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Cosa voglio

sabato 22 aprile 2017

La Battaglia, quando era piccola una volta mi aveva detto che lei, se fosse stata il sindaco della città, avrebbe abolito i soldi, che io avevo pensato che era più avanti di me, invece adesso, da quando faceva le medie, le era venuto un improvviso interesse per i soldi si era messa a chiederci, a me e a Togliatti, quanto guadagnavamo stava diventando un po’ materiale, anche al telefono, che da quando aveva un telefono, tutte le volte che la chiamavo al telefono lei mi rispondeva mi diceva «Cosa vuoi?».
Non mi diceva né «Pronto», né «Ciao», «Cosa vuoi?».
Che non era una cosa che mi piaceva tantissimo ma era una cosa che avevo fatto anch’io, da ragazzo, quando mi telefonavano.
Per via che io, per molto tempo, noi, in casa, non avevamo avuto il telefono, e io, quello, il telefono, era un po’ un oggetto stranissimo, non ero mica nella mia, quando stavo al telefono, quando ero piccolo, e la Battaglia anche lei, evidentemente.

Tempesta

mercoledì 25 gennaio 2017

Qualche giorno fa, per esempio, la Battaglia ha una compagna di pallavolo che a scuola la professoressa le sta leggendo un libro che ho scritto io che non ha capito bene qual è ma credo che sia La piccola Battaglia portatile, e la Battaglia, qualche giorno fa, appena uscita da pallavolo mi ha chiesto Ma te quando scrivi di me mi chiami la Tempesta?

X 10

mercoledì 25 gennaio 2017

Con la Battaglia siamo andati alla coop di via Andrea Costa a far spesa e alla fine, dopo che abbiamo pagato, la cassiera mi ha dato una specie di gratta e vinci che io di solito non li prendo mai che a me non piace, grattare, e non mi piace neanche tanto vincere, devo dire.
Questa volte la Battaglia mi ha detto No no, prendilo, lo gratto io, e allora l’ho preso e lei l’ha grattato e dopo ha detto Ho vinto, e era vero, c’era scritto: Hai vinto uova grandi fresche da allevamento a terra origine coop x 10.
Era contentissima, la Battaglia, diceva che da quando è nata non aveva mai vinto niente ogni tanto ripeteva, tra sé, Non capita tutti i giorni, di vincere dieci uova, è stata una cosa memorabile, in un certo senso, con la Battaglia capita, che le cose siano memorabili.

Eh

martedì 24 gennaio 2017

In frigorifero avevo della panna spray che aveva preso la Battaglia un po’ di tempo fa, oggi ho pensato Ma sarà scaduta? Ho guardato, è scaduta nel maggio del 2014. L’ho buttata via.

Dopo poi

domenica 25 dicembre 2016

Dopo poi la Battaglia, quando si sveglia, tutti i giorni mi sembra più alta.

Un’ingiustizia

domenica 18 dicembre 2016

La Battaglia, che è in seconda media, oggi è andata all’open day di un liceo di Bologna e le ha fatto abbastanza impressione e a cena mi ha detto «Ascolta ma, quando uno finisce le superiori gli danno il diploma e poi è diplomato, quando uno finisce l’università gli danno la laurea e poi è laureato, e quando uno finisce le medie cosa gli danno? E cos’è?».
E io le ho detto «Eh, quando uno finisce le medie gli danno la licenza media e poi è licenziato».

La Battaglia

venerdì 25 novembre 2016

Qualche giorno fa, la Battaglia, eravamo io e lei da soli mi ha chiesto «Ma te, prima della mamma, quante volte ti sei innamorato?».
Io ci ho pensato un po’ poi le ho detto «Tre».
«Ecco», mi ha detto lei, «avrei proprio detto tre».

Orno

giovedì 10 novembre 2016

Stamattina mi sono accorto che il pachistano che mi vende le mele, quando mi saluta dopo avermi dato le mele, mi dice «Derci». Che mi piace molto. Poi, intanto che andavo in bicicletta mi è venuto in mente che la Battaglia, quando mi arrabbio con lei, che mi metto a urlare, io avevo un babbo che quando si arrabbiava che urla io e mio fratello ci si drizzavano i peli sulle braccia, aveva una bella voce, mio babbo, e anch’io, ho una bella voce, solo che io, quando urlo, la Battaglia mi guarda che non fa neanche una piega, altro che i peli sopra le braccia e io, devo dire, sono molto contento, buongiorno.

Per esempio

sabato 1 ottobre 2016

Per esempio adesso devo finire di scrivere in un libro e mi è venuto in mente di quella volta che la Battaglia dopo aver letto Orgoglio e pregiudizio, di Jane Austen, e dopo che l’aveva letto mi aveva detto che io scrivevo dei libri strani.
E io le avevo chiesto strani in che senso e lei mi aveva detto che la Austen, quando scriveva un libro, scriveva il libro e basta.
«Eh, – le avevo detto io, – anch’io, quando scrivo un libro scrivo il libro e basta».
«No, – mi aveva detto la Battaglia, – te ci metti dentro anche un sacco di Secondo me, un sacco di parentesi, parli parli. La Austen non ci mette mai tutti quei Secondo me, tutte quelle parentesi, non parla, scrive il libro e basta».

Un augurio

venerdì 26 agosto 2016

La Battaglia, quando deve fare i compiti di matematica, guarda il libro e poi gli dice Che ti venga un trauma cerebrale.