bobrov: Là o là?
Moglie: No, non là, là.
Bobrov: E allora?
Moglie: Come allora?
Bobrov: Dove vai?
Moglie: Mi sono innamorata di una baronessa e di un calamaio.
Bobrov: Bene.
Moglie: Bene, però Cristoforo Colombo ha infilato una bicicletta nella nostra cuoca.
Bobrov: Povera cuoca.
Moglie: Lei, povera, è seduta in cucina e scrive una lettera a casa, e la bicicletta è lì che le penzola fuori.
Bobrov: Sì sì. Questo è un caso. Io mi ricordo da noi all’orfanotrofio nel 1887 ci è successo lo stesso. C’era da noi un professore. Così noi gli abbiamo spalmato la faccia di trementina e l’abbiam messo in cucina sotto la tavola.
Moglie: Dio mio, e cosa c’entra?
Bobrov: Bè, anche quello era un caso.

Entra l’Uomo Salame.

Contenuto

venerdì 28 agosto 2015

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Troppo contenuto.
Quando ci si potrà acconten[tare] della costruzione.

[Daniil Charms, Rasskazy i sceny, Moskva, Viktori 1994, p. 229]

Io comunque

venerdì 7 agosto 2015

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In relazione agli imminenti festeggiamenti per il centoundicesimo anniversario della nascita di Daniil Charms: Io comunque

 

Io comunque sono una figura stupefacente, anche se non mi piace molto parlarne.

Dov’è l’Australia

sabato 2 maggio 2015

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In relazione agli imminenti festeggiamenti per il centoundicesimo anniversario della nascita di Daniil Charms: Dov’è l’Australia

 

Volodja Zajcev è andato da Vasja Pirogov e ha detto:
– Vasja, dov’è l’Australia, in Africa o in America?
– Non so, – ha detto Vasja, – ma mi sembra in Africa.

Petrakov

mercoledì 29 aprile 2015

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In relazione agli imminenti festeggiamenti per il centoundicesimo anniversario della nascita di Daniil Charms: Un caso con Petrakov

 

Una volta Petrakov voleva stendersi a letto e si è steso, ma non ha preso il letto. Ha picchiato così forte sul pavimento che è rimasto lì steso e non riusciva a alzarsi.
Allora Petrakov ha raccolto le sue ultime forze e si è messo carponi. Ma le forze l’hanno abbandonato, è caduto ancora lungo disteso.
Petrakov è rimasto steso sul pavimento cinque ore circa. All’inizio era semplicemente coricato, poi s’è addormentato.
Il sonno ha ristorato le forze di Petrakov. Si è svegliato perfettamente in salute, si è alzato, è arrivato fino al letto, si è steso con attenzione sul letto. «Bè – ha pensato – adesso mi metto a dormire». Ma di dormire non ne aveva più voglia. Si girava Petrakov prima su un fianco, poi sull’altro fianco, e non riusciva in nessun modo a addormentarsi.
E questo, in sostanza, è tutto.

Era andato a dormire che era credente

domenica 12 aprile 2015

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In relazione agli imminenti festeggiamenti per il centoundicesimo anniversario della nascita di Daniil Charms: Era andato a dormire che era credente

 
Un uomo era andato a dormire che era credente, si era svegliato che era ateo.
Per fortuna, nella stanza di quest’uomo c’era una bilancia medica decimale, e quest’uomo era abituato a pesarsi tutti i giorni, mattino e sera. Così, andando a dormire il giorno prima, l’uomo si era pesato e aveva scoperto che pesava 4 pud e 21 funt. E il giorno dopo al mattino, dopo essersi svegliato che era ateo, l’uomo si era pesato ancora e aveva scoperto che pesava in tutto 4 pud e 13 funt. «Di conseguenza», aveva pensato l’uomo, «la mia fede pesava intorno agli 8 funt».