Aiutatemi

giovedì 29 dicembre 2011

Questo foglio bianco pullula di uomini, aiutatemi.

[Cesare Zavattini, Una vita in mostra, Bologna, Bora 1998, p. 32]

Zavattini

venerdì 16 dicembre 2011

Avevo vinto a gilé. Fuori dal caffè sulla mia testa c’era una luna leggera che pareva andasse. Con delle risatine corte da ragazzo guardavo allungarsi tra i sassi la mia pisciata venuta su dal cuore.

[Cesare Zavattini, Opere 1931.1986, cit., p. 924]

1° aprile

venerdì 1 aprile 2011

Entrate in un negozio, acquistate mille lire di merce. Poi uscite senza pagare. Se il padrone e i commessi vi rincorreranno dite secco secco: “Pesce d’aprile.” E rideranno anche i sassi.

[Cesare Zavattini, Al macero, in Opere, cit., p. 1064]

Zavattini

giovedì 3 marzo 2011

EVASIONI CELEBRI

Toth, lo sventratore di donne, racconta ai nipotini nelle sere d’inverno, vicino al grande camino, le sue meravigliose gesta: “Nella Guiana eravamo sorvegliati da cento secondini. Come fuggire? Mi venne un lampo di genio: un pomeriggio che tutti eravamo nell’immenso cortile centrale mi misi a camminare all’indietro verso il cancello. Le guardie credettero così che io stessi entrando. Invece uscivo.”

[Cesare Zavattini, Opere, cit., p. 1093]

Come gatti

giovedì 14 ottobre 2010

In avvenire troverò materia su certi quadernoni, nei quali mescolavo i conti con le imprecazioni e gli aneddoti: sono là in un cassetto, insieme a molte lettere non spedite, che sono sfoghi che bisogna fare per stare lontani dalla cirrosi epatica, e io se non ho la cirrosi epatica lo devo a queste lettere non spedite, nelle quali mi sfogavo con tanto coraggio, ma poi come gatti venivano avanti le paure e le convenienze e allora le lettere restavano lì.

[Cesare Zavattini, Io. Un'autobiografia. A cura di Paolo Nuzzi, Torino, Einaudi 2002, pp. 179-180]

Zavattini

venerdì 8 ottobre 2010

zaopere

CHIARETTI – Riesce ad immaginare uno Stato triste?
SALONI – Provo. (Fa la faccia di uno che cerca di immaginarselo.) No, non ci riesco.

[Cesare Zavattini, Come nasce un soggetto cinematografico, in Opere. 1931. 1986, cit., p. 331]

Dicevo

mercoledì 6 ottobre 2010

za-contro

Dicevo ‘mi sono dimenticato il fazzoletto’, e mi divertivo a fare una tal volata per arrivare su e cambiarmi tutto, poi arrivavo col fazzoletto in mano e ‘l’ho trovato, ecco’, dicevo.

[Cesare Zavattini, Una vita in mostra, Volume I, a cura di Paolo Nuzzi, Bologna, Edizioni Bora 1998, p. 53]

Molto grato

martedì 28 settembre 2010

poverimatti

Scrive una lettera al signor Dod, molto lunga, vi impiega due ore, tre: ha davanti dieci fogli pieni di cancellature. La copia in bella e la riduce a una pagina. Dice che gli sarà molto grato. Com’è brutto avere debiti: ricorda una mano vecchia che firmava cambiali.
Il signor Dod non sa che Bat può pensare a tante cose, è incredibile che Dod dica di no. Bat pensa, mettiamo, che le stelle sono abitate. Si rifiutano mille lire a un nomo che è qui a guardare l’alba?

[Cesare Zavattini, I poveri sono matti, Milano, 1937, Bompiani 1983, p. 23]

Un pezzo di carta stampata

venerdì 27 agosto 2010

zaopere

INQUILINO CON ASCIUGAMANO – Aveva una voce così dolce.
INQUILINO PELATO – E due gambe alte, e le cosce lunghe, che è raro…
INQUILINO CON BERRETTO – Una volta pioveva. E lei stava qui sotto… La pioggia le si raccoglieva tutta qua dentro (indicando la scapola.) E un passerotto vi si posò a bere.
INQUILINO DEL BALCONCINO – Il vento una volta fece volare via un grembiule e lei lo rincorse fin sul prato… E me lo riportò con un sorriso.
ANTONIO (che sta sistemando la macchina da scrivere sotto l’albero) – Basta. Io non sono qui per lacrimare.
INQUILINO COI BAFFI – Abbiamo sempre avuto molta stima di lei, signor Antonio.
ANTONIO – Troppa (ridendo). Basta un pezzo di carta stampata per farvi cadere in ginocchio.
INQUILINO PELATO – È vero, è vero. Se io leggo in un libro che un albero stormisce, per esempio, non mi sembra un albero comunque come quello lì, chissà che albero è.

[Cesare Zavattini, Come nasce un soggetto cinematografico, in Opere 1931.1986, cit., p. 258]