Un epigrafe

domenica 1 20 Dicembre19

«Se vuoi essere felice, siilo».

Koz’ma Prutkov

[Epigrafe di Che dispiacere, esce il 30 aprile]

Le torte

martedì 20 20 Agosto19

Non so fare le torte, ma ho l’impressione che quello che sto facendo in questi giorni, riscrivere un romanzo, sia un po’ come fare una torta. Che ci son dei momenti che ti dici che forse viene, e ti sembra così incredibile che ti vien da pensare “Ma no. Ma cosa vai a pensare”.

Tutte le famiglie

lunedì 12 20 Agosto19

Sto riscrivendo un libro che si chiama Che dispiacere, che è il primo libro in terza persona che scrivo, e dentro ci sono un po’ di famiglie, moglie e marito (e dei figli delle volte) e, non so come mai, mi son venute fuori che litigano tutte.

I no che aiutano a crescere

mercoledì 24 20 Luglio19

Io sono a Casalecchio, la Battaglia è al mare, ieri mi ha telefonato mi ha chiesto una cosa, che vorrebbe quando torna, i primi di agosto. E io le ho risposto e le ho detto «Sì, certo». E quando succede, che la Battaglia mi chiede una cosa e io le rispondo «Sì, certo», mi sembra di avere un posto, nel mondo. Io sono qui per dire «Sì, certo», alla Battaglia. Buongiorno.

La cosa più originale che ho visto nella mia vita

giovedì 27 20 Giugno19

Giacomo Leopardi, quando comincia, in Italia, la voga della parola ‘originale’, nel senso di un individuo che non assomiglia a nessun altro, solo a se stesso, e che ha dei comportamenti singolari, o singolarissimi, Giacomo Leopardi scrive che, a guardarsi intorno, lì, nell’Italia dell’ottocento che conosceva lui, c’erano soltanto degli originali.
Erano tutti originali, i contemporanei di Leopardi.
Di conseguenza, scrive Leopardi, qualcuno che lo fosse veramente, originale, avrebbe dovuto essere uno che non fosse originale per niente.
Infatti.
Io, per esempio, quand’ero un ragazzo, che avevo quindici anni, per rendermi un po’ più originale avevo cominciato a fare la cosa che facevano, nel 1978, tutti i quindicenni che volevano fare gli originali: mi ero messo a fumare.
Mi ero sforzato un po’, i primi tempi, poi ci ero riuscito.
Dopo, quando di anni ne ho avuti 48, nel 2011, per rendermi un po’ originale, avevo fatto la cosa che allora facevano tutti, i quarantenni che volevano essere originali: avevo smesso di fumare. Mi ero sforzato moltissimo, e ci ero riuscito.
A pensarci, forse è proprio così: tutte le volte che ho avuto l’impulso a essere un ‘originale’, ho fatto delle cose uguali a quel che facevano tutti i miei coetanei che avevano, come me, la stessa pulsione a distinguersi.
Se devo pensare alla cosa più originale che ho visto nella mia vita, è stata mia nonna.
Era un periodo che ci abitavo, con mia nonna, e un pomeriggio, lei è entrata all’improvviso nella stanza dov’ero, io non me l’aspettavo, io non me l’aspettavo, e io l’ho vista, l’ho vista davvero, senza il suo imballaggio da nonna: per qualche secondo non l’ho riconosciuta e l’ho vista, e mi sono accorto che era una donna, con il sangue che le pulsava nelle vene, e è stata la cosa più originale che ho visto nella mia vita, ma non era originale lei, era il mio sguardo, che, impreparato, l’ha guardata come se la vedesse per la prima volta.
Un poeta russo, Osip Mandel’stam, scrive: «E il cielo, il cielo è il tuo Buonarroti».
Il cielo, che c’è tutti i giorni, dappertutto, a guardarlo bene, a tirar fuori quello sguardo lì, da poeta, a farsi crescere dentro la pancia una piccola macchina per lo stupore, è come un Buonarroti.
Originale.

[Articolo uscito sul numero di Uomo Vogue che è in edicola]

Che dispiacere

martedì 11 20 Giugno19

Ho chiesto un francobollo, in tabaccheria, li avevano finiti. Adesso, ho pensato, vado in tutte le tabaccherie che incontro e chiedo un francobollo finché non trovo un francobollo, dovessi farne dieci. Nella seconda, ho chiesto un francobollo, me l’han dato. Che dispiacere.

Dài

sabato 8 20 Giugno19

Dài dài dài dài dài dài dài dài dài dài dài dài dài dài dài dài dài dài dai. Ho ricominciato a lavorare.

Gli altri giorni

venerdì 31 20 Maggio19

Sotto casa della Battaglia c’era una macchina con attaccato alla fiancata un disegno di Charlie Brown e Snoopy che sono su un pontile e guardano l’orizzonte e Charlie dice: «Un giorno ci toccherà morire, Snoopy», e Snoopy risponde: «Certo, Charlie, però gli altri giorni no».

Govorit Moskva

mercoledì 29 20 Maggio19

Stamattina correvo a Bologna, sotto l’acqua, sentivo intanto una radio russa che si chiama Govorit Moskva (Parla Mosca) hanno detto che a Mosca il clima era bello e la temperatura 31 gradi.

Non avrei mai detto

lunedì 27 20 Maggio19

Sono caduto mentre correvo, l’altro giorno: ho messo avanti le mani, mi sono sbragato il palmo della mano destra, cinque giorni che ho una ferita, e tutti i giorni devo cambiare la medicazione, e curare una ferita, tutti i giorni, devo dire che è una cosa che mi piace.