Erofeev
Hegel: «Nessuno dei miei allievi ha capito il mio sistema. L’ha capito solo Rosenkraz, e l’ha capito male».
[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, cit. p. 136]
Hegel: «Nessuno dei miei allievi ha capito il mio sistema. L’ha capito solo Rosenkraz, e l’ha capito male».
[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, cit. p. 136]

E se vengono delle idee, sono gracili, bruttine e mingherline.
[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopamoe, cit., p. 125]

Ma alla gente, Garibaldi, a cosa serve?
[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, cit., p. 113]

Cognomi: Passeggeri e Invalidi.
[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, cit., p. 82]

Se è «sì», che sia «sì». Se è «no», che sia «no». E la cosa più importante, è la musica.
[Vendikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, cit., p. 65]

Uomini, non uccidetevi l’un l’altro, è una cosa che mi fa dispiacere.
[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, cit., è. 81]

I manuali inglesi di etichetta del XV e XVI secolo proibivano, a pranzo, di sputare dall’altra parte del tavolo e di soffiarsi il naso con la tovaglia.
[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, cit., p. 29]

È necessaria, come diceva Orazio, una regola – una norma, come diceva Bellini.
[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe isjkopaemoe, cit., p. 163]

Pronto, è l’autostazione? – Che cazzo dici, l’autostazione, che ti venga un canchero! Qui è il ministero della cultura.
[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, cit., p. 149]
