Un dubbio

sabato 16 febbraio 2019

Stamattina, dovevo andare a correre, non avevo tanta voglia, ho pensato “Forse, prima di andare, è meglio se faccio un’analisi costi-benefici”. Dopo sono andato, ma mi è rimasto il dubbio che forse, prima di andare, era meglio fare un’analisi costi-benefici.

Un posto

mercoledì 13 febbraio 2019

C’è un posto, a Milano, che non so qual è il bagno dei maschi e quale quello delle femmine

Buongiorno

mercoledì 13 febbraio 2019

Ci son certe mattine che esco di casa, per andare a lavorare, non succede tutte le mattine, ma quando succede, al mattino, immancabilmente penso “Che due maroni”. Come una specie di buongiorno.

Peccato

martedì 12 febbraio 2019

L’ufficio oggetti ritrovati del comune di Bologna mi ha scritto che hanno trovato il mio portafoglio; dicevano che, non è obbligatorio, ma che se volevo potevo andare a ritirarlo. Sono andato. Molto contento. Mi dispiace solo che non si chiama più Ufficio oggetti smarriti. Ma pazienza.

Avviso

giovedì 7 febbraio 2019

Devo finire di scrivere una cosa, non scrivo più qui fino a domenica notte.
Chiuso per lavori, si riapre l’11 febbraio.

Aggiornamento

lunedì 4 febbraio 2019

Se avete trovato un portafoglio in via Andrea Costa, a Bologna, probabile che sia il mio. C’erano 13 euro e 50. Sono in fila in questura per la denuncia, prima di me ci sono due gruppi, uno di 4, uno di 2 persone, che sembrano contentissimi, di fare una denuncia insieme.

Una cosa

venerdì 1 febbraio 2019

Oggi poi mi è successa una cosa che non la dico. Inutile insistere. Non c’è verso. Tra l’altro poi mi è successa ieri.

La neve

giovedì 31 gennaio 2019

Certe mattine è incredibile, tutta la luce che c’è nella neve.

Geografie

mercoledì 30 gennaio 2019

Ieri, prima conferenza stampa come nuovo allenatore del Bologna, Siniša Mihajlović ha detto: «A Bologna io son stato benissimo; del resto non lo scopro io, in Romagna si sta bene». E nessuno gli ha detto niente.

Una famiglia

lunedì 28 gennaio 2019

Quando discuteva con lei, che non eran d’accordo su qualcosa, che avevan ciascuno una propria teoria, per esempio sull’educazione dei bambini, lei diceva che la teoria che aveva lei era una teoria che ce l’avevano tutti, al mondo, la teoria che aveva lui, invece, era una coglionata.
Lui ribatteva diceva che, a ragionare così, il mondo sarebbe stato ancora dominato dai terrapiattisti, a accettare le teorie che al mondo ce le avevano tutti.
Con questo di solito la conversazione si interrompeva e stavano zitti, tutti e due lì, nello spazio minuscolo del cucinino, e passavano quattro o cinque minuti a guardare nel piatto, se stavan mangiando, o nel fondo delle loro tazzine, se prendevano un tè deteinato (lei) o un caffè (lui).
Dopo lei diceva, di solito, «Parli così bene, quando stai zitto».
«Te invece, anche quando stai zitta, io non son mica d’accordo, con quei silenzi lì così competitivi», diceva lui. Stavano bene, insieme.