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Perché non l’adopra

mercoledì 6 settembre 2017

Fra tutte le statue di Firenze, la statua di Giovanni delle Bande Nere è quella che più si meriterebbe un par di ceffoni sul muso. Guàrdalo un po’, come se ne sta seduto comodo in San Lorenzo, con quel suo tronco di randello nel pugno. O piove, o tira vento, Giovanni è sempre là, col suo sorriso molle nel viso barbuto. E che barba da paino, tutta riccioletti corti, ben pettinata, ben lisciata, intorno a una bocca che par quella di una donna con la voglia del cocomero. Non si scomoda neanche se tu lo pungi nel sedere con uno spillo. «Ci sto bene, e ci sto – par che dica – e pròvati a farmi alzare, se ti riesce». E quel bastone in mano, che se ne fa? O perché non l’adopra? Già, perché non l’adopra? Non si puà dire che in questi ultimi tempi non gli siano mancati il modo e le occasioni.

[Curzio Malaparte, Maledetti toscani, Milano, Adelphi 2017, p. 159]

Che cos’è?

venerdì 1 settembre 2017

Cos’è dunque la verità? Un mobile esercizio di metafore, metonimie, antropomorfismi, in breve una somma di relazioni umane che sono state potenziate praticamente e retoricamente, che sono state trasferite e abbellite, e che dopo un lungo uso sembrano a un popolo solide, canoniche e vincolanti: le verità sono illusioni di cui si è dimenticata la natura illusoria, sono metafore che si sono logorate e hanno perduto ogni forza sensibile, sono monete la cui immagine si è consumata e che vengono prese in considerazione soltanto come metallo, non più come monete.

[Friedrich Nietzsche, Su verità e menzogna in senso extramorale, traduzione di Giorgio Colli, Milano, Adelphi 2015, p. 20]

I poveri

sabato 15 luglio 2017

Iosif Brodskij, Per compiacere un'ombra, in Fuga da Bisanzio

I poveri tendono a utilizzare qualsiasi cosa. Io utilizzo il mio senso di colpa.

[Iosif Brodskij, In una stanza e mezzo, in Fuga da Bisanzio, traduzione di Gilberto Forti, Milano, Adelphi 2008 (8), p. 219]

La rivoluzione?

domenica 7 maggio 2017

Dritto e altezzoso, in frac, Gumilëv attraversa le sale. Trema anche lui dal freddo, ma distribuisce saluti e inchini con solenne affabilità. Conversa con i conoscenti in tono mondano. Sta giocando al ballo. Tutto il suo aspetto dice: «La rivoluzione? Non è successo niente».

[Vladislav F. Chodasevič, Gumilëv e Blok, in Necropoli, a cura di Nilo Pucci, Milano, Adelphi 1985, p. 31]

Prousts

lunedì 17 aprile 2017

Un giorno, conversando con Luncaciarski, l’autore gli domandò se in Russia vi fosse un Marcel Proust. «Sì» gli rispose Lunaciarski «ogni scrittore sovietico è un Proust proletario».

[Curzio Malparte, Il ballo al Cremlino, Milano, Adelphi 2014, p. 15]

Gli scemi in toscana

sabato 8 aprile 2017

Che tutti gli italiani siano intelligenti, ma che i toscani siano di gran lunga più intelligenti di tutti gli altri italiani, è cosa che tutti sanno, ma che pochi vogliono ammettere. Non so se per gelosia, o per ignoranza di quel che sia veramente l’intelligenza: la quale non è furbizia, come si crede, comunemente in Italia, ma un modo di abbracciar con la mente le cose, di comprenderle, cioè, e di penetrarle, mentre la furbizia è soltanto quello che il battere delle ciglia è in confronto con lo sguardo. E chi negherà che noi toscani sappiamo entrar con gli occhi della mente in fondo alle cose, e guardar dentro? che siamo come quegli insetti che prendono il polline dai fiori maschi e lo portano ai fiori femmine? che noi portiamo l’intelligenza, come un polline, alle pietre, e ne facciamo nascere chiese e palazzi, torri maschi e piazze femmine? Chi negherà che l’intelligenza, in Toscana, ci sta di casa, e che anche gli scemi, che in casa d’altri son soltanto scemi, da noi sono intelligenti?

[Curzio Malaparte, Maledetti toscani, Milano, Adelphi 2017, pp. 15-16]

Tutta a Prato

martedì 4 aprile 2017

Tutta a Prato va a finire la storia d’Italia e d’Europa: tutta a Prato, in stracci.

[Curzio Malaparte, Maledetti toscani, Milano, Adelphi 2017, p. 93]

Volgari

mercoledì 29 marzo 2017

Emmanuel Carrère, Propizio è avere ove recarsi

A quindici anni leggevo molto, un po’ di tutto, ma solo libri tascabili o libri che trovavo nella biblioteca dei miei genitori, i quali, per quanto ricordo, non acquistavano romanzi appena usciti. Li consideravano volgari.

[Emmanuel Carrère, Propizio è avere ove recarsi (titolo originale Il est avantageux d’avoir où aller), traduzione di Francesco Bergamasco, Milano, Adelphi 2017, p. 285]

L’atto sessuale

sabato 25 marzo 2017

Emmanuel Carrère, Propizio è avere ove recarsi

Montaigne chiedeva: «Che avrà mai fatto di male alla gente l’atto sessuale, tanto naturale, necessario e legittimo, perché nessuno si arrischi a parlarne senza provare vergogna…?»

[Emmanuel Carrère, Propizio è avere ove recarsi (titolo originale Il est avantageux d’avoir où aller), traduzione di Francesco Bergamasco, Milano, Adelphi 2017, p. 153]

Oxford English Dictionary

mercoledì 8 febbraio 2017

Iosif Brodskij, Per compiacere un'ombra, in Fuga da Bisanzio

Lo vidi l’ultima volta a Londra nel luglio del 1973, a una cena da Stephen Spender, Wystan, seduto a tavola con una sigaretta nella destra e un bicchiere nella sinistra, dissertava sul tema del salmone freddo. Poiché la sedia era troppo bassa, la padrona di casa provvide a infilargli sotto la persona due squinternati volumi dell’Oxford English Dictionary. Pensai allora che davanti ai miei occhi stava l’unico uomo che avesse il diritto di usare quei volumi come sedili.

[Iosif Brodskij, Per compiacere un’ombra, in Fuga da Bisanzio, traduzione di Gilberto Forti, Milano, Adelphi 2008 (8), p. 132]