Altre due cose

giovedì 26 settembre 2013

Mi sono arrivate, l’altro giorno, le pagine gialle, e son così piccoline, poverine, che mi vien da pensare che tra poco faran la stessa fine delle pagine utili Mondadori. Poi, stamattina, alle nove, mi ha suonato il tecnico della caldaia che io ero ancora a letto e gli ho aperto però era stranissimo, avere qualcuno in casa che te sei ancora tutto insonniato, come dicono a Parma, e intanto che lui lavorava io ho pensato che io, si vede, ho quei bioritmi lì, e mi son tornati in mente i bioritmi, esistono anche i bioritmi, però anche loro, oramai, poverini, son degli anni che non ne parla nessuno, quanto possono durare, e poi, alla fine, mi è venuto in mente che a quell’elenco che faccio ogni tanto delle cose che c’erano quando io ero piccolo e che oramai non ci son quasi più, come i portabagagli sopra alle macchine, le lucidatrici, i bicchieri infrangibili, i bigodini, i mangiadischi, le cabine telefoniche, i gettoni telefonici, i miniassegni, le bici da cross con il sellino lungo, con una carta infilata nei raggi per imitare il rumore del motorino, le siringhe che si bollivano, i grembiuli alle elementari, e i fiocchi, azzurri per i bambini e rosa per le femmine, e i pentoloni della marmellata, e i fustini salvaspazio, e i succhi di frutta nelle bottigliette di vetro, e i vestiti da Zorro per Carnevale, e le braghe corte (per i bambini), con le calze traforate, e i bicchieri di spuma, e le assi per lavare i panni, e i calzascarpe, e le televisioni con le valvole, ecco a quell’elenco lì tra poco bisognerà aggiungere i bioritmi e le pagine gialle (e le pagine utili Mondadori, anche).