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La rivoluzione?

domenica 7 maggio 2017

Dritto e altezzoso, in frac, Gumilëv attraversa le sale. Trema anche lui dal freddo, ma distribuisce saluti e inchini con solenne affabilità. Conversa con i conoscenti in tono mondano. Sta giocando al ballo. Tutto il suo aspetto dice: «La rivoluzione? Non è successo niente».

[Vladislav F. Chodasevič, Gumilëv e Blok, in Necropoli, a cura di Nilo Pucci, Milano, Adelphi 1985, p. 31]

Prousts

lunedì 17 aprile 2017

Un giorno, conversando con Luncaciarski, l’autore gli domandò se in Russia vi fosse un Marcel Proust. «Sì» gli rispose Lunaciarski «ogni scrittore sovietico è un Proust proletario».

[Curzio Malparte, Il ballo al Cremlino, Milano, Adelphi 2014, p. 15]

Gli scemi in toscana

sabato 8 aprile 2017

Che tutti gli italiani siano intelligenti, ma che i toscani siano di gran lunga più intelligenti di tutti gli altri italiani, è cosa che tutti sanno, ma che pochi vogliono ammettere. Non so se per gelosia, o per ignoranza di quel che sia veramente l’intelligenza: la quale non è furbizia, come si crede, comunemente in Italia, ma un modo di abbracciar con la mente le cose, di comprenderle, cioè, e di penetrarle, mentre la furbizia è soltanto quello che il battere delle ciglia è in confronto con lo sguardo. E chi negherà che noi toscani sappiamo entrar con gli occhi della mente in fondo alle cose, e guardar dentro? che siamo come quegli insetti che prendono il polline dai fiori maschi e lo portano ai fiori femmine? che noi portiamo l’intelligenza, come un polline, alle pietre, e ne facciamo nascere chiese e palazzi, torri maschi e piazze femmine? Chi negherà che l’intelligenza, in Toscana, ci sta di casa, e che anche gli scemi, che in casa d’altri son soltanto scemi, da noi sono intelligenti?

[Curzio Malaparte, Maledetti toscani, Milano, Adelphi 2017, pp. 15-16]

Tutta a Prato

martedì 4 aprile 2017

Tutta a Prato va a finire la storia d’Italia e d’Europa: tutta a Prato, in stracci.

[Curzio Malaparte, Maledetti toscani, Milano, Adelphi 2017, p. 93]

Volgari

mercoledì 29 marzo 2017

Emmanuel Carrère, Propizio è avere ove recarsi

A quindici anni leggevo molto, un po’ di tutto, ma solo libri tascabili o libri che trovavo nella biblioteca dei miei genitori, i quali, per quanto ricordo, non acquistavano romanzi appena usciti. Li consideravano volgari.

[Emmanuel Carrère, Propizio è avere ove recarsi (titolo originale Il est avantageux d’avoir où aller), traduzione di Francesco Bergamasco, Milano, Adelphi 2017, p. 285]

L’atto sessuale

sabato 25 marzo 2017

Emmanuel Carrère, Propizio è avere ove recarsi

Montaigne chiedeva: «Che avrà mai fatto di male alla gente l’atto sessuale, tanto naturale, necessario e legittimo, perché nessuno si arrischi a parlarne senza provare vergogna…?»

[Emmanuel Carrère, Propizio è avere ove recarsi (titolo originale Il est avantageux d’avoir où aller), traduzione di Francesco Bergamasco, Milano, Adelphi 2017, p. 153]

Oxford English Dictionary

mercoledì 8 febbraio 2017

Iosif Brodskij, Per compiacere un'ombra, in Fuga da Bisanzio

Lo vidi l’ultima volta a Londra nel luglio del 1973, a una cena da Stephen Spender, Wystan, seduto a tavola con una sigaretta nella destra e un bicchiere nella sinistra, dissertava sul tema del salmone freddo. Poiché la sedia era troppo bassa, la padrona di casa provvide a infilargli sotto la persona due squinternati volumi dell’Oxford English Dictionary. Pensai allora che davanti ai miei occhi stava l’unico uomo che avesse il diritto di usare quei volumi come sedili.

[Iosif Brodskij, Per compiacere un’ombra, in Fuga da Bisanzio, traduzione di Gilberto Forti, Milano, Adelphi 2008 (8), p. 132]

Descrivere una coppia

mercoledì 11 gennaio 2017

Adam Philips, Monogamia, traduzione di Giulia Arborio Mella e Matteo Codignola, Milano, Adelphi

Descrivere una coppia significa scrivere un’autobiografia. Dato che nasciamo da una coppia e che lì trascorriamo i nostri primi anni, quando parliamo di coppie raccontiamo la storia della nostra vita. Se riusciamo a fare della coppia un’astrazione, è proprio perché ci è così familiare. O meglio, perché è la famiglia; perché una volta non c’era nessun altro posto dove andare.

[Adam Philips, Monogamia, traduzione di Giulia Arborio Mella e Matteo Codignola, Milano, Adelphi 2007, p. 34]

Ecco

venerdì 23 dicembre 2016

Tatti Sanguineti, Il cervello di Alberto Sordi. Rodolfo Sonego e il suo cinema, Milano, Adelphi

Un giorno un gruppo di giovani registi e sceneggiatori molto intellettualizzati, molto raffinati ma poco pratici, andarono sul set a raccontare a Totò una storia, un tema con molte parole difficili e anche un po’ astratte. Totò li ascoltò per circa un’ora in silenzio, approvando sempre, finché alla fine disse: «Be’, allora, ragazzi, adesso vogliamo tornare in sé?».

[Tatti Sanguineti, Il cervello di Alberto Sordi. Rodolfo Sonego e il suo cinema, Milano, Adelphi, 2015, p. 100]

Un giorno

mercoledì 21 dicembre 2016

Joseph Roth, Le città bianche, traduzione di Fabrizio Rondolino, Milano, Adelphi

Un giorno, disperato perché ogni lavoro era del tutto incapace di soddisfarmi, divenni giornalista. Non appartenevo alla generazione di persone che inaugurano e concludono la pubertà scrivendo versi. E neanche a quella più recente ancora, che raggiunge la maturità sessuale con il calcio, lo sci e il pugilato. Sapevo solo pedalare su una modesta bicicletta con il contropedale, e il mio talento letterario non andava al di là di un diario nel quale scrivevo alcuni circostanziati appunti.
Ho sempre avuto poco cuore. Da quando sono in grado di pensare, penso in modo spietato. Quand’ero ragazzo davo le mosche in pasto ai ragni. I ragni sono rimasti i miei animali preferiti. Di tutti gli insetti sono, con le cimici, i più intelligenti. Se ne stanno quieti al centro di una ragnatela che si sono costruiti da sé e si affidano al caso, che provvede a nutrirli. Tutti gli animali danno la caccia alla preda. Del ragno tuttavia si può dire che è ragionevole e saggio nella misura in cui ha scoperto che dare disperatamente la caccia a tutti gli esseri viventi non serve a niente e che soltanto l’attesa è fruttuosa.

[Joseph Roth, Le città bianche, traduzione di Fabrizio Rondolino, Milano, Adelphi 2011 (9), p. 11]