Un inedito
Opera numero 257
Il dizionario dei detti dilettali di Reggio Emilia riporta, alla voce Avarizia, il caso di una famiglia così taccagna che quando erano a tavola, pur di non consumare il tovagliolo, si pulivano la bocca con il gatto.
Opera numero 257
Il dizionario dei detti dilettali di Reggio Emilia riporta, alla voce Avarizia, il caso di una famiglia così taccagna che quando erano a tavola, pur di non consumare il tovagliolo, si pulivano la bocca con il gatto.

È uscita, per Einaudi, per la collana Letture, a cura di Paolo Bertinetti, una raccolta di racconti di Beckett, intitolata Racconti e prose brevi, che comprende un racconto nel quale, all’inizio, nell’originale, c’è l’espressione «I was feeling awful». Questo racconto, e questa espressione di Beckett, sono già stati tradotti almeno due volte. Una volta, in dialetto reggiano (da Daniele Benati), così: «A stèv mäl» (Stavo male). Un’altra volta, in italiano (edizioni SE, traduzione di Valerio Fantinel), così: «Avevo una tarantola di inquietudini in petto». In questa nuova edizione «I was feeling awful» è tradotto così: «Pessimo stato d’animo» (traduzione di Valerio Fantinel).


Bisogna agire sulla psicologia, ha detto Landi facendo poi l’esempio di quel film dove Stanlio e Ollio avevano messo un annuncio sul giornale intitolato NON LEGGETE QUESTO ANNUNCIO sicuri che tutti l’avrebbero letto.
[Daniele Benati, Un altro che non ero io, Reggio Emilia, Aliberti 2007, p. 143]

Io non ci ho quasi mai ragione. E poi dico sempre delle balle.
[Daniele Benati, Opere complete di Learco Pignagnoli, cit., p. 89]

Lì dove eravamo andati a lavorare io e Busecca c’era la produzione che stava attraversando un periodo di dormia.
[Daniele Benati, Opere complete di Learco Pignagnoli, cit,. p. 193]

Io in quest’opera non ci ho scritto niente.
[Daniele Benati, Opere complete di Learco Pignagnoli, cit., p. 86]

Quest’anno, la redazione della parte scritta del catalogo del gruppo Fiori per Ecomondo è stata affidata agli ex allievi della scuola media inferiore di scrittura emiliana. La scuola media inferiore di scrittura emiliana è un’emanazione della scuola elementare di scrittura emiliana; è il grado successivo, e ultimo, di un corso di scrittura che si chiama così, Scuola elementare di scrittura emiliana, e che è cominciato cinque anni fa, nel 2005, a Reggio Emilia, quando i maestri erano tre, Daniele Benati, Ugo Cornia e io, che mi chiamo Paolo Nori. Dal 2008 il corso si è trasferito a Bologna e siamo passati, in ottemperanza alle direttive impartite dal ministero attualmente retto da una signora che si chiama Gelmini, al maestro unico, che sono poi sempre io.
[Dalla bozza della postfazione al catologo del Gruppo Fiori per Ecomondo, che per il momento si intitola, la postfazione, Come è successo che è stato scritto quello che è scritto in questo catalogo, che per il momento si intitola, il catalogo, Io desidero un autobus blu e altre dodici storie con tredici facce]

Venerdì, 20 agosto,
alla FestaReggio
al campovolo di Reggio Emilia,
alla Tenda del Mondo
alle ore 21,
Daniele Benati e Paolo Nori
parlano di Noi la farem vendetta
