In un certo momento dello spazio-tempo

giovedì 18 ottobre 2018

È istruttivo pensare che in questa stanza o, se è per questo, in qualsiasi altra stanza del mondo, non ci sia una sola persona la quale, in un certo momento dello spazio-tempo storico, non sarebbe messa a morte lì per lì, su due piedi, da virtuosa collera. È cosa certa che in un determinato momento spaziotemporale il colore del proprio credo, delle proprie cravatte, delle proprie parole, dei propri occhi, pensieri e comportamenti si imbatterà nella disapprovazione fatale di una folla che odia quella particolare tonalità. E quanto più brillante, quanto meno convenzionale sarà l’individuo, tanto più sarà esposto al rogo. Stranger, diverso, fa rima con danger, pericolo.

[Vladimir Nabokov, Lezioni di letteratura, traduzione di Franca Pece, Milano, Adelphi 2018, p. 509 ]

La cosa più noiosa

domenica 14 ottobre 2018

Nulla è più noioso o più ingiusto nei confronti dell’autore dell’incominciare a leggere, diciamo, Madame Bovary partendo dall’idea preconcetta che sia una denuncia della borghesia.

[Vladimir Nabokov, Lezioni di letteratura, traduzione di Franca Pece, Milano, Adelphi 2018, p. 37 ]

Un autoritratto

sabato 13 ottobre 2018

Le persone, in genere, amano parlare di sé, e io rimango turbato quando qualcuno mi dice cose che a mio avviso avrebbe fatto meglio a tenere per sé. Preferisco indovinarli, i segreti dei loro cuori. Non sono in grado di prendere la gente per come si mostra e non sono facilmente impressionabile. Non sono capace di venerazione. Sono più incline a ridere degli altri, che a rispettarli.

[W. Somerset Maugham, Alcuni romanzieri che ho conosciuto, in Lo spirito errabondo, traduzione di Gianni Pannofino, Milano, Adelphi 2018, pp. 218]

Economia

domenica 7 ottobre 2018

Nei Magri Anni Trenta,
i giovani vendevano
per un pasto abbondante il loro corpo.

Nei Ricchi Anni Sessanta
lo facevano ancora:
per onorare i Pagamenti a Rate.

[W. H. Auden, Grazie, nebbia, traduzione di Alessandro Gallenzi, Milano, Adelphi 2011, p. 51]

La cosa peggiore che poteva fare

venerdì 5 ottobre 2018

Vladimir Nabokov, Nikolaj Gogol'

Puškin avrebbe semplicemente sfoderato i luccicanti denti da negro in una bonaria risata – per poi volgersi al manoscritto incompleto del suo capolavoro di turno. Gogol’ fece ciò che aveva fatto dopo il fiasco di Kuechelgarten: fuggì, o piuttosto scivolò via, verso terre straniere.
Fece anche qualcos’altro. Fece la cosa peggiore che uno scrittore potesse fare in quelle circostanze: cominciò a spiegare a mezzo stampa i punti del suo lavoro che i critici avevano o trascurato o rivolto contro di lui. Gogol’, essendo Gogol’ e vivendo in un mondo a specchio, aveva la speciale abilità di pianificare per intero le proprie opere dopo averle scritte e pubblicate. E così fece con Il revisore. Vi aggiunse una sorta di epilogo in cui spiegava che il vero Revisore che si profila di lontano alla fine dell’ultimo atto è la Coscienza dell’Uomo, mentre gli altri personaggi sono le Passioni che albergano nelle nostre Anime. In altre parole, si doveva credere che queste passioni erano simboleggiate da funzionari di provincia e che la Coscienza più elevata era simboleggiata dal Governo.

[Vladimir Nabokov, Nikolaj Gogol’, a cura di Cinzia De Lotto e Susanna Zinato, Milano, Adelphi 2014, p. 62]

Dettagli

mercoledì 3 ottobre 2018

I direttori dei giornali sono insaziabili. Gli inviati sono troppo «fiacchi». Credono che basti trascrivere il bollettino medico e aggiungervi poche parole carpite al volo. Ci vogliono fatti, dettaglio o, in mancanza di questi, un po’ di condimento.
«Il mattino di Russia» reclama:
«Ritratti dei medici e degli impiegati, e qualche immagine del posto».
«L’Alba ordina»:
«Telegrafate urgentemente dettagli. Usciamo con edizione straordinaria».
Dettagli?
«Il malato ha trascorso una notte agitata. Ieri ha mangiato due uova e bevuto dell’acqua di Narzan con un po’ di latte. La famiglia esprime pubblicamente la propria gratitudine nei confronti del capostazione Ozolin, che ha dimostrato un’attenzione e una sollecitudine fuori dal comune. Il treno speciale per Sof’ja Andreevna [la moglie di Tolstoj] è costato 500 rubili. Prego vivamente di mandarmi del denaro: ieri ho speso 40 rubli. In caso di catastrofe avvertirò immediatamente».

[Vladimir Pozner, Tolstoj è morto, traduzione di Giuseppe Girimonti Greco, Milano, Adelphi 2010, p. 49]

L’importanza degli scrittori minori

martedì 2 ottobre 2018

Solo un talento mediocre può essere un perfetto signore; un grande talento implica sempre una buona dose di cialtroneria. Di qui l’importanza degli scrittori minori – quali maestri di buone maniere.

[W. H. Auden, Scrivere, in La mano del tintore, traduzione di Gabriella Fiori, Milano, Adelphi 1999, p. 36]

Dal 1983

lunedì 1 ottobre 2018

Mentre Tausk percorre la strada in direzione del suo studio, ecco che da un’impalcatura, intonata da un demolitore in gilet fosforescente, prorompe e dilaga l’allegra melodia di Vamos a la playa, vecchia hit internazionale che Tausk non sentiva dal 1983. Da quel momento, quasi avesse incontrato una zanzara, quella melodia gli pruderà come una puntura e non lo abbandonerà più per tutta la giornata.

[Jean Echenoz, Inviata speciale, traduzione di Federica e Lorenza Di Lella, Milano, Adelphi 2018, pp. 24-25]

Speranza di un poeta

venerdì 28 settembre 2018

auden, shorts

Speranza di un poeta: essere,
come certi formaggi delle valli,
locale, ma apprezzato anche altrove.

[W. H. Auden, Shorts, Milano, Adelphi 2009 (4), p. 64]

Probabilmente infondata

martedì 25 settembre 2018

L’autore dei polizieschi non può dire, come quel noioso antico romano, che nulla di umano gli è estraneo; tutto gli è estraneo, tranne l’omicidio. È questo, naturalmente, il più umano dei delitti, perché immagino che a tutti sia capitato qualche volta di contemplarlo e di esserne stati distolti solo dal timore della pena o dalla paura (probabilmente infondata) del rimorso. L’assassino, invece, si è assunto il rischio davanti a cui noi abbiamo esitato, e la prospettiva della forca incombe sulle sue azioni con truce evidenza.

[W. Somerset Maugham, Declino e caduta del genere poliziesco, in Lo spirito errabondo, traduzione di Gianni Pannofino, Milano, Adelphi 2018, pp. 110-111]