Unione Sovietica, Italia

domenica 16 dicembre 2018

La prima volta che ho sentito parlare dell’Unione Sovietica da uno che c’era stato, era negli anni settanta, ero alle medie, era venuto un giornalista della Gazzetta di Parma che ci aveva detto che là, in URSS, alle poche macchine che circolavano di notte toglievano i tergicristalli perché avevano paura che glieli rubassero, e noi avevamo pensato “Che posto insensato”. Mi è tornato in mente stamattina quando toglievo i fanali alla mia bicicletta, in stazione, perché se no me li rubano.

Ecco

sabato 15 dicembre 2018

Erano un paio di mesi che non mi funzionava lo scanner, adesso, d’un tratto, si è rimesso a funzionare, non è giusto, secondo me.

Spendere

venerdì 14 dicembre 2018

Ho comprato due mele stayman, da un fruttivendolo in via Saffi, a Bologna, lui mi ha chiesto «Vuoi quelle spendopoco o spendomolto?». Ho preso quelle spendomolto. Un euro e trenta.

Comunque

giovedì 13 dicembre 2018

Oggi, comunque, non ho preso neanche un treno

Tutti

giovedì 13 dicembre 2018

Sono su un treno dove dormono tutti, poco prima di Parma (impressione di essere sempre su un treno, da una qualche parte).

Destino

mercoledì 12 dicembre 2018

Quando sento dei politici che pronunciano la parola ‘anima’ mi viene in mente Venedikt Erofeev, che diceva che Napoleone raccomandava ai propri generali di usare delle parole che significano tutto e non vogliono dir niente, come destino.

Poco prima di Milano Rogoredo

martedì 11 dicembre 2018

Sul treno, quando ci stiamo per fermare a Rogoredo, un signore napoletano si prepara già, cappello, cappotto, sciarpa e tutto, anche se deve scendere a Milano centrale «Perché i primi saranno i primi, dice, non gli ultimi, quella è una leggenda».

Un’altra cosa che credo

martedì 11 dicembre 2018

Dopo, stamattina, in cucina, mi metto a cantare «Ci vorrebbe una carezza, per un cuore di ragazza, per capire se mi ami o no», che non c’entra niente, e mi piace per quello, credo.

Credo

domenica 9 dicembre 2018

Ero sul binario 4 della stazione di Bologna, mi hanno chiesto se ero il capotreno, non è la prima volta che mi succede, ho questo modo di vestirmi vagamente ferroviario, credo.

Un talento

domenica 9 dicembre 2018

Io sono trentasette-trentotto anni che mi faccio la barba, non ho ancora imparato.
C’è voluto del talento (per riuscire ad invecchiare senza diventare adulti).